La mappatura acustica

Un valido supporto nella fase di diagnosi dei problemi e di collaudo finale in opera

La valutazione dei requisiti acustici in opera si fonda necessariamente sulla determinazione degli indici di valutazione, con procedure operative e di calcolo descritte nelle diverse parti delle norme tecniche UNI EN ISO 140 e UNI EN ISO 717.

I parametri che si ottengono descrivono il comportamento globale dell’intera struttura analizzata, ma non permettono di risalire alle specificità che possono essere rilevanti nel determinare eventuali misure correttive da adottare sia nel caso di interventi di risanamento acustico sia per indirizzare le future scelte progettuali.

Si pensi, ad esempio, al diverso comportamento acustico di una facciata di edificio nella quale sia inserita una finestra, magari pure con cassonetto per avvolgibile. Oppure al contributo di trasmissione per fiancheggiamento di una copertura leggera rispetto ad un divisorio tra unità immobiliari adiacenti tra loro e poste al piano mansardato.

Un valido ausilio per individuare aree o elementi “acusticamente deboli” può essere costituito dalla mappatura acustica, strumento che permette di evidenziare diverse caratteristiche di isolamento acustico all’interno delle medesima struttura. Con l’ausilio di specifici software di elaborazione, è possibile costruire mappe acustiche sufficientemente accurate anche da misure di pressione sonora, effettuate con la medesima strumentazione utilizzata per le usuali prove di isolamento acustico normalizzato.

Questa rappresentazione prende il nome di mappa acustica e  può avere la forma di una tradizionale tabella contenente i valori numerici dei punti misurati o quella di una carta a colori, che ha il vantaggio di essere di più facile interpretazione: la possibilità di “vedere” dove e come il rumore si propaga attraverso le strutture semplifica di molto le strategie per contenerne il disturbo.

Per questo motivo è un supporto importante  nell’indagine dei ponti acustici e nella soluzione di problemi legati alla trasmissione “nascosta” dei rumori, come per esempio il fiancheggiamento.

Lo è altrettanto nella fase di collaudo finale in opera, sia al termine di interventi di bonifica acustica sia al momento di comprovare il raggiungimento dei requisiti acustici passivi.

La facilità di comprensione dei risultati è uno dei punti di forza di questa tecnica, il cui dato di output finale è concettualmente simile alla termografia IR (mappa cromatica): nella termografia si evidenziano e visualizzano le temperature superficiali delle strutture, nella mappatura acustica si evidenziano e visualizzano i livelli di pressione sonora rilevati in prossimità della partizione in esame.

L’operazione di acquisizione dei valori non è invasiva: richiede una misura accurata (e spesso piuttosto lunga se si utilizza una maglia di misura piuttosto fitta) e personale esperto in grado di eseguire rilevazioni corrette.

Come già detto, la strumentazione necessaria è la stessa che si utilizza per le misure fonometriche relative al DPCM 5/12/1997, a cui va aggiunto il software di interpolazione nella fase elaborativa per la trasformazione dei valori numerici in una forma grafica, generalmente a falsi colori o a curve di isolivello.
La competenza e l’esperienza del rilevatore sono fondamentali perché la fase di pianificazione dei rilievi e di esecuzione degli stessi è determinante: non esiste alcun software che possa rimediare ad errori commessi dall’operatore nel corso della fase di rilievo fonometrico!

Non si dimentichi che l’esito della mappatura acustica orienterà il successivo intervento di bonifica: se il risultato dell’elaborazione è affetto da errori rilevanti, potrebbe essere una rappresentazione falsata della realtà, con il rischio di condurre a scelte non corrette.

In generale questa analisi è un valido supporto nella diagnosi dei problemi di trasmissione del rumore all’interno degli edifici, dai più semplici ai più difficili da scoprire e nella definizione degli interventi correttivi. Tralasciando in questa sede l’esame delle situazioni più complesse, torniamo ai casi precedentemente citati, quali la trasmissione del rumore attraverso una parete divisoria al piano sottotetto con copertura leggera o attraverso una facciata dove sono presenti aperture finestrate e cassonetti. In questi casi la mappa a colori fornisce un’indicazione immediata, chiara e reale (non previsionale) della situazione, permette di individuare i punti deboli (ponti acustici) e di adottare le contromisure più idonee.

La progettazione acustica

Nella fase che precede la costruzione di un edificio, l’attenzione è invece tutta concentrata sulla progettazione acustica che si basa interamente su studi e calcoli teorici con l’impiego di software previsionali  che implementano algoritmi di calcolo codificati. Anche qui l’affidabilità delle analisi non dipende solo dagli strumenti, ma anche e soprattutto dalla cura con cui vengono scelti i dati di input del modello di calcolo.

Di fondamentale importanza l’esperienza del tecnico, così come la sua conoscenza delle strutture e dei materiali che verranno impiegati per l’isolamento acustico.
La Divisione Acustica di Coverd offre una consulenza completa che comprende: rilievi e mappatura acustica (edifici esistenti); studio e calcolo teorico previsionale secondo la norma UNI EN 12354 (edifici in progetto); collaudo con campagna di misurazione in opera dei requisiti acustici passivi; redazione di piani di bonifica acustica e guida nella scelta degli interventi e dei prodotti per la bonifica alla luce di oltre 25 anni di esperienza nel settore dei materiali naturali.

Dott. Marco Raimondi