Riqualificazione efficiente degli edifici

Le detrazioni fiscali disponibili per tutto il 2011 sono l’occasione per dare comfort e valore alle case

Le detrazioni fiscali introdotte dalla Finanziaria 2007 e confermate dalle finanziarie successive, compresa quella del 2011, sono un ottimo motivo per intraprendere un progetto di riqualificazione energetica e ambientale su edifici esistenti.

Per quanto riguarda l’involucro, la legge consente di detrarre dall’Irpef in un arco temporale di 10 anni tutte le spese sostenute per il miglioramento della trasmittanza termica (U) di pareti, coperture, pavimenti e finestre comprensive di infissi.

L’occasione può essere colta per introdurre negli edifici miglioramenti che, oltre a far risparmiare sulle spese energetiche, vadano anche nella direzione di un miglior confort abitativo a vantaggio della salute delle persone nel rispetto dell’ambiente.

Un progetto di riqualificazione secondo l’approccio BBE può essere per esempio conveniente nel caso di edifici realizzati prima del 1976.

In questi casi è infatti molto probabile che, in assenza di manutenzioni successive sull’involucro, la qualità energetica dell’edificio sia scadente in quanto prima di questa data non esistevano leggi nazionali che rendevano obbligatoria la verifica termica degli edifici. È altrettanto probabile che, per lo stesso motivo, anche la qualità acustica delle strutture sia estremamente lacunosa e l’intervento può essere pensato per la soluzione di entrambi i problemi.

Un’altra situazione favorevole è quella in cui sia previsto il cambio di combustibile, da gasolio a gas, con sostituzione del generatore di calore. In questo caso una diagnosi energetica sull’involucro, con i sistemi della termografia IR e dell’analisi termoflussimetrica, consente di verificare se sia possibile e opportuno intervenire anche sui componenti edilizi in modo da dimensionare correttamente la potenza del nuovo generatore, i cui benefici rischiano altrimenti di essere vanificati.

Gli interventi sull’involucro indicati da una corretta diagnosi possono ridurre fino al 50% la potenza del generatore rispetto a quella originale, permettendo di sommare i risparmi immediati dell’acquisto di una caldaia meno costosa a quelli, ripetibili nel tempo, del combustibile.

Può anche capitare che sia prevista la manutenzione straordinaria della copertura o che sia previsto il rifacimento della facciata (intonaco, tinteggiatura ecc.). Gli interventi di manutenzione dell’involucro sono la migliore occasione per riqualificare energeticamente l’edificio a costi contenuti. Infatti le spese fisse riguardanti i ponteggi sono già nel bilancio e l’unico costo aggiuntivo riguarda l’applicazione del materiale isolante.

Diagnosi energetica

Anche in questo caso, ovviamente, una diagnosi energetica può indicare la soluzione economicamente più conveniente. Che si tratti di un intervento complessivo che riguarda anche gli impianti o che si tratti del solo involucro, la riqualificazione energetica di un edificio non si improvvisa.

Una diagnosi energetica corredata da precise analisi strumentali è fondamentale per stabilire le linee di intervento e anche per evitare gli sprechi. Altrettanto importante ai fini del comfort è la scelta del materiale per la coibentazione, dal quale dipende l’obiettivo di efficienza energetica che si intende raggiungere, ma anche il futuro benessere abitativo e con esso il valore sul mercato dell’edificio.

Negli interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti il costo del materiale isolante non rappresenta la maggiore voce di spesa, specie quando i lavori sono motivati da esigenze concomitanti di manutenzione straordinaria. Vale dunque la pena di orientarsi verso materiali che diano garanzie di elevate prestazioni, stabilità, durata, salubrità e comfort. La qualità dell’aria e l’equilibrio igrotermico indoor sono i principali agenti del benessere fisico in un ambiente chiuso e non è conveniente barattarli in cambio di un risparmio sulle spese di climatizzazione.

La coibentazione

La coibentazione non deve peggiorare la qualità dell’aria e nemmeno compromettere la traspirazione naturale dei componenti edilizi che concorre all’equilibrio igrotermico, deve invece trasformare l’involucro in una terza pelle che, dopo quella del corpo e i vestiti, protegge le persone dal cambiamento delle condizioni climatiche in tutte le stagioni.

A volte ci si dimentica che l’isolamento termico deve funzionare anche in estate e non solo in inverno, perché in certe situazioni le spese per il rinfrescamento superano quelle per il riscaldamento e il disconfort che si avverte nella stagione calda in un ambiente afoso è maggiore di quello invernale. Parametri come lo sfasamento temporale, il fattore di attenuazione e la trasmittanza termica non possono essere trascurati nella scelta del materiale isolante.

Allo stesso modo, l’approccio BBE non trascura l’aspetto della sostenibilità ambientale e orienta la scelta verso materiali isolanti che uniscono alle prestazioni anche qualità ecologiche ed etiche: sughero biondo naturale, lana di pecora e ovatte vegetali.

Riqualificare l’involucro dal punto di vista energetico significa incrementarne le prestazioni termiche attraverso il miglioramento dell’isolamento. Per quanto riguarda le facciate, questo può avvenire dall’esterno con il sistema del cappotto o dall’interno, una soluzione valida anche se meno completa.

La tecnica del cappotto esterno BioVerd ha il vantaggio di eliminare anche i ponti termici, che in un edificio datato sono sempre presenti, e costituisce un rimedio completo. L’applicazione è identica a quella sugli edifici nuovi e consiste nel posizionare il sistema di isolamento in aderenza all’esterno della chiusura opaca verticale e completandolo con una rete di rinforzo e uno strato di finitura. Una terza soluzione per le pareti è l’insufflaggio di materiale isolante nell’intercapedine, operazione che può essere fatta con il sughero biondo naturale in granuli SugheroLite.

L’isolamento della copertura è un’altra operazione conveniente all’interno di un progetto di riqualificazione, perché le dispersioni attraverso questa struttura, specie negli edifici di piccole dimensioni, incidono fino al 30%-40% delle dispersioni globali. Le coperture inoltre sono le più esposte all’irraggiamento solare e in estate sono la maggior causa del disconfort abitativo. Il posizionamento in falda di uno strato isolante in un sistema di tetto ventilato garantisce ottimi risultati, ma va fatto coincidere con la sostituzione o la manutenzione straordinaria della copertura per non risultare troppo costoso.

Nei tetti freddi (assenza di strato isolante in falda) un buon rimedio consiste nella realizzazione di un cappotto interno nella mansarda (intervento che consente il recupero abitativo del locale) o più semplicemente nel posizionamento di uno strato isolante sull’estradosso dell’ultimo solaio. A questo scopo possono essere utilizzati il sughero in granuli SugheroLite (anche sfuso se il sottotetto non è pedonabile) o pannelli in fibre di poliestere riciclate KoFiSin.

Diana Verderio