Trent’anni di qualità per il CCL

Lo ha sottolineato il consigliere delegato, Maurizio Sabbadini, ricordando l’importante anniversario.
“Dagli anni Novanta diamo importanza a ciò che non si vede in una casa”.
Contro il problema rumore, il più temuto da chi compra un’abitazione, è fondamentale la presenza del tecnico acustico al fianco del progettista.

Il Consorzio Cooperative Acli Cisl di Milano compie trent’anni. Lo ha ricordato il Consigliere delegato, geometra Maurizio Sabbadini, approfittando del seminario promosso da Confcooperative, Federabitazione e CCL, in collaborazione con Coverd, per tracciare un bilancio dell’attività svolta.

“Questo anniversario è un bel momento per confrontarci su quanto fatto – ha affermato – Non tanto per guardarci indietro, ma per ragionare in prospettiva su quello che ci riserva il futuro”.

Nella filosofia della CCL Acli-Cisl, così come in quella di Confcooperative, la cooperazione, e la cooperazione edilizia in particolare, non rappresenta solo una forma di impresa in grado di assicurare al meglio la soddisfazione dei bisogni delle famiglie e della popolazione. La cooperazione è innanzitutto un modello di organizzazione e uno strumento di allocazione delle risorse che pone al centro del proprio agire il socio, ovvero la persona portatrice di bisogni, ma capace di raggiungere il soddisfacimento in forma collettiva, insieme agli altri, e così facendo, contribuisce allo sviluppo complessivo della società, del comune, del quartiere di residenza.

In quest’ottica, CCL negli anni si è sforzata di proporre case di qualità ai propri soci. “Una qualità – ha sottolineato Sabbadini – che nasce da un’accurata progettazione e realizzazione. Già a partire dagli anni Ottanta ed ancor più nello scorso decennio si è ritenuto fondamentale dare importanza a ciò che non si vede in una casa. Un bel’atrio da’ una bella sensazione, ma non basta. La qualità che intendiamo va cercata nella cura in fase di progettazione e nel’impiego dei materiali che garantiscono le migliori prestazioni”.

Sono i soci, del resto, che chiedono la qualità. “Esattamente: loro chiedono e loro vogliono il rispetto di certi standard. Il nostro compito è verificare di continuo ciò che facciamo, metterci in discussione e cercare il meglio. Non mi stancherò mai di ripetere il nostro motto: non proponiamo la casa al miglior prezzo, ma proponiamo la miglior casa possibile al minor prezzo possibile. In questo senso va letta la presenza di Coverd a questo seminario. Si tratta di un’azienda che si è impegnata molto nell’ambito della ricerca per l’isolamento termoacustico, e il suo contributo alla discussione può essere molto importante”.

La considerazione di CCL per gli aspetti acustici del costruire inizia proprio negli Ottanta, dopo che un sondaggio fra i soci aveva messo il rumore al primo posto fra i problemi.
“Sorvolo sui materiali e mi soffermo invece sulla progettazione, o meglio su l’aspetto di essa che riguarda direttamente l’acustica. Mi piace ribadire – ha proseguito il presidente di CCL – che i progettisti non sono e non possono essere quelli che conoscono tutto di tutto. Ciò è impossibile per chiunque: l’evoluzione tecnologica e delle conoscenze è così veloce che nessuno può considerarsi fino in fondo esperto di materie diverse. Dunque per fare bene è importante poter contare su molteplici professionalità con competenze complementari dal punto di vista progettuale.

Il progettista architettonico deve poter essere coadiuvato dal tecnico competente in acustica, per avere da lui le conoscenze specifiche necessarie su determinati problemi”.

La figura del Tecnico competente in acustica ambientale è stata istituita dalla Legge quadro 447 del 1995. Il riconoscimento, sulla scorta dei titoli di studio e professionali, viene rilasciato dalle singole regioni, presso le quali esiste un registro dei tecnici riconosciuti e abilitati.

“Intendiamoci bene, qui non si tratta di creare obblighi per dare lavoro ad altri professionisti. Si tratta piuttosto di dare risposte precise a problemi precisi, attraverso l’utilizzo di figure professionali integrate alla progettazione”.

Progettazione che, se ben fatta, deve portare a risultati acustici verificati e certificati in fase di collaudo finale.

“Per come la vediamo noi – ha concluso Sabbadini – una casa non è conclusa se non è collaudata dal punto di vista acustico. Il nostro è un approccio globale alla costruzione, che passa attraverso la concertazione con i soci e i collaudi tecnici”.