Sottofondi

Un “protagonista silenzioso”, la cui importanza si va riscoprendo sempre più nel corso degli anni…

Il comfort di un appartamento è legato a vari fattori ed elementi. Anche a quelli meno appariscenti, o non immediatamente visibili, o talora trascurati, anche in fase di progettazione.

E’ il caso del cosiddetto “sottofondo isolante”, vale a dire lo strato collocato tra la struttura portante e il pavimento. Un “protagonista silenzioso”, la cui importanza si va riscoprendo sempre più nel corso degli anni: a questo sono affidate molteplici funzioni, quali il mantenimento della corretta planarità della superficie, la ripartizione dei carichi trasmessi dal pavimento alla struttura, la protezione di eventuali tubazioni e cavi
(vedi impianti elettrici ed idrici) collocati sotto il pavimento e, da ultimo, last but not latest, l’assicurazione di un adeguato isolamento, termico ed acustico.
In particolare, a questo proposito, sarà necessario individuare ed utilizzare un materiale coibente ad hoc, capace di evitare la dispersione dell’energia termica alla struttura sottostante (“riflettendola” semmai nell’ambiente da riscaldare), attenuando altresì in maniera decisa i rumori di impatto e di calpestio.
Un materiale resistente, duraturo e compatibile con l’ambiente. Un insieme di prestazioni e caratteristiche ritrovabili nel sughero naturale biondo, bollito e ventilato, utilizzato in un impasto granulare (SugheroLite + KoGlass),  miscelato con un vetrificante minerale a presa aerea. Attenzione, però: parliamo di sughero “inerte”, ovvero che abbia subito un processo di stagionatura e bollitura e, in sede di frantumazione, sia stato separato dalle parti legnose, onde eliminare tutte quelle scorie che potrebbero compromettere, nel tempo, la stabilità della struttura.

Tali granuli sono altamente permeabili al vapore (caratteristica essenziale per evitare la formazione di condense, muffe e simili) e, viceversa, quasi del tutto incapaci di trattenere l’umidità. Inoltre, il sughero così “trattato” costituisce un riempimento leggerissimo
(esercita perciò un minimo sovraccarico sulla distribuzione dei pesi che le strutture devono sopportare), mantiene costante la propria temperatura interna a prescindere dalle variazioni termiche dall’aria, assorbe non più del 10% dell’umidità dell’aria (mantenendo inalterata nel tempo tale quota), riduce sensibilmente la propagazione sonora verso il piano inferiore, grazie alla sua elasticità. Infine, l’impasto non richiede l’uso di acqua, pertanto richiede tempi di posa e stagionatura molto brevi, venendo in pratica disteso subito dopo la collocazione degli impianti tecnologici, per uno spessore dai 4 cm. in su.
Dopo aver eseguito il sottofondo di SugheroLite e KoGlass, e prima di realizzare il sovrastante massetto di sabbia e cemento, sarà opportuno posare uno strato separatore, preferibilmente di carta oleata KoSep.C, (indicata per praticità di posa e caratteristiche ecologiche) permeabile al vapore e impermeabile all’acqua, risvoltandolo sulle pareti perimetrali per meglio lasciar traspirare la soletta. Per migliorare ulteriormente l’isolamento acustico dai rumori da calpestio, si ricorre all’utilizzo di uno strato separatore in ovatta termoapprettata KoSep.F (capace di rendere anelastici gli urti sulla soletta, assorbendo buona parte dell’energia sonora ed eliminando eventuali ponti acustici) .
A completamento della soletta, è buona norma applicare lungo il perimetro delle strutture verticali una striscia di sughero supercompresso KoFlex dello spessore di 3/5 mm., onde assecondare gli aggiustamenti naturali dell’edificio nel corso degli anni, impedire alle pareti l’assorbimento dell’acqua del massetto e limitare la propagazione delle onde sonore per via strutturale.

Diana Verderio