Il tetto bioedile ventilato traspirante

Sono importanti una buona ventilazione e un materiale isolante naturale. Un consiglio: se il sottotetto non è praticabile, l’isolante va diviso tra la falda e la soletta interna

Una corretta e abbondante ventilazione sottotegola e un buon isolante naturale sono quel che serve per avere un tetto bioedile traspirante.

Partiamo dall’inizio: un tetto che funziona, oltre a proteggere dalle intemperie, deve ridurre al minimo l’escursione termica in tutte le stagioni dell’anno, riducendo di conseguenza il consumo energetico per il riscaldamento e il raffrescamento.

Nel contempo deve lasciare che l’edificio “respiri” e non ingabbiarlo in una struttura stagna.

Fare in modo che l’aria scorra in abbondanza sotto il manto di copertura è importante perché è proprio l’aria il primo isolante della struttura. Va quindi previsto un piano di aerazione in grado di smaltire il vapore proveniente dall’ambiente sottostante e l’eccesso di calore trasmesso dal sole alla copertura, cosa che nel tetto ventilato avviene in modo naturale attraverso un moto convettivo continuo di aria nel sottotegola dalla gronda al colmo.

A questo scopo sono strategici la listellatura e l’elemento porta colmo, che deve essere costruito per rendere efficace la ventilazione, resistere all’acqua e impedire l’intrusione di animaletti. KolVent di Coverd ha queste caratteristiche e si adatta a tutti i tipi di copertura sia per il colmo sia per i displuvi.

Per l’isolamento termico in falda la scelta del sughero è valida e opportuna.

La filosofia del tetto bioedile traspirante si basa sull’impiego di materiali naturali eco-bio-compatibili e tra questi il sughero biondo naturale in pannelli SoKoVerd.LV presenta le caratteristiche migliori:

  • è biologicamente puro
  • impermeabile all’acqua e traspirante al vapore
  • resiste agli sbalzi di temperatura
  • mantiene inalterate nel tempo le capacità di isolamento ed è resistente al fuoco

Lo spessore dello strato isolante va stabilito in base alla destinazione d’uso dei locali sottostanti, a seconda del grado di coibentazione desiderato.

I pannelli di sughero possono essere posati in doppio strato o in un unico strato (per una posa più rapida) con battentatura ai lati: entrambe le soluzioni garantiscono uniformità di isolamento. In alternativa si può usare il sughero in granuli SugheroLite, che andrà posato sfuso all’interno di un’opportuna listellatura. In questo caso sarà necessaria anche una perlinatura di contenimento, che a sua volta potrà essere sormontata da un pannello di sughero, per una coibentazione dalle altissime prestazioni. La protezione della falda dalle possibili infiltrazioni d’acqua, soprattutto nei tetti di legno, può essere garantita dalla guaina in carta oletata KoSep.C, impermeabile e traspirante, che va posata sull’assito prima dell’isolante. Uno strato di carta alluminata termoriflettente e impermeabilizzante KoSep.A (in questo caso da posare sopra l’isolante) serve invece a incrementare il grado di protezione dai raggi ultravioletti.

Un tetto coibentato con il sughero garantisce anche una buona protezione acustica dai rumori esterni e da quelli provocati dagli agenti atmosferici, cosa da non sottovalutare e che diventa di primaria importanza dove è prevista una copertura in lamiera. Restando sempre al tetto bioedile traspirante, può essere presa in considerazione l’alternativa della lana di pecora LanKot. Si tratta di un materiale ancora poco conosciuto in Italia (lo è molto invece in Svizzera e nel Nord Europa), che possiede ottime qualità coibenti e resiste molto bene all’umidità, grazie alle qualità naturali della lana animale. Posato in pannelli in falda in sostituzione o in aggiunta al sughero garantisce un elevato livello di isolamento. LanKot viene può essere usato con successo anche per la coibentazione dall’interno di coperture in legno già esistenti, senza bisogno di spostare le tegole. Fin qui abbiamo parlato di coperture in falda per mansarde o sottotetti abitabili.

Ma se invece il sottotetto non è praticabile?

In questo caso è consigliabile suddividere l’isolamento tra dentro e fuori: lo spessore maggiore (6-10 cm) andrà posato sulla soletta interna, uno minore (2-3 cm) in falda. Per isolare la soletta è indicato il sughero in granuli SugheroLite, che in questo caso potrà essere miscelato con il vetrificante a presa rapida KoGlass e steso nello spessore desiderato.
Il risultato finale sarà un sottofondo compatto e pedonabile. In falda si ricorrerà al sughero in pannelli. Questa soluzione permette di ottenere un’ottima coibentazione termica sia d’estate sia d’inverno.

Geom. Massimo Murgioni