Isolamento confortevole in tutte le stagioni

Che si tratti di edifici nuovi o ristrutturazioni, lo scopo dell’isolamento è il comfort abitativo, un requisito che va oltre il contenimento dei consumi. A parità di protezione dal freddo, il sughero biondo naturale offre prestazioni migliori nella stagione calda e un benessere ambientale interno decisamente superiore rispetto gli altri materiali isolanti.

Abbiamo già sottolineato che l’isolamento termico degli edifici è la misura di risparmio energetico più efficace ed economica perché i costi d’investimento si recuperano entro pochi anni grazie ai risparmi energetici ottenuti.

Un buon isolamento serve a contenere i consumi energetici e ad aumentare il comfort abitativo a beneficio della salute delle persone. Questi due obiettivi andrebbero raggiunti assieme perché una strategia mirata alla sola riduzione del fabbisogno energetico dell’edificio penalizza la qualità abitativa e alla lunga si rivela negativa.

Punto di arrivo dell’abitare sostenibile è la qualità, intesa come il benessere degli abitanti e come garanzia di comfort. Edifici confortevoli possono essere realizzati con una progettazione attenta agli elementi climatici non solo invernali, ma anche estivi, così da richiedere solo piccoli interventi di controllo sul clima e “accontentarsi” di energia prodotta per esempio da impianti fotovoltaici o solari termici.

Il controllo del clima anche in estate, che spesso si tende a dimenticare, è fondamentale per un edificio sostenibile e un abitare confortevole. Però la temperatura dell’aria non può essere l’unico parametro del comfort termico: l’organismo umano mantiene il suo equilibrio sfruttando meccanismi complessi e in ogni caso la temperatura che noi percepiamo in un ambiente chiuso non è quella dell’aria, ma la media tra questa e la temperatura media radiante delle pareti verso le quali il nostro corpo scambia calore. Se le pareti sono ben isolate, la loro temperatura è più vicina a quella dell’ambiente e la percezione di comfort è maggiore.

Un altro aspetto importante è la traspirabilità dell’involucro ossia la sua capacità di regolare l’umidità interna. Infatti il benessere igrometrico dipende anche dall’umidità relativa dell’aria, perché le emissioni di calore avvengono non solo per irraggiamento ma anche per respirazione e traspirazione.

Se un’umidità relativa troppo bassa fa accelerare la traspirazione provocando una sensazione di freddo anche quando la temperatura dell’ambiente è sufficientemente alta, l’eccessiva umidità dell’aria ostacola la traspirazione creando la sensazione di afa. Negli ambienti domestici e lavorativi, l’umidità relativa dell’aria dovrebbe essere compresa tra il 45% e il 55% e non scendere mai sotto il 30%. Con riferimento a temperature e umidità relativa, l’isolamento dei componenti l’involucro dell’edificio, pareti e coperture, andrebbe progettato per contribuire al comfort abitativo in tutte le stagioni dell’anno.

La progettazione inoltre non dovrebbe dimenticare gli aspetti acustici perché anche l’isolamento dai rumori esterni è una componente importante del benessere abitativo interno.

Tutti i requisiti che concorrono al risparmio energetico e al benessere abitativo dipendono, oltre che dalle caratteristiche dell’edificio, dal tipo di isolamento. Sul mercato esistono alcuni materiali isolanti che a parità di protezione dal freddo differiscono per traspirabilità (capacità di regolare l’umidità relativa interna) e per il comportamento estivo nei confronti del surriscaldamento. Un elemento ingannevole al momento della scelta è il dato della trasmittanza U, che rappresenta esclusivamente il flusso di calore in condizioni di regime stazionario: una condizione che nella pratica, alle nostre latitudini, non accade praticamente mai in funzione del delta termico tra il giorno e la notte.

Nelle condizioni reali la temperatura ambientale esterna varia durante la giornata e questa variazione è spesso più marcata nella stagione estiva. Di conseguenza è errato, o quantomeno insufficiente per una corretta valutazione, basare i ragionamenti in materia di isolamento esclusivamente su una trasmittanza U che, come accennato, parte dal presupposto di un teorico, ma inesistente, regime stazionario di trasmissione del calore.

