Un intervento di bonifica acustica

PALALIDO DI MILANO – Il prestigioso impianto sportivo cambia faccia per strutturarsi come il principale impianto polifunzionale della città e dell’hinterland

La mancanza in Italia di grandi “agorà” coperte e polifunzionali in grado di ospitare manifestazioni sportive, musicali o teatrali, costringe a sfruttare gli esistenti impianti sportivi anche per manifestazioni di genere diverso rispetto all’iniziale destinazione d’uso.

È il caso del prestigioso “Palalido” di Milano che si vuole strutturare in modo flessibile per sopperire alla carenza di impianti in Milano e nelle aree limitrofe.
Il raggiungimento di questo obiettivo di flessibilità, dal punto di vista acustico, è sempre piuttosto problematico in ambienti di elevate volumetrie e con ampie superfici.
In particolare poi occorre combinare le esigenze contrapposte proprie delle attività sportive e delle attività di intrattenimento.
Infatti durante le manifestazioni sportive è necessario che l’incitamento del pubblico venga rinforzato perché risulti galvanizzante per gli atleti. La riflessione del suono da parte delle pareti dietro il pubblico è essenziale per garantire questo effetto.
Viceversa, in occasione di manifestazioni di intrattenimento, tipo concerti o spettacoli di arte varia, è necessario conseguire una perfetta intelligibilità  del suono e pertanto debbono essere ridotte le riflessioni delle superfici della zona tribune in modo da evitare sovrapposizioni sonore indesiderate.
L’intervento deve prevedere l’introduzione nell’ambiente di un adeguato numero di unità assorbenti che permettano di ottenere tempi di riverberazione ottimali per lo specifico ambiente in funzione delle attività previste.
Parametro fondamentale per la definizione delle caratteristiche acustiche di un ambiente è il tempo di riverberazione definito come l’intervallo di tempo, misurato in secondi, in cui il livello di intensità sonora diminuisce di 60 dB, vale a dire l’intensità sonora si riduce ad un milionesimo del valore iniziale.
Attraverso opportuni calcoli è possibile prevedere analiticamente il tempo di riverberazione di un dato ambiente, note le caratteristiche geometriche e le proprietà di fonoassorbimento dei materiali che costituiscono le diverse superfici.
La presenza del pubblico comporta poi un ulteriore assorbimento del suono e contribuisce a ridurre i tempi di riverberazione.
Per una valutazione equilibrata di questo contributo la prassi è quella di considerare l’ambiente occupato per circa un terzo della capienza.

Nel nostro studio abbiamo proceduto secondo il seguente schema:

  1. individuazione dei tempi di riverberazione ottimali (per ogni frequenza in banda di terzi d’ottava da 125 a 4. 000 Hz) in funzione del volume dell’ambiente;
  2. calcolo del numero di unità assorbenti introdotte nell’ambiente con la presenza del pubblico;
  3. determinazione, sulla base dei precedenti punti 1 e 2, dei tempi di riverberazione accettabili ad ambiente vuoto per ottenere i tempi richiesti al punto 1 in presenza di pubblico;
  4. rilievo strumentale dei dati allo stato attuale e ad ambiente vuoto e loro confronto con quelli calcolati al punto 3;
  5. determinazione del numero di unità assorbenti necessarie per ottenere i tempi di riverberazione ottimali;
  6. sulla base delle caratteristiche dei materiali attualmente in opera nell’impianto, individuazione della tipologia delle unità assorbenti da introdurre in modo da garantire, oltre che il risultato acustico, salubrità e sicurezza dell’ambiente, durata nel tempo, effetto estetico;
  7. distribuzione geometrica delle unità assorbenti nell’ambiente.

Particolare attenzione abbiamo posto alla geometria del locale: infatti, la configurazione a volta della copertura non rappresenta, acusticamente parlando, la soluzione ottimale in quanto tende a concentrare le onde sonore riflesse nel centro di curvatura. Tale effetto è in parte attenuato dalla natura del rivestimento attuale (fibra di legno) parzialmente assorbente e che proprio per tali proprietà è stato conservato anche in seguito al nostro progetto di bonifica acustica, dopo un opportuno intervento di rigenerazione e di ripristino estetico.
Per interrompere però il fronte d’onda lungo la volta si è deciso di interporre lungo il cammino del materiale fonoassorbente, utilizzando i montanti della struttura spaziale metallica attualmente esistente.
Le quattro travi metalliche che attraversano la campata sono state fasciate con un tessuto incombustibile speciale di elevata densità, inserendo tra i due telai un pannello di ovatta sintetica.

Sono state poi rivestite le due testate semicircolari che racchiudono l’edificio perpendicolarmente all’asse del campo con idoneo materiale fonoassorbente, rispecchiando l’estetica originale.
In questo modo si introducono unità assorbenti in specifiche posizioni correggendo anche gli inconvenienti legati alla geometria dell’ambiente.
È già stato poi programmato un intervento correttivo che consentirà di ottenere una risposta acustica adeguata  in occasione di manifestazioni sportive o di altro genere tenendo conto delle opposte esigenze acustiche da conciliare, come esposto in precedenza in questo stesso articolo.

La soluzione proposta prevede il trattamento del soffitto del corridoio d’accesso alle tribune con pannelli in sughero biondo naturale Kontro. Si otterrà così il risultato di combinare armonicamente l’effetto di riflessione delle pareti con l’effetto di fonoassorbimento del soffitto garantendo un adeguato rinforzo alla voce del pubblico durante le manifestazioni sportive e riducendo nel contempo la riverberazione con eliminazione dell’effetto eco durante le manifestazioni concertistiche.
Il nostro intervento di bonifica acustica, attualmente ancora in corso, consentirà di correggere le lacune che caratterizzano l’acustica del Palalido: tale ambiente non diventerà mai una sala teatrale o da concerto, ma diverrà una struttura polifunzionale fruibile secondo differenti esigenze e sempre con ottimi risultati.

Angelo Verderio