Il sughero tra terra e mare

Per la realizzazione di un prestigioso complesso residenziale e turistico a Policoro, in provincia di Matera, la proprietà ha scelto il sughero e le tecnologie di Coverd per il l’isolamento termoacustico degli edifici. Obiettivi: il massimo del comfort e il rispetto di un contesto naturale di straordinaria bellezza.

Siamo nel cuore della Magna Grecia, in un lembo di costa ionica non lontano dalla città di Matera, all’interno di Marinagri, comprensorio naturale di 300 ettari caratterizzato da un incantevole ambiente dominato dall’acqua del mare e dell’omonimo fiume Agri.

Qui, dove nell’antichità fiorì la città di Heraclea, sta sorgendo il complesso residenziale Marina di Policoro: residenze private in appartamento e in villa con posto barca, un hotel e un residence a 4 stelle, un centro commerciale con bar e ristoranti, campo da golf a 18 buche, centro ippico, palestre, strutture sportive e un attrezzato porto turistico. “La delicatezza dell’intervento è proporzionale alla bellezza e al valore ambientale del luogo – spiega il responsabile del progetto, ingegner Marco Vitale – caratterizzato da sempre da un ecosistema che ruota intorno all’acqua del mare, della laguna e del fiume”.

Come testimonia il parco ornitologico che copre circa il dieci per cento della superficie di Marinagri, realizzato mediante l’alternarsi di bacini di acqua dolce e salmastra e la posa a dimora di vegetazione palustre. Qui vivono e transitano fenicotteri, aironi, cavalieri d’italia, spatole e molte altre specie di uccelli stanziali e migratori; tra lagune e canali che si aprono verso un mare cristallino e ricco di pesce.

Cosa c’entra l’uomo in tutto questo?

Molto, in realtà. “Marinagri nasce intorno a un sistema naturalistico già esistente, conservatosi per decenni grazie all’azione previdente dell’uomo che ha gestito questo territorio costiero come zona umida – sottolinea l’ingegner Vitale -. Ciò ha permesso di conservare la ricchezza di flora e fauna originali e un paesaggio apprezzato da visitatori di tutto il mondo”.

Il comprensorio ecologico ha una sua filosofia che riunisce visioni e competenze diverse in tema di ecologia:

  • l’ottimizzazione energetica dei tecnologi;
  • la conservazione delle bellezze naturali dei paesaggisti;
  • la difesa della biodiversità dei naturalisti;
  • la rigenerazione di corpo, mente e anima dei professionisti della salute

In questa visione si inserisce la scelta non certo casuale dei materiali di costruzione e per l’isolamento termoacustico, dove si è tenuto rigorosamente conto delle prestazioni unite agli aspetti di eco-bio-compatibilità. “Più che di bioarchitettura parlerei di bioedilizia – continua l’ingegnere – intesa come il binomio tra le prestazioni dei materiali e loro caratteristiche in funzione del rispetto dell’ambiente e della salute dei fruitori”.

La pietra di tufo, il legno e il sughero mediterraneo sono il filo conduttore del complesso residenziale che sarà completato entro maggio 2007. Assieme a soluzioni tecnologiche all’avanguardia e a basso impatto ambientale per il riscaldamento, la climatizzazione e il riuso delle acque reflue.

Tradizione e modernità mediterranee

Da una parte Matera, famosa nel mondo per i suoi “sassi”, patrimonio naturale dell’Unesco, dall’altra il mar Ionio: questa è l’area geografica di Marina di Policoro che ospiterà l’insediamento costituito da un villaggio portuale e un villaggio lagunare affacciati sull’acqua. Il villaggio portuale è stato pensato come un originale borgo marinaro costituito da una serie di isolotti e penisole immersi nel verde della macchia mediterranea. Terra e mare, tradizione e bellezza, caratterizzano e valorizzano il fascino del progetto. Sulle isole e sulle penisole sorgono le unità residenziali che ripropongono i temi dell’architettura spontanea.

