Il tetto bioedile

Tecnica costruttiva e materiali giusti: il sughero vince la sfida

Esiste ancora l’antica tradizione di brindare con le maestranze quando la casa arriva al tetto.

E’ un modo per dire che il più è fatto e che l’edificio è pronto per svolgere la sua funzione primaria: riparare gli occupanti dalle intemperie.
Il tetto, anche dal punto di vista psicologico, è l’elemento più importante della casa e quello a cui più degli altri appartiene il compito di farci sentire al sicuro: “avere un tetto sopra la testa” è un’espressione che equivale a una manifestazione di serenità e protezione.
Ma il tetto non serve soltanto a farci stare all’asciutto. La sua funzione è anche di garantire che la casa sia calda d’inverno e fresca d’estate; che sia protetta dai rumori, che l’umidità possa passare dall’interno e che il microclima dell’abitazione sia salubre in ogni situazione. Senza dimenticare l’aspetto economico legato al risparmio energetico: una casa con il tetto e le pareti ben isolate, cosa che peraltro è richiesta dalla legge, consente anche di risparmiare. Attraverso il tetto si disperde un terzo del calore prodotto nella casa e un’adeguata protezione termica abbatte fino al 20% le spese di riscaldamento.
Il concetto di “tetto bioedile” unisce queste considerazioni all’esigenza sempre più sentita di una copertura ecologica realizzata esclusivamente con materiali naturali. Nel rispetto dell’ambiente e della salute delle persone che dovranno vivere la casa.
Il funzionamento di un “tetto bioedile” si basa su un sistema di ventilazione costituito da una sorta di camera d’aria che lavora seguendo le stagioni: d’estate impedisce il passaggio del calore dall’interno all’esterno e d’inverno fa l’inverso. Il tutto secondo precisi calcoli di dinamica termoigrometrica.
Ma la bioarchitettura ci insegna che l’importanza della tecnica costruttiva è pari a quella dei materiali impiegati.
Il sughero, grazie alle sue straordinarie qualità, si presta benissimo alla realizzazione del tetto bioedile: è naturale, isola dal freddo e dal rumore, è traspirante. Inoltre è resistente e duraturo.
Nel caso di un tetto nuovo con struttura portante in legno e perlinatura a vista, la soluzione più utilizzata comincia con la posa di una membrana traspirante e impermeabile di carta oleata KoSep.C, per la protezione dalla polvere e dall’acqua. Stesso discorso se la struttura del tetto non è nuova, avendo cura di eseguire il necessario trattamento del legno con prodotti naturali: sali di boro come antitarlo e antimuffa, olio di lino cotto o cera d’api per il nutrimento e impregnanti alla scorza d’agrumi pigmentati con ossidi naturali per la colorazione.  Sopra la carta oleata, all’interno di un assito in legno di contenimento, si stende il sughero biondo naturale bollito e ventilato SugheroLite Costante granulometria 4 mm (spessore 8 cm), quindi un nuovo strato di carta oleata KoSep.C con funzione di frena vapore e uno strato di pannelli di sughero superkompatto a grana fine SoKoverd.LV (spessore 3 cm). A questo punto vengono sistemati i listelli perpendicolari alla linea di gronda per creare la camera di ventilazione, sopra i quali si stende la carta alluminata termoriflettente KoSep.A. Per completare: i listelli fermategole ortogonali ai primi e le tegole.
In alternativa alla SugheroLite si possono utilizzare i pannelli in sughero biondo naturale superkompatto SokoVerd.LV (spessore fino a 6 cm), indicati in doppio strato per i tetti con struttura portante in latero cemento.

Geom. Massimo Murgioni