Consulenza completa per l’acustica

L’esperienza della Divisione Acustica di Coverd nella progettazione dei due importanti Centri Sportivi di Asti e Rezzato. I rilievi sul campo e il software di simulazione per un corretto inserimento delle opere nell’ambiente circostante. I requisiti acustici passivi. Il comfort interno.

Dopo anni di tentennamenti i progettisti sembrano aver preso familiarità con la Documentazione Previsionale di Impatto Acustico obbligatoria per la realizzazione delle opere indicate all’articolo 8 della Legge quadro 447/95.

Questo dipende in parte dal fatto che sono passati dodici anni dall’approvazione della norma (anche se di impatto acustico si parla già in un Dpcm del 1991) e in parte dall’aver scoperto che in questa prassi non c’è soltanto l’ennesima imposizione burocratica, ma piuttosto l’occasione di migliorare la qualità e la vivibilità del progettato.

La complessità dei problemi da affrontare con la documentazione di impatto acustico (obbligatoria in fase di autorizzazione edilizia e di rilascio del nulla osta all’inizio dell’attività) resta però tale da impedire l’approccio “fai da te” e la strada maestra è quella di rivolgersi a personale dotato non solo dell’iscrizione nell’elenco regionale dei tecnici competenti in acustica ambientale, come del resto prescrive la Legge 447 (art. 2), ma anche dell’esperienza sul campo e delle attrezzature necessarie (per eventuali analisi fonometriche e sviluppo di analisi presumibili con l’ausilio di software delicati) nelle diverse fasi dell’iter progettuale.

Non a caso i funzionari delle Agenzie Regionali per l’Ambiente sottolineano spesso l’importanza di una documentazione approfondita e completa nei minimi dettagli per semplificare e accorciare il processo di approvazione dei progetti, già di per sè piuttosto lungo. Sull’aspetto della qualità delle analisi e delle conclusioni contenute nelle documentazioni che ne conseguono si giocano insomma la bontà di un progetto e i tempi della sua realizzazione.

Esempio di due strutture sportive all’aperto e al coperto

Un percorso sicuramente di qualità è quello scelto dai progettisti dei Centri Sportivi di Asti e Rezzato (BS), che nel corso del 2007 si sono rivolti alla Divisione acustica di Coverd per la documentazione di impatto acustico. Due interventi edilizi in corso di realizzazione, entrambi importanti per dimensione oltre che per impatto: 42.650 mq complessivi ad Asti (arena con due campi da basket e tribune da 3.990 posti a sedere, piscina, palestra e relativi servizi) e 7.880 mq a Rezzato (piscina, palestra, percorso benessere più relativi servizi). Il lavoro in entrambi i casi si è sviluppato, come di consueto, in cinque step ed è servito a dimostrare con dati previsionali concreti come le costruzioni impatteranno sul clima acustico del territorio interessato, tenendo conto della rumorosità delle attività specifiche (ad esempio la piscina scoperta) e di aspetti indiretti come il traffico veicolare indotto – la cosa più complessa da prevedere – e il posizionamento degli impianti tecnologici fissi. Prendendo spunto dai due casi in esame vediamo uno per uno in cosa consistono i cinque passaggi precisando che lo studio acustico di tipo ambientale è stato seguito e completato da quello di “correzione acustica interna”, il comfort acustico, richiesto dal CONI per il corretto svolgimento delle attività previste.

