Una verde opportunità

Le imprese possono attingere risorse per affrontare l’attuale momento di crisi dagli ampi spazi di miglioramento e di risparmio offerti dalla leva green. Un nuovo manuale tascabile sulla certificazione energetica degli edifici: più opportunità che problemi

E’ la storia di sempre. Ancora una volta è questione di tempismo, il difensore è scartato e la palla – zac – è in rete. “E’ partito prima e mi ha superato”: verissimo, ma dirselo non cambia le cose.

Nel mondo dell’edilizia è uguale: la situazione sta evolvendo ma è una cosa troppo complicata per ammetterlo e a volte per decidere di fare il primo passo. Le risorse energetiche tradizionali, così come fino a oggi le abbiamo sempre prodotte e utilizzate, si stanno esaurendo… Ma a me tutto questo non interessa. “Io devo costruire case e ci sono già tante leggi complesse da rispettare”.

O peggio: “Ho cose più importanti da pensare che non l’ecologia e l’ambiente”. Finché un bel giorno – zac – una normativa o un cliente chiede alla mia impresa il rispetto del massimo dei parametri eco-sostenibili, consumi al minimo e materiali green, un mio concorrente si è attrezzato per farlo ma io no: sono spiazzato. Non me ero accorto ma io ero difensore distratto e lui l’attaccante che ha fatto gol.

Oggi l’attenzione per le emissioni di CO2 legate ai consumi è molto lontana dal suo punto di partenza che la vedeva essere il distintivo di qualche gruppo integralista e di qualche visionario che già venticinque anni fa parlava di isolamenti robusti a base di materiali naturali per l’efficienza energetica e il comfort delle case (il riferimento all’editore di questa rivista non è per niente casuale). E’ piuttosto una mentalità affermatasi per necessità se non proprio per convinzione che trova nel comportamento dei singoli e nelle scelte dei governi gli strumenti abilitanti per produrre risultati che consistono in maggiore efficienza e minori costi. Tra queste scelte rientra la Certificazione Energetica degli Edifici che come ben sappiamo è stata recepita anche in Italia nel 2006 dopo che la Commissione europea l’aveva introdotta nel 2001 con una Direttiva cogente per tutti i Paesi aderenti.

Stando ai dati di pochi anni fa, in Italia il settore residenziale e terziario assorbono il 32% dei consumi energetici finali totali. Se poi si entra nel dettaglio del residenziale, si scopre che il riscaldamento è la principale causa di consumo (68%), seguito dagli usi elettrici (16%), dalla produzione di acqua calda (11%) e dalla cucina (5%). Sulla scorta di questi numeri, il legislatore ha giustamente considerato che il miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici può dare un forte contributo alla riduzione dei consumi e dell’inquinamento e ha introdotto la certificazione obbligatoria.

Il prossimo passo potrebbe essere l’estensione ad altri parametri, per esempio i materiali.

Oggi il consumo energetico legato alla costruzione di un edificio è compreso tra il 5 e il 20% del consumo totale nella vita dell’edificio stesso. Una percentuale destinata ad aumentare perché quanto più si ridurranno i consumi legati alla climatizzazione, tanto più aumenterà il peso della fase di costruzione. Per questo non è fuori luogo immaginare per il futuro prossimo una certificazione che includa anche le caratteristiche dei materiali impiegati e altri aspetti legati alla costruzione. Come del resto già avviene nel Regno Unito con l’introduzione nel 2007 del Code for Sustainable Homes che definisce la qualità ecologica di un edificio in funzione di una serie di parametri che vanno oltre i consumi energetici.

Sulla base di queste riflessioni, tutte molto concrete e business oriented, Coverd propone agli operatori del settore edile il manuale tascabile in edizione gratuita “Qualità e risparmio energetico degli edifici” (il quarto pubblicato da Coverd, il primo interamente curato dalla Divisione Energetica e dedicato all’isolamento termico degli edifici), un volume snello e facile da consultare con le indicazioni per la progettazione di edifici bioclimatici a obiettivo comfort. Avete letto comfort, non adeguamento normativo.

Coverd ritiene infatti che vi sia una leva di importanza determinante in quello che ci sta succedendo intorno: in questo periodo di crisi, proprio agli ampi spazi di miglioramento e di risparmio che la leva green offre si potrà attingere per ricavare le risorse che servono a innovarsi e ad affrontare un mercato sempre più attento agli aspetti economici e che non considera più la cura dell’ambiente come la moda del momento.

La certificazione energetica degli edifici pone ai costruttori più opportunità che problemi. Li invita infatti a iniziare un cammino verso la qualità reale e il miglioramento del comfort degli edifici in cui la riduzione dei consumi costituisce solo una tappa. Ecco perché nel manuale si sottolinea l’importanza della diagnosi energetica (diversa dalla certificazione) come supporto all’attività degli operatori coinvolti nel processo, dal certificatore al progettista, dal direttore dei lavori agli incaricati dei controlli. La diagnosi energetica è l’unico sistema che offre una fotografia della situazione reale attraverso un insieme sistematico di rilievi strumentali (termografia IR e analisi termoflussimetrica) raccolta e analisi dei parametri relativi ai consumi specifici e alle condizioni di esercizio degli edifici. Può servire anche da collaudo finale in opera per individuare i difetti costruttivi, i punti deboli, le rotture, i guasti e consentire la pianificazione degli interventi di riqualificazione più mirati e meno invasivi.

L’attività di diagnosi fa capo alla Divisione Energetica di Coverd, sua la cura del volume, che si avvale di tecnici qualificati e di una strumentazione all’avanguardia per andare incontro alle esigenze semplici e complesse degli operatori dell’edilizia, delle istituzioni e degli utenti finali. Nel manuale, al quale rimandiamo il lettore, tutti gli ulteriori approfondimenti.

Diana Verderio