Tetto bioedile

Il materiale coibente più adeguato per consentire un isolamento termico e acustico è il sughero

Si definisce struttura a falda quell’elemento edile che viene realizzato per la copertura e viene sempre associato come strato in pendenza; normalmente è la parte portante del tetto.

La realizzazione di tale struttura, precisamente del piano portante, dipende in gran parte dalla destinazione d’uso del sottotetto.
Nella maggior parte dei casi il sottotetto viene adibito ad abitazione; quindi la struttura di falda assume un’importanza vitale sia nel sopportare i carichi derivanti dal manto di copertura che nel prevedere un pacchetto coibente igrotermico ma soprattutto acustico.

La struttura quindi è composta da tre elementi:

  • nell’intradosso la struttura portante può essere eseguita in latero cemento, in cemento armato, in legno, ecc..
  • nell’estradosso con il materiale coibente termico e acustico;
  • a completamento della struttura si esegue il manto di copertura sopra il pacchetto coibente.

Nella maggior parte delle costruzioni si tende sempre più ad un maggior utilizzo del sottotetto e quindi le strutture di copertura in falda assumono una enorme importanza, in quanto richiedono una accurata attenzione nella loro progettazione e nella successiva realizzazione.
In funzione alla scelta progettuale della struttura portante, l’elemento che costituisce il pacchetto coibente posto nell’estradosso richiede uno studio approfondito nella scelta dei materiali e degli strati che lo compongono.
I compiti principali dello strato coibente sono:

  • evitare la fuoriuscita del calore dai sottostanti ambienti riscaldati nel periodo invernale e l’entrata del caldo nel periodo estivo;
  • controllare la migrazione del vapore dall’interno verso l’esterno ed evitare la condensa interstiziale;
  • proteggere acusticamente dai rumori aerei prodotti sia
    all’interno che all’esterno e dai rumori impattivi causati dalle intemperie: vento, pioggia e grandine.

Come già detto lo strato coibente viene posto  tra la    falda e la copertura, quindi nel prevedere la sua stratigrafia nonché la qualità dei materiali da impiegare è opportuno osservare alcune regole fondamentali:

  • posizionare il pacchetto al di sotto dello strato di ventilazione della copertura; in caso contrario la circolazione dell’aria sotto il pacchetto coibente renderebbe nullo l’effetto termo-isolante;
  • il pacchetto dovrà essere costituito da materiali resistenti nel tempo agli agenti esterni, ed in particolar modo (in presenza o meno della ventilazione) sarà opportuno realizzarlo con prodotti coibenti in grado di non assorbire nè trattenere acqua o vapore acqueo;
  • il problema maggiore che riguarda questo strato è la condensa creata dal vapore acqueo che sale dall’alloggio sottostante, quindi è sempre necessario verificare la possibilità di inserire prima della posa del materiale coibente uno schermo che regoli tale migrazione;
  • il materiale coibente deve essere posato in maniera  uniforme su tutta la superficie e quindi deve avere caratteristiche di resistenza alla deformazione sottocarico in presenza delle temperature di esercizio. Pertanto si rende necessario verificare il limite delle temperature di impiego del prodotto da utilizzare;
  • lo spessore del materiale coibente dovrà essere calcolato in funzione alla qualità della struttura da proteggere.

Vediamo ora di analizzare il materiale coibente più adeguato per consentire un isolamento che sia idoneo a soddisfare i requisiti sopra citati. Il sughero è il prodotto più completo per le qualità che non ci stancheremo mai di elencare: la permeabilità al vapore e, viceversa, l’impermeabilità all’acqua; la resistenza al caldo e al freddo e agli sbalzi di temperatura; è quindi un prodotto duraturo e mantiene inalterate nel tempo le sue capacità di isolamento; e poiché è un prodotto naturale, il sughero è innocuo alla salute, biologicamente puro, chimicamente stabile e resistente al fuoco.
Il materiale deve essere di prima qualità e certificato per il suo utilizzo (riportando gli estremi sulla confezione) come previsto dalla L/10 del gennaio 1991 art.32; difatti non è sufficiente che sia naturale, ma deve essere tecnologicamente valido e duraturo.
La soluzione particolarmente utilizzata consiste nella posa di una membrana traspirante ed impermeabile di carta oleata KoSep.C per la protezione alla polvere, all’acqua e al vento, nel caso di tetto in legno.
A questo punto sia nel caso di tetto in legno che in cemento è indicata la posa di pannelli in sughero biondo naturale superkompatto SoKoVerd.LV disponibile in spessori fino a 6 cm, e anche con la battentatura, per una maggiore uniformità di isolamento e per una rapidità di posa.
Sopra i pannelli in sughero è consigliabile creare una ventilazione, in grado di smaltire il vapore proveniente dall’ambiente sottostante e l’eccesso di calore trasmesso dalla finitura esterna.
Per un’ulteriore protezione dal caldo e dall’acqua si posa tra la doppia listellatura una carta alluminata termoriflettente KoSep.A.
Con questa soluzione si ottengono i requisiti che sono stati descritti.

Demetrio Bonfanti