“Le singole unità, realizzate secondo canoni di bioedilizia, si riferiscono a un inventario architettonico tradizionale – illustra l’ingegner Vitale -; lo sfalsamento dei tetti e dei volumi, l’impiego di particolari elementi costruttivi e materiali, il ritmo delle aperture, l’uso del colore per le facciate, le rende riconoscibili singolarmente e allo stesso tempo come facenti parte di un unicum armonico che si richiama largamente al patrimonio architettonico del bacino mediterraneo”.

Qui sono previste residenze a piano terra, primo, attico e ville angolari dai 70 ai 105 metri quadrati con posto barca dotato di corrente elettrica e acqua adiacente al giardino privato o in prossimità dell’abitazione.

Poco più a nord nell’entroterra, dove il mare si incunea creando un suggestivo sistema di bacini salmastri che danno vita a un delfinario naturale, sorge il villaggio lagunare strutturato con una impronta stilistica e architettonica di raffinata eleganza. Qui dominano le ville signorili, circondate da verde attrezzato, tutte con spiaggia privata sulla laguna. “L’ideale per una splendida vacanza, ma anche per una bellissima prima casa immersa nella natura”. Le metrature vanno dai 110 ai 300 metri quadrati e i lotti da 1000 a 1800 metri quadrati”.

Nel comprensorio Marinagri sono previste anche due strutture ricettive: un hotel da 250 posti letto e un hotel residence da 450 posti letto.

  1. “Il primo – prosegue l’ingegner Vitale – è localizzato all’interno del villaggio portuale, in una posizione di assoluto favore perché di fronte al mare. E’ dotato di centro congressi, nigth club e area fitness.
  2. Il secondo è costituito da un corpo centrale e da bungalow in affaccio sulla laguna, all’interno di un sistema di verde che propone le essenze arboree prevalentemente autoctone e la macchia mediterranea tipica della zona”.

Ospiti e residenti non avranno tempo di annoiarsi visto che il complesso è dotato di un campo da golf, campi da tennis, calcetto, basket, volley, piscine coperte e scoperte e anche palestre al chiuso, un’area fitness e un’installazione talassoterapica nel centro sportivo a nord dell’area. E ancora un centro ippico all’inizio del percorso naturalistico di horse-riding attraverso le aree golenali del fiume Agri e attività sportive tipicamente legate al mare, come vela, surf e canoa.

Per finire con un’area naturale di 15 ettari destinata alla pesca sportiva con laghi ripopolati di pesci marini. Un vero paradiso.

La risorsa acqua

Un elemento caratterizzante dell’intero progetto è l’adozione di tecnologie per il riuso delle acque reflue e il conseguente risparmio delle risorse idriche.
Il problema del riutilizzo delle acque reflue a integrazione dell’acqua disponibile è particolarmente sentito, specie nelle regioni meridionali, a causa delle diminuite precipitazioni degli ultimi quarant’anni e dell’aumento della superficie irrigata per fini agricoli, che ha fatto aumentare il fabbisogno di acqua.

Oggi la legge nazionale e regionale da’ delle indicazioni in materia di riuso e depurazione delle acque, ma l’adozione di un progetto realmente efficace e a basso impatto ambientale dipende il più delle volte dalla sensibilità dei singoli operatori. A Marina di Policoro questo argomento è stato affrontato con grande impegno dal punto di vista progettuale e con l’adozione di sistemi integrati di raccolta, filtrazione e depurazione.

“Le acque di scarico provenienti dalle abitazioni vengono raccolte, trattate in un impianto di depurazione interno e riconvogliate nelle cisterne che alimentano il sistema di irrigazione”, spiega il progettista. Ciò fa sì che non vi siano scarichi diretti e abbassa notevolmente il fabbisogno idrico del complesso. “Le acque piovane raccolte dalle superfici dei tetti e dalle strade vengono invece convogliate in laguna dopo un primo trattamento di grigliatura e filtraggio e un secondo di separazione delle sostanze oleose, sempre presenti lungo strade e nei parcheggi”. In questo modo in laguna finisce solo acqua pulita, a sua volta riutilizzabile.

