Coverd: bioedilizia da 25 anni

Era il 1984 quando l’azienda iniziò la scommessa del sughero biondo e dei materiali naturali per l’isolamento bioclimatico degli edifici. Sembravano prediche nel deserto, ma oggi lo scenario economico conferma che fu la scelta giusta. Un quarto di secolo di innovazione continua, passione e costante promozione culturale. All’insegna del bene-abitare.

Quando si affronta l’argomento di un anniversario importante come un venticinquesimo di vita aziendale si corre il rischio di cadere nei toni celebrativi o, per eccesso di modestia, in quelli troppo asettici di un racconto senza passione.

In un caso come nell’altro, il troppo mina la credibilità e svuota di significato le parole. Vale allora il detto: “la verità è sfuggente, stiamo ai fatti”. E’ perciò di fatti che parliamo raccontando in quale modo Coverd ha raggiunto il quarto di secolo crescendo in maniera costante e significativa intorno al progetto-missione di promuovere con prodotti, tecnologie e servizi un’edilizia di qualità, compatibile con il benessere delle persone, il risparmio delle risorse e il rispetto dell’ambiente.

Dal 1984, Coverd sviluppa soluzioni per l’isolamento termico, igrometrico e acustico degli edifici secondo una filosofia improntata alla bioedilizia e l’impiego di materiali eco-compatibili. In questo senso l’azienda ha precorso i tempi, anticipando liberamente gli indirizzi che oggi il mercato si vede imporre a livello legislativo e commerciale. La capacità di vedere avanti e di fare “innovazione” sono state e sono tuttora i motivi della crescita e del successo conseguito.
Cosa significa “innovare” per un’azienda che opera nel settore degli isolanti termoacustici? Secondo il sociologo francese J.Louis Grasse esistono tre tipi di innovazione:

  1. fare meglio ciò che già si faceva bene ieri
  2. fare oggi ciò che ieri era impossibile
  3. fare oggi ciò che ieri era impensabile

Inviare una comunicazione mediante un SMS è solo un esempio di quello che fino a poco tempo fà era impensabile . Nel caso degli isolanti per gli edifici, che in un modo o nell’altro sono sempre esistiti, l’affinità è invece con le innovazioni del primo tipo: fare meglio quel che si è sempre fatto. Coverd ha perseguito e raggiunto questo obiettivo sommando più azioni.

Prodotti naturali

L’introduzione 25 anni fa del sughero biondo naturale per l’isolamento termico e acustico degli edifici è stata una grandissima innovazione. All’epoca la legge di riferimento in materia di isolamento termico era la N. 373 del 1976 (la Legge 10 è del 1990), di isolamento acustico neanche si parlava (il Dpcm sui requisiti acustici passivi è del 1997) e sul mercato si vendevano ancora materiali a basso prezzo che in seguito si sono rivelati nocivi per la salute delle persone (la messa al bando dell’amianto in Italia è avvenuta con la Legge 257 del 1992).

L’idea di introdurre diffusamente un materiale di origine naturale, eco-bio-compatibile, prodotto da fonti rinnovabili e dalle migliori prestazioni tecniche ha prodotto una rivoluzione positiva identificabile come l’inizio della cultura bio-edile in Italia.

Le caratteristiche funzionali del sughero biondo naturale hanno aperto un nuovo ciclo di domanda, potremmo dire un nuovo mercato, legato a un materiale in grado di rispondere in modo univoco alle esigenze di isolamento termico degli edifici moderni, allora appena sentite, e a quelle di isolamento acustico, di cui non si parlava ancora.

Innovazione di prodotto e di processo

Acquisito un iniziale vantaggio competitivo grazie alla lungimirante idea di puntare su un materiale di assolutà qualità, Coverd ha saputo mantenere la leadership nel mercato di riferimento agendo sul profilo dell’offerta con l’introduzione continua di nuovi prodotti a base di sughero biondo naturale e di soluzioni applicative mirate alle specifiche esigenze di progettisti e costruttori.

A tutto questo si è aggiunto lo sviluppo di nuovi materiali isolanti naturali, come le fibre vegetali e le fibre animali, sempre accompagnate da soluzioni applicative.
Inoltre, attraverso l’ottimizzazione dei costi derivante da modalità produttive all’avanguardia, Coverd ha potuto coniugare prodotti e servizi di alta qualità a costi finali assolutamente concorrenziali.

