Il punto d’incontro tra edilizia e sostenibilità

BBE di Coverd: uno strumento concreto con cui gli operatori del settore possono comunicare il valore delle soluzioni adottate che vanno ben oltre la sola certificazione energetica.

Tutti i tentativi fatti finora di stabilire il punto di equilibrio tra l’edilizia e la sostenibilità si sono scontrati con la difficoltà intrinseca di armonizzare i due concetti “costruire” e “sostenere” rendendoli quindi compatibili.

Come sottolinea uno dei maggiori specialisti di “Sustainable Development”, l’economista inglese David Pearce, “un’attività può essere considerata sostenibile quando è attuabile senza limiti di tempo e di risorse”. Ne consegue che l’attività del costruire, per rispondere ai requisiti richiesti, deve necessariamente nutrirsi di ricerca e sviluppo tecnologico che tenga conto dei limiti e dei  riferimenti entro i quali può convivere senza contraddizioni con il concetto di sostenibilità, visto che le risorse attualmente necessarie non sono infinite.

Gli importanti passi avanti che sono stati fatti in questa direzione hanno sempre avuto come caratteristica un approccio top-down, sul modello macroscopico dell’Agenda 21, il documento in cui le Nazioni Unite hanno messo nero su bianco le regole per uno sviluppo durevole e sostenibile del pianeta per il XXI secolo, comprese quelle sugli edifici. Anche gli apprezzabilissimi tentativi intrapresi da singoli studiosi o da associazioni di ricerca per individuare le linee guida progettuali in grado di garantire la sostenibilità degli edifici sono sempre calati dall’alto, con un approccio che – per quanto condivisibile nell’impostazione – vede gli operatori del settore impegnati ad adeguarsi più che a farsi promotori di un reale rinnovamento che li porterebbe ad una reale e concreta presa di coscienza del problema.

Meno frequenti, forse del tutto inediti, sono invece i tentativi provenienti dal mercato di affrontare il problema della sostenibilità con modelli di “autodisciplina ideologica”, oltre che con regole, visibili e comunicabili al consumatore, in attesa di soluzioni in grado di rispondere in termini assoluti ed esaustivi. Questo approccio bottom-up, di cui a nostro avviso si sente la necessità, si basa sulla convinzione che la focalizzazione su obiettivi parzializzati e diversificati, coerenti però con il principio cardine della sostenibilità, produce risultati concreti anche in un sistema, come quello del pianeta Terra, che non ha ancora raggiunto la capacità di costruire edifici totalmente sostenibili.

Bioedilizia Bioecologica Ecosostenibile

BBE, acronimo di Bioedilizia Bioecologica Ecostenibile, è il tentativo di rispondere all’esigenza degli operatori del settore edile di comunicare ai loro clienti il valore aggiunto di una buona prassi del costruire fondata su un’autoregolamentazione reputazionale che trova nel mercato, più che nel significato a volte astratto della certificazione, una piena legittimazione qualitativa.

Ciò in previsione non solo degli obiettivi conseguenti alla revisione della Direttiva 2002/91/CE, in base alla quale gli edifici dovranno essere costruiti con il criterio delle “emissioni zero” (a partire dal 2018 per gli edifici pubblici e dal 2020 per quelli privati), ma di una concreta azione propulsiva che può trasformare i progettisti, i costruttori e gli agenti immobiliari più avveduti in promotori riconoscibili della sostenibilità.

Così come la certificazione energetica degli edifici ha avuto lo scopo di promuovere la sostenibilità attraverso la comunicazione del valore delle costruzioni in funzione del loro consumo di energia, la definizione di un parametro qualitativo ancora più ampio, ancorché parziale, può aiutare il consumatore a individuare la qualità che va oltre il contenimento dei consumi per comprendere anche il benessere bioclimatico e l’utilizzo di risorse naturali rinnovabili, a partire dai materiali da costruzione.

La filosofia BBE

Questa filosofia si basa su principi semplici e concreti riassumibili in concetti molto semplici:

  • Risparmiare energia
  • Rispettare i luoghi sfruttandone i parametri bioclimatici
  • Utilizzare risorse naturali non inquinanti e rinnovabili
  • Migliorare il comfort abitativo
  • Proteggere dal rumore
  • Utilizzare il sughero biondo naturale e gli isolanti di origine vegetale e animale

Risparmiare energia

Riguarda il rapporto tra l’uomo e l’ambiente in generale e ha tre obiettivi:
  1. ridurre i consumi delle risorse energetiche fossili in via di esaurimento
  2. limitare l’inquinamento atmosferico per prevenire l’effetto serra e il conseguente surriscaldamento del pianeta
  3. abbattere i costi di gestione dell’edificio legati al riscaldamento invernale e alla climatizzazione estiva.

Rispettare i luoghi sfruttandone i parametri bioclimatici

Si riferisce alla necessità di tenere conto, nella progettazione dell’edificio, dei parametri climatici, sfruttando i vantaggi che da essi possono derivare.
Il risparmio energetico inizia a livello ambientale con una progettazione attenta al clima locale e alle condizioni del sito: correnti d’aria e apporti solari possono dare un grande aiuto.

In passato, in tutto il mondo si era soliti costruire le case in rapporto alle condizioni climatiche locali ed è proprio questa pratica che, insieme ai materiali da costruzione, ha dato origine alla ricchezza delle espressioni architettoniche.

Utilizzare risorse naturali non inquinanti e rinnovabili

Concetto legato all’edificio ecologico, che esclude a priori l’utilizzo di materiali non riciclabili, i prodotti e i sottoprodotti di lavorazioni inquinanti e quelli provenienti da fonti non rinnovabili.

Migliorare il comfort abitativo

Riguarda la salute delle persone migliorando il microclima, che si crea all’interno di un edifico in funzione delle scelte progettuali e dei materiali usati per la costruzione: un involucro non traspirante e l’emissione di sostanze nocive, come avviene per alcuni prodotti sintetici, possono arrecare gravi danni alla salute.

Proteggere dal rumore

E’ in relazione con il comfort abitativo e ha la stessa importanza della precedente nel bilancio della vivibilità.

Utilizzare il sughero biondo naturale e gli isolanti di origine vegetale e animale

Utilizzare prodotti isolanti termici e acustici come il sughero biondo naturale di origine italiana, per le caratteristiche fisiche e prestazionali uniche di questo materiale, biologicamente puro, le ovatte di origine vegetale e la lana di origine animale. In fase di progetto, è chiamata in causa soprattutto la scelta delle soluzioni per la coibentazione termica e acustica, che pur non rappresentando una delle maggiori voci di spesa incide più di ogni altra nel benessere bioclimatico e nel potenziale inquinante di un edificio.

Il marchio BBE predilige il sughero biondo naturale bollito e ventilato come materiale ideale per l’isolamento degli edifici, considerate le sue straordinarie caratteristiche che ne fanno il miglior isolante termico e acustico di origine naturale.

Angelo Verderio