Acustica: attualità e prospettive future

Il 22 novembre 1999 presso il Teatro San Carlo a Milano il convegno promosso dalla CoVerd ha riscosso così un grande successo di contenuti e di partecipazione

Una sala da 500 posti gremita, dopo che nelle settimane precedenti erano state respinte moltissime adesioni per raggiunti limiti di capienza, per affrontare insieme i problemi dell’acustica architettonica, confrontandosi su quello che è lo stato attuale sia pratico che normativo e su quali sono le prospettive del settore.

Questo il risultato, inaspettato per certi versi, ma sicuramente auspicato e fortemente voluto: e l’aspetto più positivo è stato quello di vedere molti operatori del settore ambientale e legislativo, progettisti, impresari, committenti, direttori dei lavori, tecnici delle ASL tutti partecipi ed interessati a portare, oggi e in futuro, un proprio prezioso contributo al progresso dell’acustica architettonica. Significativo il saluto di benvenuto di Don Aldo Giovenzana Direttore del Collegio San Carlo che ha esordito sensibilizzando i partecipanti nel seguire il suo esempio all’autodisciplina nella risoluzione dei problemi acustici.

I risultati di tale atteggiamento sono evidenti nella realtà edile di un ambiente di difficile gestione come quello da lui diretto.
Citiamo in particolare tra i relatori il dr. Alberto Armani e il dr. Bruno Abrami, consulenti in acustica e vibrazioni di consolidata e provata esperienza, il dr. Angelo La Russa ed il geom. Maurizio Sabbadini quale rappresentante del Consorzio delle Cooperative dei Lavoratori di Milano. Particolarmente significativo l’intervento del Geom. Maurizio Sabbadini, in particolare per tracciare un quadro della situazione attuale. Infatti, i dati raccolti dal Consorzio monitorando la propria utenza (circa 10.000 alloggi realizzati in vent’anni di attività), hanno evidenziato come la problematica dell’isolamento acustico rappresenti la richiesta più rilevante. Il sondaggio condotto all’inizio degli anni ’90, evidenzia come il 63% dell’utenza considera il confort acustico esenziale per la qualità dell’abitare, con punte del 73 – 74 % per i residenti per gli alloggi nella città di Milano. Si tratta di un risultato importante che evidenzia in modo sostanziale l’incidenza di questo fattore sulla salubrità ambientale. Risultati che hanno impegnato il Consorzio delle cooperative dei lavoratori, la costante ricerca di soluzioni applicative indipendentemente dalle leggi vigenti, al fine di soddisfare le esigenze dei soci. Gli operatori del settore non possono essere indifferenti a queste richieste, né possono scaricare sull’utente finale i rischi e i danni per la salute. L’interesse deve essere esteso a tutte le possibili sorgenti di rumorosità ambientale, dal rumore da calpestio al fonoisolamento dei divisori verticali, dall’isolamento dai rumori esterni alla rumorosità legata all’impiantistica, non solo riguardo all’adduzione o allo scarico delle acque ma anche ad impianti di ventilazione e areazione, ecc.

Posto che il problema esiste, occorre acquisire la consapevolezza che non sono sufficienti le leggi, e che non basta la sola sensibilità, ma che è indispensabile l’impegno e la professionalità per far sì che si attuino le leggi. Il processo che si deve innescare, con un approccio certo graduale e flessibile ma che miri con determinazione al risultato finale, coinvolge tutte le componenti del settore edilizio, dal progettista delle opere, passando attraverso l’impresa di costruzione e la direzione dei lavori, per arrivare alla committenza e all’utente finale.
L’utente finale: infatti è innegabile che adesso come adesso la protezione acustica rappresenti un costo aggiuntivo, inferiore a quello che comunemente molti operatori pensano, ma comunque un costo. Committenza e utenza finale devono essere consapevoli di ciò. D’altra parte gli operatori del settore devono impegnarsi nella ricerca di soluzioni sempre migliori e che possano nel tempo essere proposte come standard qualitativo: allora, quando sarà stata conseguita la standardizzazione risolutiva, sarà possibile un contenimento significativo dei costi, esattamente come avvenuto anni fa con la legge 10 riguardo l’isolamento termico.

È emerso inoltre un altro aspetto particolarmente interessante: quello del monitoraggio ambientale. Un dato di input progettuale essenziale, soprattutto in alcune circostanze critiche, è infatti legato alla conoscenza del territorio e della sua realtà acustica. Non si tratta solo di rispettare prescrizioni normative, ma di acquisire il maggior numero di dati in modo da partire dalla conoscenza della realtà per progettare meglio ed in modo efficace le opere. In altra parte di questa stessa rivista si parla di Valutazione di Impatto Acustico: la portata di questa fase preliminare sfugge ancora ai più, che la reputano una inutile spesa e perdita di tempo. Spesso solo quando l’Amministrazione Comunale o la ASL competente per territorio la richiede espressamente, subordinando alla presentazione della stessa il rilascio del parere favorevole alla concessione edilizia, allora ci si pone il problema, ma più nell’ottica dell’ ennesimo adempimento burocratico che non di un atto non formale ma sostanziale per una buona progettazione.

Un convegno di alto spessore, che non ha tradito l’intento prefissato di rappresentare una Introduzione all’acustica degli edifici, arricchito dagli interventi dell’ing. Walter Lauber e del dr. Marco Raimondi che hanno schematicamente prospettato alcune soluzioni, ma più che altro alcune strategie di intervento e di progettazione, su cui basarsi per il conseguimento di risultati soddisfacenti dal punto di vista acustico. Con un’ottica di fondo in comune: non si deve affrontare il problema ad opera conclusa, ricercando improbabili interventi correttivi che rimedino a situazioni strutturalmente inadeguate, ma occorre affiancare il problema acustico agli altri problemi già in fase di progettazione ricercando soluzioni valide prima di passare alla fase realizzativa. Certo occorre anche equilibrio, non si può ragionare per compartimenti stagni, ma ci si deve rendere conto che l’abitare migliore è un mix di tanti fattori che concorrono al conseguimento del risultato. A tutt’oggi l’acustica sta timidamente facendo il suo ingresso a fianco delle problematiche tradizionali: tale presenza deve farsi sempre meno timida per assumere un ruolo di pari dignità a tutela, lo ricordiamo ancora, prima di tutto di noi utenti, perché ciascuno di noi è di fatto un potenziale cliente del settore produttivo dell’abitare.

Una giornata positiva, per certi versi esaltante per chi ha potuto prendervi parte. Il nostro impegno è quello di pubblicare gli atti di questo convegno, pur essendo consapevoli che la mole di lavoro necessaria per la realizzazione ottimale di questa opera non è indifferente.
Per questo stiamo prendendoci un po’ di tempo: vogliamo realizzare una pubblicazione che sia significativa, come lo è stata la giornata per chi vi ha preso parte.
Ma l’impegno ancora più importante è di proseguire in questa direzione, promuovendo la sensibilizzazione degli addetti ai lavori verso questa problematica che sta diventando, ne abbiamo avuto la riprova, sempre più fondamentale.

Angelo Verderio