L’isolamento acustico dei sottofondi

Dall’esperienza di cantiere di Coverd ecco una soluzione e alcune regole fondamentali per evitare i gravi problemi causati dalla trasmissione del rumore attraverso le connessioni strutturali

La realizzazione di un pavimento galleggiante è l’intervento più efficace per contenere il livello di pressione sonora di calpestio entro i 63 dB reali in opera previsti dal DPCM 5/12/1997.

Molti collaudi mostrano tuttavia come anche questo sistema possa dare risultati inferiori agli obiettivi di progetto a causa soprattutto di una scorretta posa in opera e dell’impiego di materiali resilienti non performanti. Uno dei problemi maggiori è costituito dalle giunture strutturali tra la pavimentazione finale e le pareti che, se non perfettamente isolate da uno strato elastico, determinano un ponte acustico attraverso il quale il rumore si trasmette verso l’ambiente sottostante.

Il livello di calpestio in opera di un solaio che separa due ambienti sovrapposti dipende dunque oltre che dalla caratteristiche del solaio (è difficile ottenere un risultato soddisfacente con uno spessore inferiore ai 40-45 cm) anche da quelle delle pareti sottostanti e da come queste strutture sono collegate tra loro.

La prassi insegna che sempre e comunque le connessioni strutturali rigide della pavimentazione sulle pareti laterali determinano un incremento significativo del valore di Lnw in conseguenza di un aumento del livello energetico che si diffonde a tutte le strutture collegate.

Lo stesso inconveniente è riscontrabile quando a fare da ponte acustico sono gli elementi dell’impiantistica collocati nel sottofondo del pavimento galleggiante nel caso in cui non siano opportunamente separati da strati elastici. Oppure ancora quando lo strato isolante viene posto su un sottofondo non pulito in presenza di sassi e residui di malta.

L’esperienza di Coverd nelle attività di cantiere al fianco delle imprese e nella progettazione di soluzioni per l’isolamento acustico basate sull’utilizzo di materiali naturali ed ecologici ci permette di consigliare un sistema e alcuni fondamentali accorgimenti di contorno che, se correttamente rispettati, possono portare a un risultato in opera eccellente e sicuramente in linea con le aspettative di progetto.

Il sistema che consideriamo più efficace tra quelli possibili consiste nella posa direttamente sulla soletta nuda di uno strato elastico costituito da pannelli in sughero biondo naturale superkompatto SoKoVerd.LV e di uno strato separatore anticalpestio KoSep.FC o KoSep.L. Sopra questi elementi verranno posati gli impianti e si eseguirà la cappa costituita da un massetto di sabbia e cemento con relativo pavimento.

Le importanti regole di contorno sono invece le seguenti:

  1. il fondo che ospita il materiale isolante anticalpestio deve essere sgombro e il più pulito possibile. Non devono esserci asperità o residui di malta;
  2. sopra e sotto i tavolati che costituiscono le pareti vanno poste delle strisce di sughero supercompresso ad alta densità KoFlex per separarle dal solaio. Questo accorgimento va adottato anche per le pareti divisorie interne agli alloggi perché anch’esse sono collegate al solaio;
  3. il massetto di sottofondo deve essere desolidarizzato dalle pareti laterali con delle strisce di sughero supercompresso KoFlex (da collocare prima dell’esecuzione del massetto) per creare uno strato elastico di separazione tra la struttura orizzontale e quelle verticali. Tale strato elastico, che può essere ottenuto anche risvoltando verso l’alto l’elemento separatore KoSep.FC o Ko.Sep.L, va mantenuto fino alla quota zero (compresa cioè l’altezza del pavimento) per impedire che il rivestimento di ceramica o di legno crei un contatto rigido con le pareti. Solo dopo la posa del pavimento finale si potrà rimuovere il sughero in eccesso nascondendo poi la giuntura con il battiscopa;
  4. se il battiscopa è in materiale ceramico da incollare con malta o colla da piastrellista, andrà a sua volta desolidarizzato dalla pavimentazione con uno strato elastico. L’esecuzione di un pavimento galleggiante secondo queste regole e con questi materiali permette un’adeguata elasticità sotto carichi statici e dinamici senza deformazione, una buona e costante attenuazione acustica, una sufficiente resistenza meccanica, un buon isolamento termico e igrometrico e una lunga durata nel tempo.

A progettisti e imprese ricordiamo che i problemi causati da rumori strutturali che si trasmettono per fiancheggiamento non sono più risolvibili a cose fatte se non con interventi molto invasivi e costosi.

Geom. Emilio Capra