Ponti termici, una minaccia grave per il comfort

Il problema non è solo energetico (perdite di calore) e investe la salubrità dell’edificio, con tutte le conseguenze del caso. La prevenzione in fase progettuale, con tecniche e materiali idonei, è l’unico strumento davvero efficace

La progettazione del nuovo è la fase in cui si decidono le forme, le tecniche e i materiali dai cui dipenderanno il fabbisogno energetico dell’edificio e il suo comfort abitativo.

E’ anche la fase in cui si possono prevenire i problemi strutturali causati dai ponti termici, di difficile soluzione una volta che la costruzione è terminata. La valutazione dei ponti termici è un momento molto delicato e che richiede particolare controllo da parte del progettista in tutti i passi del processo edilizio: dalle scelte morfologiche a quelle tecnologiche, compresi i materiali, dalla corretta progettazione alla posa in opera.

I ponti termici sono nemici insidiosi perché si creano in zone nascoste della struttura e si manifestano solo dopo qualche tempo con fenomeni di condensa superficiale che causano macchie scure sulle pareti, proliferare di colonie fungine e cattivo odore. Le colonie fungine (muffe) che si creano sulle superfici interne sfruttando la presenza di substrati favorevoli alla proliferazione sono una delle più gravi fonti di inquinamento dell’aria interna perché possono provocare malattie anche gravi.

Effetti negativi dei ponti termici

Altri effetti negativi dei ponti termici sono: il degrado delle superfici interne, che non si risolve rimuovendo la muffa; lo scadimento del comfort termico interno, dovuto alle differenze di temperatura che si creano nei locali.

Il problema è anche energetico (perdite di calore) e non a caso il D.Lgs. 311 /2006 lo affronta limitando la trasmittanza della parete fittizia, cioè il tratto di parete esterna in corrispondenza del ponte termico, che non deve superare del 15% la trasmittanza termica della parete corrente. In presenza di ponti termici “non corretti”, il valore di riferimento diventa la trasmittanza media dell’intera struttura e la “pagella energetica” dell’edificio si abbassa.

I ponti termici nascono da piccoli particolari dimenticati, ma creano grandi problemi che nemmeno un cappotto realizzato a regola d’arte (l’unico rimedio efficace) può eliminare alla radice.

Anche in presenza di rivestimenti isolanti a cappotto su un edificio nuovo, non ci si può astenere dalla correzione dei ponti termici, semmai si useranno spessori più contenuti per questa operazione. Va inoltre considerato che aumentando la resistenza termica delle pareti l’incidenza dei ponti termici diventa più rilevante.

L’attenzione ai particolari e la prevenzione sono l’unica strada per evitare problemi seri e contenziosi e l’unica prevenzione possibile è una progettazione accurata delle strutture, seguita da una corretta posa in opera di sistemi e materiali.

Tecnicamente, un ponte termico è una discontinuità del comportamento dell’involucro edilizio rispetto al flusso di calore in ingresso o in uscita.

E’ come se l’involucro isolante che garantisce l’equilibrio termo igrometrico avesse un buco, a causa del quale si vanificano una parte degli sforzi fatti per tenere alto il comfort abitativo e ridurre i consumi di energia. Le cause dei ponti termici possono essere: discontinuità geometrica della struttura edilizia (angoli di parete); disomogeneità termica dei materiali che compongono l’involucro edilizio; posa in opera eseguita non “a regola d’arte”.

Tra quelli dipendenti dalla disomogeneità termica dei materiali, una delle cause più frequenti, la differente trasmittanza termica degli strati che compongono il medesimo elemento tecnico determina un comportamento differenziale rispetto al flusso di calore e, quindi, un ponte termico.

Esempi comuni sono:

  • telai in c.a. con tamponamenti in laterizio;
  • architravi e cordoli non isolati;
  • raccordi tra infissi e facciata;
  • balconi realizzati mediante solette in c.a. a sbalzo;
  • elementi metallici di ancoraggio, per esempio i tasselli usati per il fissaggio del materiale coibente nel sistema di isolamento a cappotto.

Può infatti succedere che la posa di un cappotto isolante (o del rivestimento di una facciata ventilata) sia essa stessa la causa di ponti termici del tipo puntiformi, ma questo si verifica solo quando la posa non è corretta o quando si usano tecniche e materiali non idonei. Il fissaggio dei pannelli coibenti mediante adesivo a presa rapida come avviene nella tecnica del cappotto in sughero biondo naturale Bioverd, l’uso eventuale di tasselli termici e delle tecniche corrette di ancoraggio dei telai, evita il problema.

I fenomeni negativi legati alla presenza di ponti termici possono essere controllati e ridotti osservando alcune indicazioni, tra cui:

  • separazioni con giunti a taglio termico (i balconi separati dall’involucro edilizio sono preferibile alle solette a sbalzo);
  • sovrapposizione degli elementi (per esempio, sovrapporre l’isolante al telaio dell’infisso, nell’isolamento a cappotto);
  • sovrapposizione degli strati isolanti per evitare fessure nell’involucro isolante;
  • pannelli e nastri di materiale isolante elastico per evitare buchi di isolamenti in corrispondenza delle congiunzioni degli elementi costruttivi;
  • utilizzo di materiali a bassa conduttività termica per gli elementi che eventualmente perforano lo strato isolante (tasselli termici per il cappotto).

Considerato l’utilizzo che se ne deve fare, i materiali e i prodotti isolanti per la prevenzione dei ponti termici devono avere doti di elasticità, resistenza e durata nel tempo. Se di derivazione naturale e non sintetica, contribuiranno positivamente anche al bilancio di eco sostenibilità dell’edificio.

L’isolamento di travi e pilastri può essere fatto nei casseri prima del getto utilizzando pannelli di sughero biondo naturale a granulometria media SoKoVerd.AF. In fase successiva al getto, è preferibile usare pannelli a granulometria fine SoKoVerd.LV o sughero biondo naturale supercompresso levigato KoFlex, incollandoli alla superficie con adesivo a presa rapida PraKov.

Geom. Emilio Capra

Ponti termici: il diavolo sta nei dettagli

I ponti termici costituiscono una delle maggiori criticità degli edifici ad alte prestazioni. L’isolamento esterno a cappotto è una buona soluzione, ma ci sono altri dettagli che non devono essere trascurati.

Anche in presenza di un rivestimento a cappotto esterno, tali disposizioni non esimono nell’astenersi di isolare i ponti termici seppur gli stessi richiedono a completamento spessori più contenuti.

La correzione dei ponti termici su pilastri, corree, travi orizzontali, balconi e in tutte le altre situazioni in cui è necessario intervenire richiede un isolante resistente, dalle ottime qualità meccaniche, facile da maneggiare in cantiere, ma soprattutto resistente alle intemperie durante la fase costruttiva di un edificio .

I pannelli di sughero biondo naturale SoKoVerd.AF rispondono perfettamente a queste caratteristiche.

Ponti termici

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