Approccio globale al comfort abitativo

Le leggi prescrivono certificazioni, le persone chiedono qualità. La strategia orientata al massimo benessere abitativo ha le maggiori chance di successo in un mercato sempre più selettivo. Termica e acustica, insieme, giocano un ruolo fondamentale. Ecco qualche consiglio.

Ah, le case di una volta! Fresche d’estate e calde d’inverno, senza bisogno di grandi tecnologie per la climatizzazione.

Oggi è diverso: le moderne tecniche costruttive hanno alleggerito i tamponamenti, facendo perdere l’inerzia termica oggi denominata “sfasamento” tipica dei muri di grande spessore. Di conseguenza i materiali isolanti hanno acquistato importanza, fino a diventare indispensabili, e oggi sono il fattore che più influisce sul consumo energetico di un edificio.

In commercio ne esistono diversi, di origine naturale o sintetica. La domanda è: quali scegliere? L’approccio migliore è quello globale, che cioè tiene conto di tutte le esigenze di isolamento, termico ma anche isolamento acustico. La buona regola, infatti, prevede che l’isolamento termico e acustico siano affrontati insieme in fase progettuale, prevedendo soluzioni collaudate e materiali in grado di dare prestazioni su entrambi i fronti.

Questa strategia fa preferire gli isolanti di origine naturale che, non perché lo diciamo noi, combinano meglio prestazioni termiche e acustiche. Si aggiunga che i “naturali”, quando esenti da emissioni nocive e privi di sostanze tossiche, salvaguardano la salubrità degli ambienti e garantiscono il miglior comfort abitativo.

In ogni caso, un buon isolamento termo-acustico comincia nella fase del progetto architettonico. Il termotecnico e il tecnico competente in acustica ambientale danno al progettista le indicazioni necessarie e lo aiutano ad assumersi le responsabilità previste dalle leggi; se queste due competenze fanno capo a un unico soggetto, il committente riesce anche a risparmiare qualcosa.

Per questo motivo Coverd dispone di personale specializzato (in termica, acustica e termografia) in grado di intervenire al fianco del progettista in tutte le fasi dello studio architettonico, dal preliminare al cantiere, nelle problematiche che riguardano l’isolamento a 360 gradi. Un approccio globale, appunto, che normalmente comprende anche la fornitura dei materiali isolanti e, a volte, la Direzione lavori durante la posa degli stessi.

Compiacenti o proattivi?

Il modo di affrontare l’isolamento termico e acustico può essere di due tipi: di pura “compliance”, termine inglese che sintetizza in una sola parola il comportamento di chi agisce per adeguarsi meramente alle norme, oppure “proattivo”, cioè mirato alla ricerca delle opportunità, anche quando queste si presentano sotto forma di obblighi di legge.

Coverd sostiene l’approccio proattivo e investe nella diffusione di questa mentalità nuova e vincente.

Ne sono un esempio i seminari gratuiti che si svolgono presso l’AIA a beneficio dei professionisti dell’edilizia del settore privato e pubblico, durante i quali vengono illustrati la filosofia, le metodologie, le soluzioni e i prodotti in continuo aggiornamento che Coverd propone al mercato da oltre venticinque anni. Isolamento termico, acustico e bioedile ogni giorno sono tre necessità, ma sono anche tre “asset” che se opportunamente valorizzati possono dare il valore aggiunto che oggi il mercato si aspetta e al quale gli utenti finali non sono più disposti a rinunciare. Con l’introduzione della certificazione energetica, anche gli edifici dovranno esporre la “targa energetica” come avviene per gli elettrodomestici.

Sarà solo un pezzo di carta?

Noi crediamo di no, da una parte perché non vogliamo crederlo, dall’altra perché la legge ha ispessito le attività di controllo demandate agli enti locali. E ancora perché, a differenza del passato, oggi esistono gli strumenti per fare i controlli, in primis la termografia IR e la misurazione del flusso termico delle temperature superficiali (ISO 9869).

Tutto lascia credere che quello che è stato fatto sia un primo passo verso una certificazione complessiva della qualità degli edifici, un concetto che comprende insieme isolamento termico, isolamento acustico, comfort abitativo e rispetto dell’ambiente. In attesa di quello che verrà, chi già oggi saprà vendere la “qualità globale” avrà parecchie frecce in più al suo arco.

Dalla teoria alla pratica

Tra il dire il fare c’è di mezzo il mare. Soprattutto quando all’applicazione pratica manca da una parte la corretta cultura della qualità, dall’altra alcune conoscenze di base.

Proviamo allora con alcuni brevi consigli pratici sulle soluzioni per l’isolamento termico e acustico degli edifici di nuova costruzione, rimandando ad altre pubblicazioni di Coverd gli aspetti che non approfondiremo in questa sede.