Una corretta gestione delle acque, comprendente la depurazione e il riuso dell’acqua piovana e degli scarichi, è alla base di una progettazione che tiene conto dell’impatto di ogni nuovo insediamento umano sull’ambiente che ci circonda. L’acqua è un bene prezioso e in un futuro non molto lontano lo sarà ancora di più.

Materiali da costruzione: tufo, legno, sughero, fibre vegetali e fibre animali

In un contesto come quello descritto la scelta dei materiali da costruzione e per l’isolamento termoacustico degli edifici non poteva essere lasciata al caso. “La ricerca di un materiale naturale con prestazioni elevate è il criterio che ci ha portato in primo luogo all’adozione del sughero per l’isolamento di sottofondi, pareti perimetrali e coperture, così come per gli accorgimenti necessari alla prevenzione dei ponti termici e dei ponti acustici.

Fatta questa scelta di fondo, abbiamo utilizzato anche altri materiali naturali come l’ovatta vegetale accoppiata a una membrana laminata per l’isolamento acustico dei divisori tra alloggi,  e per l’isolamento dei cavedi dove all’oggiano le tubazioni di scarico, sempre comunque ispirandoci ai principi che stanno alla base dell’intero progetto”.

Tufo, legno e sughero, sono gli elementi presenti in tutti gli edifici. “Il tufo è la pietra della nostra terra – sottolinea l’ingegner Vitale – ma anche legno e sughero hanno a che vedere con noi: il legno perché insieme alla pietra è il materiale con cui l’uomo ha cominciato a costruire le prime case e il sughero perché è un’essenza tipica del mediterraneo, molto presente in Italia. Entrambi, inoltre, sono materie rinnovabili: gli alberi possono essere ripiantati e la corteccia da sughero, addirittura, viene asportata dal tronco senza procedere ad alcun disboscamento”.

Come avviene per le fibre vegetali, quali il cotone, e animali, ad esempio la lana, che si riproducono ciclicamente in modo naturale. Ovviamente ci sono anche delle ragioni tecniche ugualmente importanti.

Il sughero è per eccellenza un ottimo isolante naturale sia termico che acustico; in più è traspirante, non trasforma l’abitazione in un ambiente sigillato e protegge i muri lasciandoli respirare come una pelle. E’ esattamente quello che cercavamo per dare il massimo del comfort a chi andrà ad abitare a Marina di Policoro. Usato in falda nelle coperture, garantisce un’ottima regolazione climatica contribuendo a tener fuori il caldo generato dal sole a picco; impiegato nei sottofondi e nei divisori verticali assicura invece oltre all’isolamento termico una eccellente protezione contro i rumori.  Inoltre, come già accennato, ce ne siamo serviti per prevenire ponti termici e acustici usandolo come membrana elastica di separazione tra le strutture di c.a. e di tamponamento.

Le soluzioni tecniche adottate

Per la realizzazione dell’isolamento termoacustico sono state prese in considerazione le pareti perimetrali, i sottofondi, i divisori verticali tra diverse unità abitative, le coperture, i pilastri in c.a. e tutti i punti di contatto parete-pilastro e parete-solaio.
Di seguito le soluzioni adottate.

Pareti perimetrali

Le pareti perimetrali esterne sono state concepite per ottenere un corretto equilibrio termo-igrometrico e acustico all’interno delle abitazioni secondo il concetto della “parete che respira”, sfruttando le caratteristiche fisiche di due materiali naturali come la pietra di tufo e il sughero biondo naturale. Le murature “a scatola” sono state realizzate con una doppia parete in mattoni di tufo (14 cm all’esterno e 10 cm all’interno) e un pannello di sughero (SoKoVerd.AF granulometria 4/8 mm, spessore 3 cm) inserito nell’intercapedine creata tra i due paramenti. Sotto e sopra il paramento interno sono state poste delle strisce di sughero biondo naturale superkompatto SoKoVerd.LV da 20mm (sotto) e strisce di sughero biondo supercompresso KoFlex da  3mm (sopra).
Questo accorgimento serve a limitare il propagarsi dell’energia sonora (impattiva e aerea) che si trasmette per fiancheggiamento alle altre strutture edili e a risolvere il problema del “ponte termico”.
Le ottime caratteristiche tecniche dei due materiali base, tufo e sughero, hanno conferito alla parete un eccellente isolamento termico ed acustico.

