Documentazione di impatto acustico e valutazione previsionale del clima acustico

È una delle novità di questi anni che spesso mette in difficoltà progettisti e imprese: in realtà si tratta di richieste legittime e opportune della P.A. cui è possibile rispondere con facilità ricorrendo alla figura professionale opportuna

Una delle novità con cui sempre più frequentemente si trovano ad avere a che fare i progettisti è la richiesta, in fase di rilascio della concessione edilizia, di una documentazione di impatto acustico relativa all’opera.

Tipicamente l’atteggiamento iniziale è di resistenza (“Un altro adempimento, insomma, non se ne può più”) seguito da smarrimento (“Che cos’è? Come faccio? E il traffico indotto? E gli impianti tecnologici fissi? Dove è meglio collocarli? E li devo insonorizzare? E come?”).

Questa richiesta è effettivamente abbastanza nuova, le sue radici non sono molto profonde.
È possibile ricostruirne rapidamente le tappe evolutive:
–    per la prima volta si parla di “documentazione di previsione di impatto acustico” nel DPCM del 1° marzo 1991, art. 5, relativamente al rilascio di concessione edilizia per nuovi impianti industriali o di licenza o autorizzazione all’esercizio di tali attività;
–    in forma più completa ed organica l’argomento viene ripreso nella legge quadro sull’inquinamento acustico n. 447 del 26 ottobre 1995,
art. 8.

Su richiesta dei comuni è previsto che si richieda una documentazione di impatto acustico relativa alla realizzazione, al potenziamento o alla modifica delle seguenti opere:
a)    aeroporti, aviosuperfici, eliporti;
b)    strade di tipo A (autostrade), B (strade extraurbane principali),
C (strade extraurbane secondarie), D (strade urbane di scorrimento),
E (strade urbane di quartiere) e F (strade locali);
c)    discoteche;
d)    circoli privati e pubblici esercizi ove sono installati macchinari o impianti rumorosi;
e)    impianti sportivi e ricreativi;
f)    ferrovie e altri sistemi di trasporto collettivo su rotaia.

È fatto poi obbligo di produrre una valutazione previsionale del clima acustico delle aree interessate alla realizzazione delle seguenti tipologie di insediamenti:
a)    scuole e asili nido;
b)    ospedali;
c)    case di cura e riposo;
d)    parchi pubblici privati ed extraurbani;
e)    nuovi insediamenti residenziali se prossimi alle opere incluse nell’elenco precedente.
I criteri di redazione di queste documentazioni e valutazioni devono essere stabiliti dalle singole regioni (art. 4 comma 1 lettera l) della legge n. 447 del 26/10/1995).

Non si tratta quindi di eccessiva pignoleria da parte della Pubblica Amministrazione, ma di adempimenti che devono divenire abituali.
Certo il progettista non può acquisire rapidamente competenza ed esperienza tale da permettergli di adempiere anche a questa richiesta: problemi tipici che appaiono insolubili sono la valutazione della rumorosità dovuta al traffico indotto prodotto dalla propria attività e agli impianti fissi.
In realtà sono questioni non banali ma che una adeguata figura professionale, quella del tecnico acustico, affiancata al progettista, è in grado di affrontare e superare.
Ci si accorgerà che spesso questo lavoro valutativo previsionale fornirà input progettuali importanti che permetteranno di migliorare in modo sensibile la qualità del manufatto, sovente senza un significativo aggravio di spesa.
Non si deve quindi vivere questa richiesta come l’ennesima imposizione: viceversa è un’occasione in più, che deve rientrare nel nostro orizzonte tecnico e culturale e che assumerà col passare degli anni un ruolo fondamentale.
In questo campo la Coverd è da anni in prima linea a fianco degli operatori del settore: siamo stati tra i primi ad impegnarci per soddisfare pienamente queste richieste, mantenendo uno stretto contatto con gli studi tecnici di progettazione e delle imprese, con gli uffici tecnici comunali e delle ASL ed ora anche dell’ARPA (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente), organizzando in materia convegni e seminari per informare e formare gli operatori del settore.

