Disposizioni in materia di impatto acustico: il caos?

Si parla di documentazione di impatto acustico, valutazione previsionale del clima acustico e documentazione di previsione di impatto acustico: cosa sono? E chi decide se e quando sono da produrre?

A cinque anni dalla sua pubblicazione, la legge quadro sull’inquinamento acustico n. 447 viene richiamata sempre più spesso all’attenzione dei progettisti.

Insistiamo particolarmente su questi aspetti perché dal nostro personale osservatorio registriamo l’intensificarsi delle problematiche connesse soprattutto all’articolo 8, “Disposizioni in materia di impatto acustico” e del disagio che sovente attanaglia gli operatori del settore.

Vogliamo in particolare chiarire la differenza tra:

  • documentazione di impatto acustico
  • valutazione previsionale del clima acustico
  • documentazione di previsione di impatto acustico

Documentazione di impatto acustico: riguarda opere di grande rilevanza, in particolare quelle per cui già sia prevista una valutazione di impatto ambientale. Può però essere richiesta, in alcuni casi, dai comuni (ad esempio per aeroporti, strade ed autostrade, discoteche, pubblici esercizi con impianti rumorosi, ecc.).
È importante notare come la legge dia in materia ampia discrezionalità ai comuni: le amministrazioni locali sono in questo modo fortemente responsabilizzate nella tutela acustica del territorio.

Valutazione previsionale del clima acustico: è un adempimento obbligatorio per la aree interessate da opere che abbisognano di una particolare tutela acustica, ad esempio scuole, ospedali, edifici residenziali prossimi ad insediamenti potenzialmente rumorosi quali strade ad intenso traffico, ferrovie, discoteche, pubblici esercizi particolarmente rumorosi, ecc. La logica è quella di garantire la necessaria protezione acustica a strutture bisognose di una specifica tutela.

Documentazione di previsione di impatto acustico: si tratta anche in questo caso di un adempimento obbligatorio che deve essere allegato alla domanda per il rilascio di concessioni edilizie relative, tra gli altri, ad impianti produttivi e a postazioni di servizi commerciali.
Questa documentazione deve essere prodotta anche in fase di richiesta di rilascio di abilitazione all’esercizio di attività produttive o di utilizzo dello specifico immobile o infrastruttura.
È, ad esempio, il caso di un capannone ad uso industriale: qualora venga realizzato senza sapere ancora quale sarà la specifica attività che si andrà ad insediare, dovrà essere presentata una prima documentazione di previsione di impatto acustico in fase di rilascio della concessione edilizia.
Quando poi l’immobile sarà venduto e si sarà chiarita la natura dell’attività insediata, per ottenere l’autorizzazione all’esercizio della specifica attività dovrà essere prodotta una documentazione di previsione di impatto acustico integrativa.
Sottolineiamo come la documentazione di impatto acustico sia da produrre solo se richiesta dal comune, a meno che non si tratti di progetti già sottoposti a valutazione di impatto ambientale; la produzione invece di una valutazione previsionale del clima acustico o di una documentazione di previsione di impatto acustico sono, nei casi specifici previsti, un obbligo inderogabile.
È poi di fondamentale importanza comprendere come la valutazione previsionale del clima acustico risponda alla precisa esigenza di tutela dell’opera che si va a realizzare e che come tale possa portare input progettuali fondamentali.
Ed è proprio per una valutazione previsionale del clima acustico che la Co.Verd. è stata interpellata da Euromilano per il programma di riqualificazione urbana di via Palizzi, quartiere Quarto Oggiaro a Milano.
Si tratta di una serie di edifici residenziali che saranno edificati ad una distanza di circa 300/400 m dalla stazione ferroviaria di Milano Certosa e in corrispondenza del cavalcavia di via Palizzi che rappresenta un’arteria di intenso traffico urbano.
La situazione urbanistica è quindi complessa e non priva di problematiche specifiche relative al rumore; inoltre non poteva essere trascurato l’aspetto della rumorosità connessa al traffico indotto, considerato il notevole numero di unità abitative previste dal progetto.

Ma sarebbe sbagliato pensare che queste valutazioni acustiche riguardino solo la realizzazione di opere “colossali”: in realtà sono da prevedersi anche per interventi su scala più ridotta.
In questi anni la Co.Verd. è stata contattata per una molteplicità di situazioni, a partire anche dalla realizzazione di singole unità abitative quali villette monofamigliari.

Tra le altre citiamo il progetto di ristrutturazione ed ampliamento della scuola elementare di Bernate, frazione di Arcore, e la realizzazione di un edificio industriale nel territorio comunale di Concorezzo.
Le problematiche in gioco sono sostanzialmente diverse: nel primo caso è l’ambiente scolastico il recettore sensibile da tutelare dalle “intrusioni” esterne; nel secondo caso si deve valutare l’impatto che ha, acusticamente parlando, la realizzazione della struttura nonché l’instaurarsi della specifica attività, qualora di natura già nota, sull’area specifica.
Non si trattava di due casi specifici particolarmente delicati considerato che nel primo caso l’area dell’insediamento è particolarmente tranquilla, mentre nel secondo caso il capannone si inseriva in un quartiere a destinazione industriale: tuttavia, data la tipologia dei progetti, la valutazione previsionale del clima acustico per la scuola e la documentazione di previsione di impatto acustico rappresentavano obblighi ineludibili.

Il ruolo del Tecnico Competente in Acustica Ambientale, il principale operatore in questo ambito in quanto a lui è demandata la stesura di queste documentazioni previsionali e valutative, deve ampliarsi anche alla promozione di un approccio alle problematiche acustiche che superi timori ed ostilità che spesso sono prevalenti tra gli addetti ai lavori.
Gli aspetti acustici devono viceversa diventare parte integrante della progettazione civile ed industriale: è soprattutto un problema di sensibilità e di cultura che si devono progressivamente formare e consolidare.

Dott. Marco Raimondi