Il benessere termoigrometrico

Divenuto perno centrale per gli attori del processo edilizio ecologico di qualità, il sistema integrato di isolamento a cappotto con pannelli di sughero biondo naturale porta un contributo significativo al raggiungimento del risparmio energetico e del comfort all’interno dell’ambiente.

Degli indiscussi benefici che il sistema di isolamento a cappotto può portare contro lo spauracchio dell’umidità da condensa, abbiamo già discusso nel numero precedente.

Quello che non si è ancora chiarito, invece, è il motivo dell’attuale rinnovato interesse nei confronti di questo rivestimento integrale interno od esterno, reso al momento più evidente dai recenti studi che dimostrano come la sua applicazione possa contribuire a un cospicuo risparmio del combustibile utilizzato per il riscaldamento invernale: a impianti funzionanti, di fatto, la tecnica del cappotto è in grado di frenare una tale quantità di calore dissipato all’esterno dell’edificio da comportare una riduzione dei consumi energetici non inferiori al 25% e, nei migliori dei casi superiori al 35%.
Un risultato che, a pensarci bene, ci ricompensa sia dal punto di vista economico sia da quello ambientale, considerato che tale risparmio si accompagna anche a consistenti diminuzioni delle immissioni in atmosfera dei gas cosiddetti climalteranti (responsabili delle piogge acide e di gran parte dei preoccupanti mutamenti climatici) quali gli ossidi di carbonio, di zolfo e di azoto. Argomento “caldo” e di attualità, quindi, quello dell’isolamento termico a cappotto che, già messo in rilievo dalla direttiva CEE “Save” n° 93/76 del 1993 sul contenimento energetico negli edifici civili, industriali e di servizio (nuovi o preesistenti), assurge di diritto anche alla qualifica di indispensabile strumento di politica ambientale, così come di investimento per il benessere di noi tutti e del nostro pianeta.
E se sull’onda di questa presa di coscienza ambientalista, il sistema a cappotto gode ora di molte certezze, non possiamo dimenticare che tale approccio ha dato origine ad altrettanti accesi dibattiti, primo fra tutti quello riguardante le modalità di scelta e l’utilizzo del materiale isolante: quale materiale unisce alle potenzialità di risparmio energetico del sistema a cappotto la garanzia della sicurezza d’uso e del massimo benessere termoigrometrico all’interno dell’ambiente?
A  differenza di quanto accadeva solo 15 anni fa, al momento sono i materiali bioecologici e biocompatibili che sembrano essere predominanti nella scelta e fungere da elemento trainante dell’intera compagine dell’edilizia di qualità. La sfida tra i materiali di sintesi, che pure hanno dimostrato negli anni una loro efficacia isolante, e i suoi concorrenti bioecologici (in primis i pannelli in agglomerato di sughero biondo naturale) sembra quindi essere oggi risolta a favore di quest’ultimi.
Perché, ci si chiederà.
E a ben vedere, il motivo della crescente fiducia verso l’utilizzo del sughero, si deve trovare sia nelle inalterabili capacità isolanti di questo materiale sia, soprattutto, nelle sue qualità intrinseche di equilibratore termoigrometrico: il sughero biondo naturale, infatti, ha un valore di assorbimento capillare all’acqua praticamente nullo mentre l’alta permeabilità al vapore acqueo impedisce l’insorgere della condensazione interna, un fenomeno che comprometterebbe proprio quell’equilibrio termoigrometrico della superficie cui mira il rivestimento a cappotto.
Ed è in questo scenario che, puntuale a dare il proprio contributo, la CoVerd opera con esperienza pluriennale, proponendo un collaudato sistema integrato di rivestimento a cappotto per isolare senza discontinuità dal freddo, dal caldo e dalla trasmissione dei rumori, dove l’elemento principe del procedimento di coibentazione sono i pannelli bioecologici in agglomerato di sughero biondo SoKoVerd.LV: prebolliti e biologicamente puri, questi pannelli dalla granulometria fine di 2-3 mm sono infatti privi di qualunque additivo o legante artificiale (che potrebbe abbassarne la soglia di permeabilità al vapore) e sono così compressi che ogni possibile interstizio d’aria, che potrebbe formarsi tra i granuli di sughero, viene eliminato.
Il ciclo di realizzazione vero e proprio del cappotto, composto da 5 fasi distinte e ben delineate, e che vedremo nel dettaglio nel prossimo numero, prevede l’utilizzo di materiali selezionati, reciprocamente compatibili e sinergici: dal fissativo per la preparazione del sottofondo, indispensabile per evitare lo sfarinamento superficiale degli inerti che compongono l’intonaco esistente, all’ancorante cementizio PraKov per fissare i pannelli di sughero superKompatto SoKoVerd.LV al supporto, fino all’intonaco armato di spessoramento KoMalt.G con rete di armatura KoRet e di finitura. KoSil.

Geom. Massimo Murgioni