La Coverd ha in organico tecnici competenti in acustica ambientale con riconoscimento ufficiale delle Regione Lombardia, come richiesto dalla legge quadro sull’inquinamento acustico n. 447 art 2 commi 6 e 7, il cui elenco è stato pubblicato come supplemento al Bollettino Ufficiale della Regione Lombardia n. 10 del 7 marzo 2000.
Un esempio di questo tipo di lavoro è costituito dalla relazione tecnica relativa alla realizzazione del Centro di Interscambio di Piazza Marconi, territorio comunale di Vimercate (Mi).
Le opere, progettate dall’arch. Mario Botta e dall’arch. Fabiano Radaelli, sono attualmente in fase di realizzazione da parte dell’impresa Frigerio Appalti S.r.l. di Cornate d’Adda.
È un intervento di riqualificazione urbana fondamentale per l’abitato di Vimercate in quanto coinvolge l’area dell’ex stazione e deposito dell’Azienda Tranviaria  Municipalizzata (ATM), attualmente punto di interscambio tra le varie linee di collegamento interurbane nell’area del Vimercatese.

Vista l’importanza del progetto, che prevede oltre alla razionalizzazione delle fermate degli automezzi di trasporto pubblico anche la realizzazione di spazi commerciali per circa 4.000 m2, oltre al nuovo Ufficio Postale, la richiesta di concessione edilizia è stata corredata da una valutazione di impatto acustico predisposta dai tecnici della Coverd.
Preso atto del progetto, si è provveduto a classificare l’area secondo la zonizzazione acustica prevista dal DPCM del 14 novembre 1997. In particolare all’area interessata direttamente è stata attribuita la III classe (zona tipo misto, valori limite di immissione 60 dB(A) diurni, 50 dB(A) notturni) confinante su una parte del perimetro con una zona di classe II (prevalentemente residenziale, valori limite di immissione 55 dB(A) diurni, 45 dB(A) notturni).
Sono quindi stati acquisiti dati fonometrici per completare la caratterizzazione acustica dell’area.
Una volte identificate le sorgenti sonore significative esistenti e che saranno introdotte in seguito alla realizzazione dell’opera, si è provveduto alla valutazione della loro incidenza rispetto alla situazione acustica attuale e a quella ipotizzabile in seguito al completamento dell’intervento edilizio progettato. Si è tenuto conto anche delle variazioni dei flussi veicolari conseguenti al riordino complessivo dell’area, in particolare dell’allontanamento dalle abitazioni dell’area di stazionamento degli automezzi del servizio pubblico di trasporto.
Tutta la mole di informazioni elaborate ha avuto un ritorno progettuale importante, portando a concepire un edificio architettonicamente predisposto alla protezione degli ambienti ospitati (commerciali e uffici) dalla rumorosità dell’area che, causa il traffico autoveicolare, risultava piuttosto elevata.

Riassumendo, uno schema di lavoro indicativo seguito in questa valutazione è il seguente:

  1. analisi del progetto così come presentato;
  2. analisi della situazione attuale dell’area (anche con misure strumentali di monitoraggio fonometrico);
  3. individuazione degli aspetti più significativi dal punto di vista acustico;
  4. valutazione previsionale sulla base di modelli di calcolo adeguati ed opportunamente tarati;
  5. conclusioni ed eventuali suggerimenti correttivi che vadano ad incidere, migliorandolo dal punto di vista acustico, sul progetto originale.

Nessuna rabbia e nessuna paura quindi: si tratta solo di entrare in un’ottica nuova, di capire come muoversi, di scegliere i collaboratori giusti nel campo.
Il risultato finale, che si raggiungerà negli anni, sarà un costruire meglio per ambienti più sani e confortevoli, per città vivibili e finalmente a misura d’uomo.

Dott. Marco Raimondi