  • Step 1. Studio dettagliato dei progetti dal punto di vista architettonico e ingegneristico, e contestuale caratterizzazione delle sorgenti sonore secondo gli standard in uso. Questa è in pratica la fase in cui si inquadrano i rumori previsti, tenendo conto del fatto che se il disturbo di una piscina all’aperto (prevista sia ad Asti sia a Rezzato) è differente da quello di un palazzetto coperto, quest’ultimo ha però impianti tecnologici di dimensioni maggiori… Nessun particolare va trascurato perché può essere una potenziale sorgente di rumorosità.
  • Step 2. Misurazione strumentale dei livelli di rumorosità esistenti nell’area prima della realizzazione dell’intervento, dato che questi inevitabilmente concorrono a determinare i livelli di rumore attesi ad opera realizzata. L’operazione è di norma eseguita attraverso l’allestimento di postazioni di misura in loco e un monitoraggio di 24 ore (almeno) in fasce orarie rappresentative. I dati così ottenuti completano l’osservazione delle caratteristiche urbanistiche e della tipologia di sorgenti specifiche nell’area in esame.
  • Step 3. Previsione dei livelli di rumore attesi in corrispondenza dei recettori tramite la simulazione con un complesso calcolo matematico supportato da un software previsionale in grado di simulare la propagazione del rumore secondo standard di calcolo accreditati a livello europeo. E’ la fase cardine, quella dove informazioni e dati raccolti vengono elaborati dall’intelligenza artificiale e trasformati in una previsione. Il software è fondamentale per ottimizzare i tempi dedicati al calcolo matematico: la molteplicità delle sorgenti sonore e delle rispettive caratteristiche acustiche (livello di emissione, andamento temporale, composizione spettrale), l’estensione e l’articolazione dell’area oggetto di studio e la complessità del campo sonoro generato dalla disposizione reciproca di sorgenti e superfici riflettenti impongono infatti il ricorso a un adeguato modello di simulazione della propagazione sonora. Al fine di ottenere un quadro completo vengono di solito distinti uno scenario diurno e uno notturno (in un caso particolare come quello di Asti sono stati distinti anche uno scenario invernale, uno estivo e un terzo relativo allo svolgimento di un grande evento). Il risultato consiste in mappe cromatiche rappresentative della distribuzione dei livelli di rumore in pianta e in sezione, e dei livelli di rumore in punti significativi, distinguendo tra il rumore prodotto presso l’impianto progettato (compresi i parcheggi pertinenziali) e il rumore del traffico indotto lungo le strade di accesso.
  • Step 4. Confronto con i limiti normativi, in pratica con il Piano di Zonizzazione Acustica di cui i Comuni devono dotarsi ai sensi della Legge Quadro 447/95. Vengono inoltre considerati altri limiti stabiliti dalle norme vigenti, ma indipendenti dal PZA, come i valori limite differenziali di immissione e i valori limite specifici di infrastrutture di trasporto (strade, ferrovie, aeroporti…).
  • Step 5. Individuazione degli eventuali interventi di mitigazione acustica verso i recettori e/o dei limiti alle modalità di gestione. Possono essere presi in considerazione ad esempio il ricollocamento delle sorgenti sonore all’interno dell’area, un intervento sulle stesse o la realizzazione di strutture schermanti. Così come la limitazione o l’esclusione dell’utilizzo di specifici impianti (ad esempio amplificazione e diffusione sonora all’aperto) e la limitazione degli orari di utilizzo.

I requisiti acustici e il comfort

Chiaramente l’analisi dell’impatto acustico, richiesta dalla normativa e come detto fondamentale per gli input progettuali di base che ne derivano, non esaurisce tutti gli aspetti della progettazione acustica di una nuova opera che si inserisce nel contesto urbano.
Mancano infatti ancora due passaggi, entrambi affrontati dalla legislazione vigente.

  • Il primo riguarda il rispetto dei requisiti acustici passivi indicati dal Dpcm 5.12.97 e prende in considerazione il livello di fonoisolamento intrinseco delle strutture, tipicamente le facciate ma anche le partizioni orizzontali nel caso di edifici multipiano.
  • Il secondo è invece il comfort acustico interno, sempre problematico negli ambienti di grandi dimensioni per via degli oggettivi problemi di riverberazione.

Questo secondo tipo di intervento va sotto il nome di “correzione acustica” e ha lo scopo di suggerire gli accorgimenti necessari a garantire una buona acustica interna in funzione delle specifiche attività previste. Una visione complessiva di tutti gli aspetti che concorrono a una corretta progettazione acustica è sicuramente l’approccio più conveniente.

Dott. Andrea Pagnoni