Solai orizzontali e sottofondi

Durante la fase progettuale è stata posta particolare attenzione ai solai orizzontali di interpiano, che nella maggior parte dei casi hanno l’importante compito di separare due distinte unità abitative. Grande cura è stata riservata anche ai solai controterra. Gli input principali sono stati:

  • isolamento termo-igrometrico finalizzato a creare una sorta di “casa nella casa”, prevedendo un utilizzo saltuario degli alloggi nel periodo invernale;
  • isolamento acustico ai rumori aerei, impattivi e di calpestio nel pieno rispetto delle normative vigenti.

I solai sono stati realizzati in laterocemento prevedendo nell’estradosso un sottofondo di 12cm comprendente gli spessori necessari per l’impiantistica di terra, l’isolamento termo-igrometrico e acustico e la pavimentazione.
Come già sottolineato in precedenza, sotto a tutti i tavolai dei divisori verticali sono state inserite delle strisce di sughero biondo naturale superkompatto SoKoVerd.LV dello spessore di 20 mm; sopra, invece, delle strisce di KoFlex da 3 mm.
L’isolamento del sottofondo è stato realizzato nel modo seguente:

  • esecuzione di tutte le tracce primarie degli impianti elettrici e idraulici;
  • posa nell’estradosso del solaio di un pannello di sughero biondo naturale compresso SoKoVerd. AF (granulometria 4/8mm, spessore 2 cm), sormontato da un tappetino in ovatta KoSep.F (spessore 4 mm) accuratamente risvoltato sulle pareti perimetrali per un’altezza di circa 5-6 cm;
  • realizzazione degli impianti e di un massetto di livellamento in sabbia e cemento di 5-6 cm circa.

Dopo aver aver intonacato gli interni, alla base delle pareti perimetrali sono state poste delle strisce di sughero biondo naturale supercompresso KoFlex (spessore 3 mm) per un’altezza da quota zero fino al raccordo con il risvolto di KoSep.F. Ciò allo scopo di “desolidarizzare” le pareti dal massetto di sabbia e cemento realizzato in ultimo con il relativo pavimento.

Pareti divisorie tra alloggi

Le pareti divisorie tra alloggi sono costituite da una doppia muratura in mattoni di tufo (ciascun strato con blocchi dallo spessore di 10cm), in cui è stato inserito un sandwich di ovatta e laminato smorzante FoniVeg (spessore 2,3 cm).
Il sandwich FoniVeg in intercapedine tra la doppia muratura costituisce una barriera fonoimpedente contro i rumori aerei.
Pilastri e travi in c.a.
La protezione termo-igrometrica delle facce dei pilastri, delle corree verticali e delle travi in c.a. orizzontali è stata eseguita con sistema in controcassero utilizzando pannelli di sughero biondo naturale compresso  SoKoVerd.AF dello spessore di 2 cm per i pilastri, e di 1 cm nell’intradosso delle travi perimetrali.  In questo modo sono stati prevenuti i ponti termici, causa col tempo della formazione di muffe.

Coperture in legno

La struttura di copertura riveste un’importanza fondamentale perché oltre a soddisfare le esigenze estetiche e paesaggistiche deve proteggere le abitazioni soprattutto dal caldo nella bella stagione, che è quella di maggior utilizzo degli alloggi. Le linee guida per la scelta dei materiali isolanti sono state fondamentalmente tre: un materiale naturale, capace di durare nel tempo, e di mantenere le sue caratteristiche tecniche il più possibile costanti in qualsiasi condizione di esercizio. La risposta è stata la soluzione a pannelli di sughero biondo naturale superkompatto SoKoVerd.LV (granulometria 2-3 mm), che grazie alle caratteristiche fisiche naturali del sughero hanno un comportamento passivo al caldo e freddo. I tetti delle abitazioni sono stati realizzati nel seguente modo:

  • struttura portante in travi di legno;
  • perlinatura di legno sormontata da uno strato separatore traspirante, impermeabile e antipolevere di carta oleata KoSep.C;
  • pacchetto isolante costituito da due strati incrociati di pannelli in sughero biondo naturale superkompatto SoKoVerd.LV (spessore 3 cm ciascuno);
  • completamento con lastre ondulate in fibrocemento su cui hanno trovato alloggio i coppi a canale in cotto.

