Il sistema isolante per le coperture

La coibentazione del tetto non può limitarsi all’applicazione di un “prodotto millefunzioni”, ma deve essere pensata come un sistema bioedile che ottimizza le prestazioni in tutte le stagioni dell’anno.

Alla buona coibentazione di un tetto concorrono alcuni fattori – progettazione, tecnologia costruttiva, materiali – tra i quali riveste particolare importanza il pacchetto isolante.

Quest’ultimo non deve essere concepito come un “prodotto da applicare”, ma come un sistema composito fatto di più elementi e studiato per le esigenze specifiche. Di questo sistema fanno parte il materiale isolante, al quale è affidata la funzione primaria, e alcuni prodotti complementari che risultano altrettanto importanti per ottimizzare il risultato finale in funzione delle caratteristiche costruttive dell’edificio, del luogo, dell’esposizione agli agenti atmosferici.

Con lo scopo di esaltare le prestazioni del sughero biondo naturale nella coibentazione delle coperture, Coverd ha studiato e reso disponibili due nuovi strati separatori,

che vanno ad arricchire la gamma dei prodotti a listino.

KoSep.IR

è uno strato separatore termoriflettente impermeabile e traspirante realizzato mediante l’accoppiamento a caldo di un film di alluminio puro microforato con due membrane trasparenti. Posizionato tra lo strato isolante e il manto di copertura, la sua funzione è quella di proteggere la struttura dalle infiltrazioni di umidità senza compromettere la traspirazione, ma anche quella di rimbalzare le radiazioni solari che nella stagione estiva possono avere un effetto importante sulla prestazione isolante del tetto e, di conseguenza, sulla vivibilità dei locali abitativi sottostanti.

Considerato che nei tetti tradizionali a falde l’inclinazione è normalmente compresa tra 18° e 22°, il sole estivo incide quasi verticalmente sulle falde esposte a sud che pertanto sono sottoposte a estreme variazioni di temperatura. La coibentazione del tetto nella stagione calda è dunque importante quanto quella invernale e contribuisce non poco a contenere la spesa energetica per il raffrescamento.

KoSep.G

è invece uno strato separatore semplice realizzato mediante l’accoppiamento a caldo di tre membrane, senza uso di collanti, che conferiscono al telo un’ottima resistenza allo strappo e all’usura. Posizionato in falda prima dello strato isolante, la sua funzione è protettiva nei confronti dell’umidità senza compromettere la traspirazione della struttura. KoSep.IR e KoSep.G trovano applicazione anche nell’isolamento dei sottofondi, per l’ottimizzazione del riscaldamento a pavimento a pannelli radianti (KoSep.IR) o come strato separatore impermeabile e traspirante tra il materiale isolante e il massetto. Il tetto è la parte più esposta di un edificio e serve a proteggerlo dalle precipitazioni e dal sole, dal freddo e dal caldo, oltre che dai rumori esterni. E’ inoltre un elemento importante dal punto di vista estetico – architettonico perché conferisce all’edificio la sua forma. Posta la sua importanza dal punto di vista del bilancio energetico , un tetto deve essere dotato di un adeguato isolamento termico esterno.

Tale isolamento deve essere anche più efficace di quello dei muri perimetrali perché, come detto, il tetto è più esposto agli sbalzi di temperatura per via dell’esposizione diretta alle precipitazioni e all’apporto solare. Un tetto coibentato termicamente all’esterno è detto “tetto caldo”. Un tetto non coibentato è chiamato “tetto freddo”; in questo caso l’isolamento viene posto sull’estradosso dell’ultimo solaio. Costruire un tetto freddo non è conveniente perché la parte di materiale termoisolante che si risparmia coibentando solo il solaio non compensa i danni riportati dalla struttura a causa delle escursioni termiche.

Risolto questo dubbio, ci si deve confrontare con gli aspetti tecnici di un isolamento termico in falda. Se il manto dei tetti viene posato direttamente sullo strato termoisolante, le elevate temperature che si raggiungono d’estate nel sottotegola stressano il materiale isolante. Ciò è causa di problemi seri nel caso degli isolanti sintetici (polistirolo, poliuretano) o di prodotti e manufatti contenenti collanti chimici, che si rammolliscono facilmente al calore decrementando le loro prestazioni.

I pannelli di sughero biondo naturale hanno il vantaggio di sopportare anche temperature molto elevate senza alterarsi e per questo isolano anche dal calore estivo, con una prestazione invernale che è pari se non superiore a quella degli isolanti sintetici. La possibilità di usare un materiale performante in tutte le condizioni come il sughero biondo naturale non esclude l’importanza di dotare la copertura di un sistema di ventilazione che contribuisca ad attenuare il surriscaldamento della struttura.

La ventilazione si ottiene normalmente tramite una doppia listellatura lignea sulla quale posa il manto: in questo modo l’aria che affluisce dalla parte delle gronda e fuoriesce dal colmo asporta il calore e l’eventuale vapore acqueo risalente dagli ambienti sottostanti, oltre ad asciugare ed espellere l’acqua piovana che si infiltra sotto le tegole. Il sistema isolante Coverd per un tetto bioedile ad alte prestazioni di isolamento termico e acustico prevede la posa in falda di pannelli di sughero biondo naturale SoKoVerd.LV o di uno strato di sughero biondo in granuli SugheroLite. Pannelli e granuli possono essere usati anche insieme per il non plus ultra dell’isolamento e del comfort termoigrometrico in tutte le stagioni dell’anno.

Punti di forza del sistema Coverd sono le prestazioni elevate e l’assoluta eco-bio-compatibilità del pacchetto isolante, dal sughero ai prodotti complementari come KoSep.IR e KoSep.G.

Alberto Viscardi