Correzione acustica ambientale

Mense e palestre sono gli ambienti dove non si può fare a meno di un intervento per il contenimento del riverbero. Ma anche i musicisti non possono che apprezzare un ambiente acusticamente corretto.

Uno dei fenomeni più gravi associati al rumore consiste nella perturbazione dell’intellegibilità del parlato e nelle sue ripercussioni sul benessere psicofisico delle persone. Delle difficoltà di ascolto e di comunicazione risentono infatti l’umore, la capacità di apprendimento e persino la salute.

Il problema si verifica soprattutto in ambienti di grandi dimensioni, con facce parallele e pareti lisce; peggio ancora in quelli di forma circolare, che convogliano al centro i rumori riflessi. Mense e palestre, a cui si riferiscono le fotografie di questo articolo, sono un caso tipico.

Il fastidioso persistere dei suoni all’interno di uno spazio confinato è da imputare alla scarsa capacità fonoassorbente delle strutture.
E’ frequente in mense e palestre, dove il riverbero è fuori controllo, l’essere costretti ad alzare il tono della voce per riuscire a farsi comprendere, innescando in questo modo un processo irreversibile che porta all’aumento della rumorosità e rende fastidioso il permanere nel locale. Solo l’incremento del potere fonoassorbente del soffitto e delle pareti, mediante l’applicazione di appositi pannelli, porta al contenimento del tempo di riverbero, a vantaggio dell’intelligibilità della parola. In questo modo si indebolisce anche la componente riflessa dei suoni e si abbassa ulteriormente la rumorosità.

Ma più in generale, alla qualità sonora di un ambiente sono particolarmente sensibili i musicisti, professionisti e non: soprattutto chi si trova spesso a suonare in ambienti inadeguati o semplicemente “di fortuna”. Infatti ogni ambiente risponde al suono che viene creato al suo interno e lo modifica in base a numerosi fenomeni, descritti dalla fisica acustica. Pertanto negli ambienti di produzione musicale, la qualità sonora deve essere controllata affinché sia di aiuto alla generazione, all’ascolto e alla registrazione del suono.

Si badi che abbiamo detto “sia di aiuto”: il riverbero infatti è una componente attiva della percezione sonora e come tale va ottimizzata, non eliminata.

Un altro fenomeno da considerare è quello delle risonanze: ogni stanza è come una grande cassa che amplifica alcune frequenze e ne smorza altre. Se si hanno a disposizione locali di piccole dimensioni, come succede il più delle volte ai musicisti, bisogna tenere presente che esse potranno risultare rilevanti e spesso fastidiose.

Per gli interventi di correzione acustica non esistono ricette preconfezionate. “La correzione acustica di un ambiente ha scopi mirati e differenti a seconda di dove si va a intervenire”, ci ha spiegato il geometra Massimo Murgioni, Direttore tecnico di Coverd. “Si punta a ottenere un’adeguata acustica interna nel caso di teatri, auditorium e cinema; a rendere più confortevole la permanenza in ambienti lavorativi o di svago come call center, uffici, ristoranti, palestre e mense; a ridurre infine la rumorosità in ambienti particolare quali officine, laboratori e locali tecnici come gli studi radiofonici o televisivi e le sale d’incisione”.

Da dove comincia la correzione acustica di un ambiente?

“Dalla valutazione del tempo di riverberazione attraverso un controllo ante operam. La fase seguente è il progetto vero e proprio, che parte dalla destinazione d’uso dell’ambiente per individuare gli interventi necessari e i materiali più idonei. Solo dopo questi due passaggi possono cominciare i lavori. Al termine, un controllo post operam rivelerà qual è stata la bontà dell’intervento. Di tutte queste operazioni – ha aggiunto Murgioni – si occupa la Divisione acustica di Coverd”.

Lo stesso schema di approccio è valido per gli interventi “domestici”: è sempre più frequente che i ai tecnici della Coverd venga richiesta una consulenza tecnica per la correzione acustica di sale di produzione musicale ad uso privato, ricavate in locali di abitazione, scantinati, garage. Del resto la materia non è delle più semplici e il fai da te non paga: se si vogliono evitare errori, e quindi spese inutili, meglio rivolgersi a una ditta specializzata e chiedere uno studio preventivo, con relativa previsione dei costi.

Molto importante è ovviamente la scelta dei materiali, che nel caso delle palestre dovranno essere anche particolarmente robusti, ma non solo: nelle mense o nelle sale musica il requisito di salubrità, intesa soprattutto come la capacità di garantire l’equilibrio igrometrico e di non generare polveri nocive, risulta essenziale. Non ultimo, soprattutto negli ambienti pubblici, va considerata la classificazione di reazione al fuoco.

Le spugne a cellule aperte, spesso utilizzate soprattutto nel “fai da te” domestico, hanno sia l’inconveniente di essere deperibili in tempi ridotti sia quello di essere altamente ricettive di umidità e di polveri. Problemi che invece non hanno i pannelli di sughero biondo naturale, un materiale compatto ed elastico dalle ottime prestazioni acustiche. Proprio grazie alla sua elasticità, il sughero dissipa l’energia dell’onda sonora incidente, minimizzando gli effetti di riflessione multipla. Il maggiore fonoassorbimento garantito dal sughero si traduce, in termini di computo metrico, in una minore necessità di superfici da trattare con conseguente contenimento dei costi.

La certificazione in Classe 1 per la reazione al fuoco è poi un ulteriore requisito che qualifica questo materiale largamente utilizzato in interventi di correzione acustica di tutte le tipologie di ambienti.

Infine, anche l’occhio vuole la sua parte, i pannelli in sughero biondo Kontro e SoKoVerd.C1 possono essere tinteggiati a piacere o forniti del colore desiderato per realizzare le più fantasiose combinazioni cromatiche. I tecnici della Divisione Acustica di Coverd sono a disposizione di tutti per ogni esigenza, sia che si tratti di locali pubblici (palestre, mense, teatri, ecc.) sia di ambienti privati o domestici (sale prova, ambienti per la produzione musicale, ecc.).

Angelo Verderio