Divisori verticali e comfort

Alla pareti divisorie tra alloggi sono richieste caratteristiche fonoisolanti, termiche e igrotermiche. La coibentazione che abbina sughero biondo naturale e lana di pecora oppure ovatta vegetale non ha eguali in fatto di benessere abitativo

Con il sughero biondo naturale è possibile l’isolamento termico e acustico di tutti i componenti edilizi – facciate, coperture, partizioni orizzontali e divisori verticali – così da rendere omogenea la coibentazione complessiva dell’edificio e semplificare le operazioni in cantiere.

Anche per le partizioni interne verticali, come per i tamponamenti esterni, il sughero è una risposta eccellente e può essere usato in pannelli di spessore variabile tra due materassini di ovatta vegetale KoFiVeg o pannelli di lana di pecora LanKot, che incrementano le prestazioni termoacustiche e le caratteristiche igroscopiche dell’elemento parete.

Il sistema lana-sughero-lana (oppure ovatta sughero-ovatta) si ispira con concetto “massa-molla-massa” usato per descrivere un elemento che protegge bene dai rumori proprio perché costituito da strati di materiali con differente densità ed elasticità fungendo da “terza parete”. Le pareti, tuttavia, devono avere una loro massa per proteggere efficacemente dai rumori, cosa che non si ottiene con l’uso di mattoni forati leggeri.

Una buona alternativa ai forati leggeri è quella dei blocchetti fonici NK8L e NK12L, che usati nella soluzione a doppia parete assieme al pacchetto isolante sughero-lana sono perfetti per isolare le pareti divisorie tra i diversi appartamenti. Per le pareti confinanti con il vano scale, solitamente costituite da calcestruzzo armato, è possibile modulare l’isolamento variando gli spessori di sughero e lana, tenendo conto dell’eventuale presenza dell’ascensore e della rumorosità che ne deriva.

Anche la necessità di un maggiore isolamento termico delle pareti confinanti con il vano scale o in genere con ambienti non riscaldati è una cosa di cui tenere conto. Le pareti divisorie possono essere isolate anche all’interno dei singoli alloggi, in particolare prevedendo una schermatura isolante in sughero in corrispondenza della cassetta di cacciata dei Wc.

Per una schermatura fono-impedente degli impianti e delle tubazioni si usa  con ottimi risultati il FoniVeg, un sandwich costituito da due strati di fibre vegetali e animali cardate, agugliate e apprettate dello spessore di 10 mm e da un’anima di laminato smorzante dello spessore di 3 mm. FoniVeg può essere usato anche nell’intercapedine dei divisori verticali come ulteriore elemento isolante o in presenza di spazi ridotti.

Dal punto di vista igrotermico, le pareti divisorie interne dovrebbero possedere le stesse caratteristiche dei muri perimetrali, cioè la capacità di assorbire temporaneamente l’eccesso di vapore acqueo dell’aria e di accumulare calore. Per questo è importante che le caratteristiche igrometriche dei muri non vengano compromesse da rivestimenti impermeabili. La presenza di materiali come la lana di pecora o l’ovatta vegetale nell’intercapedine migliora invece le caratteristiche termiche e igrometriche della parete, a vantaggio del comfort abitativo.

Nella realizzazione delle pareti va evitata con attenzione la formazione di ponti termici e soprattutto acustici, attraverso l’isolamento delle tubazioni e il disaccoppiamento delle strutture mediante strisce di sughero KoFlex, anche in verticale tra alloggi sovrapposti. Negli edifici esistenti, il potere isolante dei muri divisori verticali può essere incrementato con l’insufflaggio di sughero in granuli SugheroLite nell’intercapedine (ne parliamo anche nell’articolo dedicato all’isolamento delle facciate), attraverso fori praticati in alto nella parete a distanza variabile uno dall’altro.

Questo tipo di intervento ha il vantaggio di non aumentare lo spessore della parete (come avviene invece nel sistema a cappotto) e di essere poco invasivo. Il suo limite è quello di non essere efficace nei confronti dei ponti termici.

Un altro sistema per riqualificare le pareti esistenti consiste nell’applicare dall’interno una controparete isolante formata da lastre o pannelli rigidi riempita di materiale isolante, ad esempio sughero biondo naturale SoKoVerd, lana di pecora LanKot od ovatta vegetale KoFiVeg. Si tratta di un intervento semplice, poco invasivo (la controparete viene posata a secco) e abbastanza economico, a volte l’unico possibile; il suo svantaggio è il sacrificio di alcuni centimetri di superficie interna. Nelle nuove costruzioni, l’isolamento termico dall’interno è consigliabile solo per edifici con intermittenza d’uso e a bassa inerzia termica, come per esempio uffici, laboratori e magazzini.

Geom. Emilio Capra