Servizi

Coniugando innovazione di prodotto, di processo e di modalità organizzative, Coverd si è fatta promotrice di una nuova cultura sul mercato e ha aperto nuovi fronti. Anche nel caso dei servizi non si è fatta sfuggire il vantaggio della “prima mossa” e ha voluto introdurre a partire dagli anni Novanta e prima dei concorrenti un’offerta di valore rivolta agli operatori del settore edile.

In questa offerta rientrano rilievi fono metrici, progettazione acustica, bonifica acustica, rilievi vibro metrici, rilievi termografici, rilievi di temperatura e flusso termico, progettazione termica delle strutture edili. Unitamente alla progettazione e alla commercializzazione dei materiali isolanti, oggi l’offerta di Coverd copre a 360 gradi le esigenze dei clienti nel campo dell’isolamento termoacustico degli edifici.

Passione

Credere nel proprio agire e desiderare un progresso positivo è determinante per il successo di ogni azione. Anticipando sistematicamente i tempi, Coverd ha trovato il successo in una strategia legata alla qualità e non al semplice “adeguamento normativo”. In questa scelta rientra anche il progetto realizzato di trasformare in sede aziendale l’Aia di Verderio, un antico edificio tutelato dai beni ambientali considerato un esempio di bioedilizia contadina. In questo edificio, che oltre alla sede aziendale ospita oggi un piccolo museo etnologico visitabile su richiesta, è possibile vedere come già nel 1850 i contadini dell’epoca si servivano del sole e del vento (che oggi chiamiamo energie alternative) e di ingegnosi sistemi di bioedilizia per l’essicazione delle granaglie.

Oggi i progetti realizzati con il contributo di Coverd formano un lungo elenco di referenze in cui si trovano edifici privati di ogni dimensione, edifici pubblici, luoghi di culto e insediamenti produttivi. Uno in particolare, la Casa Ecologica Bovisa 90 di Milano, merita di essere citato per il valore anche sociale e politico che ha rivestito. Quell’esperienza di edilizia popolare, fortemente voluta dal Consorzio Cooperative Lavoratori, servì infatti a confutare definitivamente la suggestione che affiancava l’impiego degli isolanti naturali a un’idea eco-chic e dunque costosa dell’edilizia.

La Casa Ecologica, un progetto innovativo che ad anni di distanza è monitorato dal Politecnico di Milano per gli aspetti legati al risparmio energetico,  è l’esempio concreto di come le soluzioni di Coverd sono parte integrante di realizzazioni ecologiche, a basso consumo e prezzo contenuto.

Un esempio è il prestigioso complesso residenziale e turistico “Marinagri Resort” a Policoro (MT). Alla luce delle esperienze di successo, le tecnologie applicative di Coverd sono diventate un esempio di riferimento nella composizione delle strutture edili. Al riguardo non mancano le citazioni autorevoli nei testi specialistici, per esempio nel manuale “Capitolato Speciale di appalto opere edili e bioedilizia” pubblicato nel 2000 dalla casa editrice Il Sole 24 Ore – Pirola.

La comunicazione ha sempre avuto grande importanza nella storia di Coverd. La rilevanza del tema è legata al fatto che la comunicazione dell’innovazione non è separabile dall’innovazione stessa, ma anzi ne rappresenta un aspetto assolutamente costitutivo. Autentico innovatore non è colui che ha le idee o le tecniche, ma chi le traduce in fatti concreti e utili e soprattutto le diffonde.

Non ci sarebbe stata innovazione per Coverd se fin dai primi anni l’azienda non avesse investito nel diffondere e promuovere la cultura italiana della BioEdilizia, soprattutto negli anni in cui si trovava da sola a farlo. Passare dalla fase dell’understanding, o comprensione, a quella dell’awareness, o coscienza, non è stato facile. A molto sono serviti la rivista BioEdilizia, fondata 21 anni fa con questo nome, e a questo servono ancora oggi le pubblicazioni, i seminari e i convegni che Coverd dedica ai professionisti del settore edile.

Angelo Verderio