Una misura ben più significativa della protezione termica estiva dello strato isolante è la capacità di sfasamento e attenuazione dell’onda termica degli elementi costruttivi. Si tratta in pratica del tempo che il calore impiega per passare dall’esterno all’interno della struttura aumentando la temperatura dell’aria interna: più questo tempo è lungo e più il riscaldamento interno avverrà in situazioni lontane dal picco della temperatura d’ambiente rendendone meno pesanti gli effetti e più facile la mitigazione.

Esempi

Se una facciata ha un tempo di sfasamento di 10 ore, il calore accumulato a mezzogiorno si farà sentire all’interno dell’edificio intorno alle 22, quando la temperatura esterna è più bassa e basterà aprire le finestre per riportare situazioni di confort.
Se viceversa il tempo di sfasamento è di sole 3 ore, il calore di mezzogiorno si riverserà all’interno alle 15, con una temperatura esterna alta e la necessità di ricorrere a sistemi di raffrescamento per ritrovare il comfort.

Elevate capacità di sfasamento e attenuazione dell’onda termica, intorno alle 10-12 ore, sono ottenibili solo con materiali isolanti con alta capacità termica massica, alta densità e bassi valori di conduttività termica, caratteristiche che si trovano negli isolanti naturali di origine vegetale come il sughero biondo naturale. Inadatti alla protezione termica estiva sono invece i materiali isolanti di origine sintetica e quelli naturali che, per le loro caratteristiche o per le lavorazioni alle quali sono stati sottoposti, hanno una bassa densità massica.

Il sughero biondo naturale, infine, grazie alle sue proprietà elastiche è anche un ottimo isolante acustico. Con riferimento agli elementi verticali dell’involucro, facciate e divisori tra abitazioni, esistono due tipi di isolamento: a cappotto (tradizionale o con facciata ventilata) in intercapedine (con pannelli o con materiale insufflato).

Cappotto e facciate ventilate

Uno dei maggiori vantaggi dell’isolamento a cappotto BioVerd certificato ETAG 004 anche sugli edifici nuovi è che questo sistema limita nel modo più radicale possibile i ponti termici che causano la formazione di condensa e di muffe in prossimità dei punti più difficili da isolare. Un ponte termico non è altro che un punto debole dell’involucro in prossimità del quale si verifica una concentrazione di calore rispetto all’area circostante. Poiché attraverso il ponte termico il calore si disperde più facilmente che attraverso gli elementi costruttivi vicini, esso comporta una perdita energetica e una temperatura superficiale interna più bassa nell’area interessata.

Le conseguenze più evidenti sono un maggior fabbisogno energetico dell’edificio e la formazione di condensa che, se si verifica in maniera cronica, dà luogo alla formazione di macchie e muffe con effetti anche gravi sulla salute delle persone oltre che sulle strutture. I ponti termici generalmente sono localizzati in corrispondenza di un materiale con valore di conduttività termica maggiore rispetto ai materiali circostanti (ponti termici costruttivi), in corrispondenza degli angoli dove la superficie interna è molto più piccola rispetto alla superficie esterna disperdente (ponti termici geometrici) oppure possono derivare da una non corretta messa in opera dei materiali isolanti. In edifici ad alto grado di isolamento (classe A+), dove le perdite complessive sono molto basse, le perdite energetiche causate dai ponti termici possono incidere molto e in alcuni casi raggiungono il 40 per cento.

Un sistema efficace per scoprire l’esistenza di ponti termici è l’indagine termografica con una termocamera a infrarossi che evidenzia le differenze di temperatura superficiale degli elementi, un servizio che Coverd offre da diversi anni. Si tratta però di un espediente a posteriori e molto meglio sarebbe intervenire in fase di progettazione ponendo la massima cura nella composizione dei raccordi e nella posa degli isolanti. Va detto che i ponti termici geometrici, a differenza di quelli costruttivi e dei difetti di posa, non posso essere eliminati del tutto, ma con un isolamento esterno continuo come il cappotto BioVerd, l’unico in sughero biondo naturale applicabile senza l’ausilio di tasselli, possono essere contenuti in maniera adeguata.

Con i pannelli di sughero biondo naturale SoKoVerd è possibile isolare sia facciate tradizionali con intonacatura a vista sia facciate ventilate rifinite con materiali di vario tipo (legno, metallo, fibrocemento, vetro-cemento, materiale ceramico, pietra…) in funzione delle scelte estetiche.