Le facciate

Nell’isolamento acustico delle facciate va ricordato che le superfici vetrate, gli infissi, i cassonetti e tutte le aperture sono le vie principali di propagazione del rumore e di conseguenza del calore. Il progettista dovrà quindi fare attenzione soprattutto a questi elementi.

Per quanto riguarda la muratura, essa deve essere costituita da elementi più pesanti rispetto ai divisori interni ed è opportuno che l’indispensabile isolamento termico venga fatto utilizzando materiali con proprietà fonoisolanti, o in abbinamento ad essi.

Coverd propone tre tipi di “approccio globale” all’isolamento termoacustico delle facciate.

  • Il primo consiste nel collocare materiale fonoisolante nell’intercapedine creata tra il tamponamento esterno e la parte interna. Prodotti idonei allo scopo sono i pannelli di sughero SoKoVerd.LV e la lana di pecora LanKot, che ovviamente possono essere abbinati tra loro.
  • Il secondo approccio è il cosiddetto sistema “a cappotto”, che consiste nel rivestire la superficie esterna della facciata con una copertura continua e uniforme di materiale isolante.
  • Il terzo approccio è quello del concetto di bioclimatizzazione suddiviso in un doppio isolamento, di cui uno a cappotto esterno e l’altro posto tra i due paramenti in laterizio.

La soluzione presenta il vantaggio di eliminare alla radice il rischio di ponti termici e la formazione di macchie dovute alla condensa. Ovviamente può essere realizzata anche quando la facciata è costituita da un’unica parete di massa adeguata, una situazione che si verifica abbastanza spesso. Coverd è specialista delle soluzioni a cappotto, che realizza da sempre con pannelli di sughero SoKoVerd.LV e i prodotti della linea Kappotto.

Va sempre ricordato che travi e pilastri sono una corsia preferenziale per il passaggio sia dei rumori sia dell’umidità. Per questo motivo vanno opportunamente isolati prevedendo la protezione delle corree verticali e delle travi orizzontali. Va fatta attenzione anche alle superfici “trasparenti al suono”, come ad esempio i cassonetti delle tapparelle che devono essere foderati di materiale isolante.

I rumori dell’impiantistica

Un’altra importante fonte di rumorosità, eppure spesso dimenticata, è costituita dall’impiantistica idrico-sanitaria. Sovente ci si limita a fasciare le tubazioni con materiali fibrosi ma questo, da solo, non basta. Molti altri sono gli accorgimenti necessari da prendere.

Innanzitutto, più numerosi sono gli snodi, meglio è. Due snodi da 45° sono preferibili a uno solo da 90°. Inoltre è bene evitare repentini e ravvicinati cambi di direzione della tubatura, così come collari rigidi privi di elementi elastici: le vibrazioni del tubo in contatto con la struttura portante fanno sì che al terzo piano di un palazzo si sentano i rumori del bagno di un appartamento al primo!

Meglio poi adottare espansioni e restrizioni graduali della sezione della tubazione.
Evitare repentini incrementi o riduzioni della sua sezione e impiegare collari dotati di una guarnizione elastica: costa poco, ci vuole un attimo a installarla ed è efficace.
Infine, l’ideale sarebbe isolare ogni cavedio prima che venga chiuso, tappezzandolo con pannelli fonoassorbenti LanKot.

Chi ben comincia…

Non ci stancheremo mai di ripetere che il corretto isolamento di un edificio comincia da una buona progettazione.

Alcuni suggerimenti, solo apparentemente banali: è sempre meglio affiancare due stanze con la medesima destinazione, ad esempio due camere da letto, diminuendo di conseguenza la possibilità di generare rumori.

Costruire ambienti adiacenti con uso molto diverso, ad esempio una camera da letto e una cucina, è molto rischioso perché è più probabile che si possano verificare fenomeni di disturbo di un inquilino nei confronti dell’altro.

Occorre aver rispetto degli orari del nostro vicino, che magari si alza all’alba per andare a lavorare: mai posizionare un letto in direzione dello scarico del suo water. E’ sempre sotto a bagni e cucine che è più probabile avvertire rumori provenienti dal piano di sopra.

Ciò dipende dal fatto che pavimento e pareti in queste stanze sono coperte da piastrelle, più rigide e quindi meno in grado di assorbire vibrazioni e rumori. Le strisce elastiche KoFlex si rivelano a questo proposito un preziosissimo alleato nelle situazioni più diverse.

Gli strumenti e la consulenza per una corretta progettazione acustica degli edifici fanno parte dei servizi che Coverd mette a disposizione di professionisti e imprese.

Geom. Massimo Murgioni