Riqualificazione energetica dell’esistente

Il bonus fiscale del 55% sugli interventi che abbattono la trasmittanza termica degli edifici è l’occasione per migliorare il comfort abitativo degli ambienti interni. Tutto dipende dai materiali isolanti, che devono essere ecologici e traspiranti.

Per tutto il 2010, salvo proroghe al 2012 come richiesto da più parti, resta in vigore la detrazione Irpef del 55% (recuperabile in soli 5 anni) sulla spesa sostenuta per gli interventi di riqualificazione che aumentino il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti.

Un’agevolazione che, come avviene per il vecchio bonus del 36% sulle ristrutturazioni (recuperabile in 10 anni), può essere richiesto non solo dai proprietari dell’immobile ma anche da familiari, inquilini e comodatari. Dal 15 marzo 2010 il beneficio della detrazione è però subordinato al rispetto di limiti più severi di trasmittanza termica, che sono quelli riportati nell’allegato B  del DM 11 marzo 2008 sulla riqualificazione energetica (aggiornato con i nuovi valori dal DM 26 gennaio 2010). Il limite massimo di spesa detraibile varia in funzione del tipo di intervento eseguito.

Gli interventi sull’involucro esterno ammessi alla detrazione (spesa massima 109.090,91 euro, detrazione possibile 60.000 euro) riguardano coperture, pareti, pavimenti, chiusure apribili e assimilabili, cioè le opere finalizzate a migliorare la coibentazione e con essa il risparmio energetico, anche per le opere eseguite sulle singole unità immobiliari. Altre opere agevolabili sono quelle funzionali alla realizzazione dell’intervento di efficienza energetica, come per esempio l’apertura e chiusura di tracce o per realizzare il massetto per la posa dell’impianto di distribuzione del calore.

Interventi di riqualificazione

Gli interventi di riqualificazione sull’involucro sono più efficaci di quelli sugli impianti perché risolvono a monte il fabbisogno di energia, aumentando nel contempo il comfort termoigrometrico abitativo. Per quanto riguarda le pareti verticali, il sistema più efficace per l’isolamento è quello del cappotto termico, che consiste nell’applicazione, sull’intera superficie esterna verticale, di pannelli isolanti che vengono poi ricoperti da uno spessore protettivo di intonaco.

Questa soluzione ha i vantaggio di correggere i ponti termici in prossimità delle solette e dei pilastri, ma anche quello di poter essere attuata senza allontanare gli inquilini durante l’esecuzione dei lavori. Inoltre, permette la realizzazione dell’isolamento e della finitura in un’unica fase di lavori, con evidenti risparmi. Affinché il cappotto aumenti l’efficienza energetica dell’edificio e contemporaneamente la salubrità degli ambienti interni, è necessario che il materiale isolante usato per il rivestimento esterno sia duraturo, ecologico e traspirante.

La risposta di Coverd a questa esigenza è il Cappotto Bioverd realizzato con pannelli di sughero biondo naturale SoKoVerd.XL o SoKoVerd.LV di vario spessore, e con una serie di prodotti, dall’adesivo alla finitura esterna, studiati per ottimizzare le qualità intrinseche del sughero.
La posa in opera del Cappotto Bioverd avviene in poche semplici fasi:

  • la preparazione del sottofondo;
  • la posa dei pannelli isolanti mediante adesivo a presa rapida PraKov;
  • l’intonaco di spessoramento KoMalt.G con affogata rete di rinforzo KoRet;
  • l’applicazione della finitura a scelta, KoMalt.F o KoSil.

Il cappotto Bioverd è la soluzione isolante migliore anche nel sistema della facciata ventilata e le sue prestazioni complessive superano quelle dei materiali sintetici (poco resistenti al calore, deteriorabili nel tempo) e di quelli fibrosi di origine minerale e vegetale (poco resistenti all’umidità). L’attestazione di qualità è data anche dalla marcatura CE. Nel 2008, Coverd ha avviato presso l’Istituto per la Tecnologia delle Costruzioni – CNR – l’iter di certificazione del sistema Kappotto in sughero biondo naturale Bioverd secondo l’ETAG 004 “Guideline for european technical approval for external thermal insulation composite systems whit rendering”.

Tale procedura è finalizzata al rilascio della marcatura CE.

Allo stato attuale, sono state eseguite con esito positivo le prove di reazione al fuoco e le prove di resistenza agli agenti atmosferici, pioggia e gelo. Sono in fase di completamento le prove accessorie su provini di dimensioni 20 x 20 cm, a cui seguirà la prima stesura del documento di certificazione che verrà sottoposto ad inchiesta da parte degli altri organismi certificatori dell’Unione Europea. Il rilascio della certificazione è previsto nell’autunno del 2010.

Il tetto è un punto di elevata dispersione termica negli edifici e un maggiore isolamento può portare grandi vantaggi in termini di risparmio energetico.
Nelle costruzioni esistenti si pone però il problema di come intervenire contenendo le spese e limitando i disagi. La realizzazione di un isolamento in falda (tetto caldo) è sicuramente un buon rimedio, ma l’intervento è impegnativo. Ancora di più se si vuole realizzare un tetto ventilato, vantaggioso anche nella stagione calda perché contribuisce ad abbassare la temperatura nel sottotegola.

Il sughero biondo naturale bollito e ventilato è l’isolante che garantisce il miglior comfort abitativo nella coibentazione delle coperture, perché le sue caratteristiche fisiche lo rendono efficace in tutte le stagioni dell’anno. Un rimedio efficace ed economico per limitare le dispersioni energetiche dalle coperture consiste nell’isolamento dell’ultimo solaio (tetto freddo), un intervento che può essere attuato in poche ore con il sughero in granuli SugheroLite posato sfuso sull’estradosso. L’impasto di SugheroLite con il vetrificante a presa aerea KoGlass può rendere il sottofondo pedonabile.

Diana Verderio