L’Aia apre le sue porte

Pronta la nuova sede di Coverd. Con uffici e una sala per convegni realizzati all’insegna del comfort acustico

Come previsto dalla tabella di marcia è operativa la nuovissima sede aziendale di Coverd all’interno dell’AIA di Verderio.

Il trasloco dalla vecchia sede è avvenuto in maniera graduale facilitato dal fatto che le due strutture distano tra loro poco più di un chilometro. In via Leonardo da Vinci sono rimasti il magazzino e la logistica, mentre l’amministrazione, l’ufficio tecnico e la struttura commerciale hanno trovato nuova collocazione in via Sernovella. L’AIA, sede di rappresentanza di Coverd, è dotata nello spazio ipogeo di una sala convegni in grado di accogliere un centinaio di persone. Questo luogo sarà al servizio dell’attività di formazione e informazione professionale di Coverd, che prevede l’organizzazione di convegni e incontri a tema con i professionisti dell’edilizia.

Sul sito web www.coverd.it è disponibile un pagina di registrazione per segnalare argomenti di interesse che potranno essere affrontati nel corso dei convegni tematici. L’informazione attraverso la rivista Bioedilizia, che si avvia al traguardo dei vent’anni di pubblicazione, e la formazione attraverso seminari e convegni sono un pilastro dell’attività di Coverd. Della storia dell’AIA e del restauro conservativo che ha fatto rinascere la parte storica dell’edificio abbiamo già parlato a lungo sui numeri precedenti di Bioedilizia. Completiamo il quadro con una rapida carrellata sulla parte di nuova realizzazione che ospiterà il cuore pulsante dell’azienda.

Si è detto che le soluzioni tecniche adottate per la coibentazione e la climatizzazione di questo nuovo edificio sono quelle di un moderno edificio bioedile passivo, con consumi di energia ridotti al minimo e il massimo sfruttamento delle risorse naturali. Un laboratorio di bioedilizia, come lo era un tempo l’AIA quando veniva utilizzata dai contadini per l’essiccazione naturale delle messi.

Anche nella progettazione architettonica-estetica si è guardato all’oggi “evitando di scimmiottare l’antico – afferma l’architetto Bruna Galbusera – pur senza creare contrasti eccessivi”. Le finestre ad arco ricordano le serre ottocentesche, le orangeries e le limonaie di cui esistono diversi esempi nella Brianza lecchese; ma è questa l’unica concessione all’antico di un edificio a “tutta razionalità” che si sviluppa per rigide linee ortogonali. All’interno gli spazi destinati ai vari uffici, tutti sufficientemente ampi, sono divisi da pareti isolate con sughero, lana di pecora e il comfort acustico è assicurato da soluzioni efficaci e al tempo stesso gradevoli.

Al piano terra, i locali comunicano grazie a un lungo corridoio che ricorda una galleria di quadri e la ripartizione nel complesso è semplice per consentire agevoli e già preventivate evoluzioni future. Tra un locale e l’altro una porta scorrevole permette una veduta d’insieme verso l’AIA interna, su cui l’edificio si affaccia con le ampie vetrate ad arco perfettamente illuminanti. Qui, dove trovano posto tre uffici direzionali, un open space operativo, un piccolo atrio e una zona bar, il comfort acustico è garantito da pannelli di sughero applicati in aderenza al soffitto in funzione fonoassorbente. Per “mascherarli” si è usata la soluzione del telo teso, appoggiato a una cornice lungo tutto il perimetro interessato, che sostituisce il classico controsoffitto creando un abbassamento “permeabile al suono” di 20 cm. Fanno eccezione il locale tecnico e la zona bar, dove si è optato per un controsoffitto classico costituito da pannelli Kontro alloggiati su telaio AlCover.

La sala convegni è nell’interrato, al quale si accede anche attraverso un ingresso separato per permettere lo svolgersi degli eventi senza disturbare l’attività degli uffici. Nell’interrato sono stati ricavati anche uno spazio per l’attività commerciale, un piccolo refettorio e i locali tecnici che ospitano la pompa di calore e la centrale elettrica.

Su tutta la superficie è stato realizzato un controsoffitto in abbassamento con pannelli Kontro preverniciati e telaio AlCover, in grado di garantire un’acustica eccezionale in previsione del particolare utilizzo dei locali. Particolare attenzione alla scelta dei colori: un bordeau per la sala riunioni, un aranciato tenue per l’ingresso e il refettorio, uno più deciso per il locale tecnico, un verde per lo spazio commerciale e un giallo terra di siena per il corridoio e bagni.

Accanto alla parte di nuova realizzazione si mostrano in tutta la loro bellezza l’edificio del 1800 restaurato secondo le indicazioni della Soprintendenza (qui saranno gli uffici amministrativi e dirigenziali) e lo spazio ipogeo dell’AIA vera e propria, trasformato in un percorso storico didattico aperto al pubblico a richiesta, con una galleria fotografica e piccola mostra di vecchi attrezzi agricoli.

Michele Ciceri