Benessere ambientale interno

La temperatura dell’ambiente è necessario che non subisca brusche e repentine variazioni, indipendentemente da ciò che avviene nell’ambiente esterno.

La definizione del benessere ambientale assume due aspetti ben distinti in funzione del fatto che lo si valuti come stato mentale oppure come stato fisico di piacevolezza.

In questo secondo caso, che è quello che maggiormente ci interessa ai fini di una individuazione e misurabilità del fenomeno (per effetto dei parametri fisici che entrano in gioco), diremo che il benessere ambientale è quella condizione di comfort realizzata attraverso un equilibrio tra individuo ed ambiente circostante, prevalentemente legato a fattori termici ed igrometrici. Va precisato che per fattori termici ed igrometrici intendiamo più in generale, l’insieme degli scambi di calore caratterizzati da: temperatura, irraggiamento termico, umidità e movimento dell’aria.

Vediamo ora in sintesi le condizioni con le quali queste variabili possono influenzare il comfort abitativo.
La temperatura dell’ambiente è necessario che non subisca brusche e repentine variazioni, indipendentemente da ciò che avviene nell’ambiente esterno. Deve quindi essere garantito un buon grado di isolamento e di inerzia termica della muratura perimetrale e delle chiusure superiori ed inferiori. Si è rilevato, infatti, che l’organismo umano sopporta solo una escursione termica assai contenuta e ben definita. L’irraggiamento termico, inteso come calore che viene trasmesso da un corpo più caldo ad uno più freddo mediante onde elettromagnetiche ed in assenza di materia, è fortemente influenzato dalla natura, dal grado di riflessione ed assorbimento, dal calore e dall’aspetto fisico dei corpi stessi nonché dalla lunghezza d’onda delle radiazioni termiche.
Per ciò che concerne invece l’umidità relativa si deve riscontrare la grande importanza che essa assume nel contesto del benessere ambientale, considerato che questo parametro favorisce, se in eccesso, l’insorgenza di patologie infettive e non. Se si considera poi che il tenore di umidità è determinato, oltrechè dal livello igrometrico contingente e dalle persone dimoranti, anche dalla natura stessa dell’edificio, diventa di estrema importanza intervenire preventivamente in sede progettuale, ovvero con gli opportuni risanamenti, sulle costruzioni. Infine, per quanto riguarda il movimento dell’aria c’è da dire che con esso è possibile ottenere, quando occorre, un più veloce raffrescamento del corpo umano, semprechè tale movimento sia mantenuto entro limiti accettabili. Per la definizione del benessere ambientale, però, molte altre sono le variabili da tenere in considerazione (talune legate anche a fattori soggettivi), quali per esempio: l’età  degli abitanti e la loro cultura, la qualità dell’aria e la sua ionizzazione. Date le molteplici variabili in gioco ed i loro effetti sinergici, risulta di estrema difficoltà poter definire esattamente i limiti entro i quali si realizzano le condizioni di comfort abitativo, anche se diversi tentativi sono stati compiuti in questo senso.
E’ possibile comunque, pur tenendo conto delle difficoltà sopra menzionate, individuare una sorta di “fascia del benessere” così delimitata: temperatura tra i 18°C e i 24°C ed umidità relativa tra il 30% ed il 70% in un rapporto inversamente proporzionale tra di loro e con velocità del flusso dell’aria variabile.

Solitamente i soli meccanismi di autoregolazione, corporei e non, di questi parametri, che all’occorrenza intervengono, non sono sufficienti a garantire le condizioni di benessere ambientale sopra definite, pertanto bisogna porre l’attenzione anche sulla cosidetta “terza pelle” (l’edificio), soprattutto per ciò che attiene alle scelte dei materiali da costruzione. Posto che la scelta di questi ultimi, per ovvie ragioni di salubrità ambientale, va indirizzata verso quelli sani ed ecologici, uno tra questi che sicuramente risponde alle esigenze e caratteristiche sopra argomentate, è senza dubbio il sughero.
Esso infatti, oltre ad essere un ottimo isolante termico ed a possedere un’elevata traspirabilità, è un materiale sano e naturale ed in un discorso bioecologico, quale il nostro, tale caratteristica risulta basilare. Infine tale materiale grazie alla sua versatilità consente la risoluzione di innumerevoli problemi che con altri materiali risulterebbe pressochè impossibile. Qui di seguito riportiamo degli esempi fotografici raffiguranti la protezione termoigrometrica a cappotto esterno.

Ornella Carravieri