Nel sistema SoKoverd.Vent, progettato per la facciata ventilata e omologato in euroclasse B-s1-d0 per la reazione al fuoco (idoneo per edifici di qualsiasi altezza), la posizione dello strato di sughero è nell’intercapedine, in aderenza alla parete del fabbricato che ne costituisce il supporto. In questo modo il sistema sfrutta l’effetto camino attivato dall’irraggiamento solare sulla lama d’aria tra sughero e rivestimento, con due risultati: allontanare velocemente dalla superficie dell’isolante il calore che non è stato riflesso dal rivestimento (molto importante in estate) e consentire l’evaporazione di eventuali residui di umidità che si formano per infiltrazione o per condensa.

Il sughero biondo naturale, per la sua alta densità massica e l’elevato valore di sfasamento, è adatto anche all’isolamento di facciate con finiture scure, più soggette a surriscaldarsi.

Isolamento in intercapedine

Muri di tamponamento, ma anche muri portanti, possono essere composti da due paramenti tra i quali resta uno spazio vuoto che consente l’inserimento di materiale termoisolante. Nel caso delle facciate, il paramento esterno protegge il muro portante e l’isolamento termico intermedio contro le intemperie con il vantaggio di mantenere un’elevata inerzia termica perché accumula e mantiene a lungo il calore. L’intercapedine ha però il problema di essere un ambiente umido, il che rende preferibile l’impiego di materiali termoisolanti che quando si inumidiscono non perdono le loro proprietà e non si deteriorano

Il sughero biondo naturale non teme l’umidità e trova applicazione nell’isolamento in intercapedine con i pannelli SoKoVerd.LV, spesso abbinati a un secondo strato isolante costituito da fibre di poliestere termolegate KoFiSin. Sughero biondo naturale e fibre di poliestere termolegate KoFiSin costituiscono una soluzione isolante efficiente ed ecologica, idonea per elevati livelli di comfort abitativo. Nel caso di edifici con un telaio portante e muri perimetrali di tamponamento il problema dei ponti termici è risolvibile facendo passare lo strato termoisolante di sughero biondo naturale in pannelli all’esterno dei pilastri.

Nel caso dei muri divisori tra alloggi, un requisito fondamentale è il potere fonoisolante che è determinato dalla massa della struttura e dalla qualità del materiale isolante. Il sughero biondo naturale è per sua natura un eccellente isolante acustico e può essere inserito in pannelli nell’intercapedine assieme a uno strato di ovatta vegetale o da fibre di poliestere termolegate KoFiSin per sfruttare al meglio l’effetto smorzante del sistema massa-molla-massa della parete stratificata.
Il risultato sarà un comfort acustico che, compatibilmente con la qualità della muratura, supererà i livelli richiesti dalla normativa. Di norma i muri divisori tra alloggi non necessitano di un particolare isolamento termico, che è richiesto solo per muri posti tra ambienti con temperature molto differenti, come le abitazioni e il vano scala. Uno strato di pannelli di sughero biondo naturale SoKoVerd.LV risolve il problema.

Quando l’obiettivo è la riqualificazione energetica e acustica di una parete divisoria esistente in cui è già prevista un’intercapedine, una soluzione può essere quella di insufflare materiale isolante all’interno della struttura.

Questa tecnica ha il vantaggio di essere poco invasiva, ma richiede un materiale adatto. Il sughero biondo in granuli SugheroLite di diametro costante unisce ottime proprietà isolanti alla possibilità di essere impiegato attraverso insufflatori standard con un intervento rapido.
Anche l’isolamento dall’interno delle pareti perimetrali può dare risultati soddisfacenti, senza però risolvere completamente il problema dei ponti termici.
Questo intervento è indicato nel caso di edifici storici la cui facciata debba rimanere faccia vista e consiste nell’applicare sulla faccia interna di una parete a elevata trasmittanza una controparete isolante formata da lastre e pannelli rigidi e da uno strato termoisolante.

La fibra di poliestere termolegata KoFiSin è perfetta in questo caso per le sue qualità igrometriche e può essere abbinata a sughero biondo SoKoVerd in pannelli.

Diana Verderio