Con tale copertura si è potuto ventilare il sottomanto dalla base di gronda fino al colmo, anche questo del tipo ventilato per una migliore aerazione.

La ricerca scrupolosa della qualità

Maggiore comfort per i fruitori, consapevolezza di una scelta di qualità in grado di portare valore aggiunto anche sul piano commerciale, rispetto di principi etici ambientali: questi i motivi che hanno spinto a utilizzare il sughero nella coibentazione termoacustica del complesso residenziale Marina di Policoro.

Soprattutto, non un sughero qualsiasi. Valutate le diverse offerte presenti sul mercato, la scelta è caduta su Coverd, un’azienda che sta all’altro capo della penisola, per le caratteristiche specifiche dei suoi prodotti e per le competenze in materia termoacustica.

“Sappiamo benissimo che esiste sughero e sughero – conferma l’ingegner Vitale – e che molte delle qualità finali di questo materiale dipendono dai trattamenti e dalle lavorazioni a cui viene sottoposto. Nel caso del sughero Coverd, il trattamento AirFire consente l’amalgama dei granuli priva di qualsiasi additivo o legante artificiale  in modo da ottenere un pannello classificabile e certificabile come biologicamente puro.
Questo ci ha fatto preferire il pannello SoKoVerd di Coverd ad altri forse meno costosi, ma non altrettanto validi e garantiti”.

SoKoVerd è un agglomerato purissimo di sughero biondo prebollito, normalizzato nella sua struttura fibro-cellulare (in fase di amalgama dei granuli di sughero) mediante un rivoluzionario trattamento AirFire. Molto simile all’originaria corteccia della quercia da cui è ricavato, ha una stabilità all’invecchiamento praticamente illimitata (come testimoniano gli antichi nuraghi della Sardegna), è inattaccabile da insetti e roditori e ha una buona resistenza al fuoco.

Un certo peso l’ha avuto anche l’esperienza di Coverd, un’azienda sul mercato da un quarto di secolo con una pratica consolidata nelle soluzioni d’isolamento e una divisione acustica all’avanguardia.

Infatti, i materiali da soli non bastano, anche quando sono certificati. Solo l’esperienza di cantiere in interventi anche a elevato grado di complessità unita  a un un importante bagaglio tecnico-professionale può garantire un risultato in linea con le aspettative del progettista e del committente. Il perché è presto detto: in tema di protezione acustica, ad esempio, la normativa prevede il raggiungimento ‘in opera’ dei requisiti acustici passivi previsti dal Dpcm 5.12.97, e il collaudo acustico finale non può essere sostituito dai valori di laboratorio riportati sulle schede tecniche dei materiali isolanti.

La consulenza professionale di un tecnico competente in acustica ambientale, come previsto dalla legge, può indicare le linee operative corrette ed evitare errori che possono trasformarsi in ingenti spese impreviste.
“Realizzazioni come quella in corso a Policoro necessitano di una consulenza e di un’assistenza di prim’ordine da parte di professionisti specializzati in soluzioni di isolamento termico e acustico – sottolinea Angelo Verderio, fondatore di Coverd -.

Ecco perché la nostra azienda investe molto nella formazione interna, nella ricerca sui materiali e nel perfezionamento continuo di soluzioni che mirano a dare un’impronta italiana e moderna, nel rispetto delle tradizioni dei luoghi, al concetto in realtà molto antico di bioedilizia”.

“Realizzazioni come quella in corso a Policoro necessitano di un’assistenza e di una consulenza di prim’ordine – afferma Angelo Verderio fondatore di Coverd.
Ecco perché la nostra azienda investe molto nella ricerca sui materiali e nel perfezionamento di soluzioni che mirano a dare un’impronta italiana e moderna, nel rispetto delle tradizioni dei luoghi, al concetto in realtà molto antico di bioedilizia”.

Michele Ciceri