Tetto bioedile

I continui sviluppi delle tecnologie bioclimatiche offrono ricchi e validi spunti di progresso per la corretta e duratura realizzazione di coperture isolate e traspiranti. E, ancora una volta, uno tra i maggiori contributi viene proprio dal sughero biondo naturale.

Che la bioedilizia sia in progressiva evoluzione e riesca a vincere la strenua opposizione dei sostenitori dell’edilizia convenzionale, è un dato facilmente verificabile dal consistente numero di progetti di tetti bioecologici messi a punto negli ultimi anni; progetti che hanno portato alla realizzazione di pacchetti di copertura coibentati con materiali naturali e altamente traspiranti, come il sughero, e muniti di un adeguato sistema di ventilazione in grado di impedire l’insorgere dei fenomeni di condensa d’inverno e di garantire il massimo comfort durante i mesi estivi.

Benessere e isolamento
Comfort e ventilazione. Sono questi i binomi in perfetta linea con la filosofia della bioedilizia e sono questi gli obiettivi che tale filosofia si prefigge nella realizzazione di un tetto sano.
Benessere e isolamento: se è vero che le strutture dell’edificio sono cellule che assorbono e restituiscono all’ambiente circostante le sostanze e le energie che sono state utilizzate, altrettanto vero è che la struttura del tetto può essere assimilata a quella di un organismo vivente dotato di un involucro esterno, protettivo e impenetrabile dagli agenti atmosferici e dai rumori, che al tempo stesso sia anche traspirante per permettere un salutare e costante scambio con l’interno. Questo è l’aspetto filosofico che, tradotto in pratica, significa che al tetto che assorbe la maggior parte degli oneri termici deve essere applicato uno strato fortemente isolante, in grado di contrastare gli effetti mutevoli ed estremi del clima e che abbia una struttura assolutamente naturale affinché la copertura possa “respirare” e concedere quello scambio d’aria che è garanzia di benessere. Data la premessa, si spiega facilmente il frequente ricorso ai pannelli ecologici di sughero biondo naturale compresso SoKoVerd.LV da parte dei progettisti di coperture bioedili: certificati, inalterabili e biologicamente puri, hanno un alto potere coibente (grazie a una conducibilità termica pari a w/m°k 0,042) e un’ottima capacità traspirante, garantita dalla permeabilità al vapore che caratterizza da sempre questo materiale ricavato da madre natura.

Ed è coniugando traspirabilità e isolamento che la Coverd propone il sistema integrato per coperture isolate a controllo igrotermico, che ben si comprende attraverso le note stratigrafie relative alle fasi di posa.

  1. Nelle strutture portanti in legno o in laterocemento, tra l’assito o il piano continuo e i pannelli isolanti viene interposto uno strato separatore utilizzando la membrana KoSep.C, una carta oleata in pura cellulosa ad elevata grammatura, impermeabile ma altamente traspirante, indispensabile per formare un’efficace e salutare barriera contro vento, polvere ed eventuali infiltrazioni d’acqua.
  2. Direttamente sullo strato di Kosep.C, vengono posati i pannelli SoKoVerd.LV, disponibili nello spessore di 6 cm e battentati per facilitare la posa, che risulta più rapida, e per garantire uno strato perfettamente isolante in grado di contrastare ogni minima dispersione di calore e propagazione di rumori trasmessi per via aerea.
    Comfort e ventilazione:
    entrambi legati al corretto isolamento biocompatibile della copertura, sono ritenuti inscindibili in quanto non può esserci comfort ambientale, specialmente a fronte della temuta canicola estiva e della condensa interstiziale, se nel sottomanto non viene garantita la libera e costante circolazione dell’aria attraverso la creazione di due punti d’ingresso, uno lungo la linea di gronda e uno lungo quella del colmo. Ingressi realizzati mediante una doppia listellatura in legno che, formando  un’intercapedine di 6-8 cm (da aumentare se la pendenza del tetto è molto ridotta) tra lo strato isolante e le tegole di copertura, favorisce l’innesco di un moto convettivo naturale dalla gronda al colmo.
  3. Anche in questo caso, la Coverd propone una soluzione integrata: sopra i pannelli SoKoVerd.LV viene creata una prima listellatura in legno, sulla quale si posa un ulteriore strato separatore protettivo composto dalla carta alluminata termoriflettente KoSep.A., ottima per “respingere” l’eccessivo calore prodotto dall’irraggiamento solare e per scongiurare l’ingresso dell’acqua piovana.
  4. Sul manto KoSep.A. vengono poi posati i controlistelli, sui quali verranno fissate le tegole. Infine, per favorire la fuoriuscita dell’aria sottofalda, viene fissato il profilato KolVent, un efficace e duraturo raccordo porta colmo, strutturato in modo da consentire quella costante ventilazione richiesta per un tetto bioedile.

Concludiamo ribadendo che, solo attraverso queste condizioni progettuali, la Coverd riesce a offrire le migliori garanzie di un isolamento che miri necessariamente a:

  1. Smaltire l’eccesso di calore irraggiato dal sole e accumulato dalla struttura, in modo da garantire quel comfort ambientale altrimenti compromesso dal sovrariscaldamento del sottotetto;
  2. Espellere il vapore e l’umidità proveniente dal sottotetto così da lasciare integra e sempre asciutta la sottostruttura del tetto. Divesamente, un eventuale ristagno dell’umidità provocherebbe il rapido insorgere di devastanti muffe e macchie da condensa.

Angelo Verderio