Perché si fà a meno della barriera al vapore

con le tecnologie applicative del sughero biondo naturale di Coverd

Barriera al vapore

Questo argomento ci sta particolarmente a “cuore” ed è sempre molto discusso tra i professionisti che lavorano nel campo dell’edilizia ed in particolare nell’ambito dell’isolamento termoigrometrico. Come è noto ormai a tutti, la barriera al vapore è un elemento o strato impermeabile che viene posto nella stratigrafia di una struttura muraria, in genere sulla faccia calda dell’isolante, ostacolando la migrazione di vapore acqueo da zone a maggiore pressione di vapore verso quella a minore.

Si tratta di un fenomeno critico: quando il vapore acqueo nel suo migrare si trova a contatto con una superficie sufficientemente fredda (pari o inferiore alla temperatura di rugiada) può condensare all’interno della struttura, bagnando il componente ove è avvenuto il cambiamento di stato fisico. Quindi, il motivo per cui viene utilizzata la barriera al vapore è quello di preservare le caratteristiche fisiche nella maggior parte degli isolanti che sfruttano le cellule d’aria (fibre minerali e vegetali, polimeri espansi in genere,  inerti minerali espansi, ecc.) che, se assorbono acqua, vedono decrementare in misura rilevante le proprietà di isolamento termico oltre a deteriorarsi nel tempo.

I rischi

Ma la presenza di una barriera al vapore costituisce un elemento perturbante per l’intera struttura, in quanto ne limita fortemente la permeabilità sia nel periodo invernale che in quello estivo, con conseguenti gravi rischi, ad esempio, allorquando i flussi igrometrici sono invertiti (in estate la pressione di vapore è generalmente superiore all’esterno e non più all’interno).

Le tecnologie applicative di Coverd per l’isolamento termico con i pannelli di sughero biondo SoKoVerd, siano esse a cappotto esterno ed interno (Bioverd), col sistema in controcassero o posti in intercapedine,  sono prodotti impermeabili all’acqua ma permeabili al vapore che non richiedono e non necessitano di barriere o freno al vapore. Tanto più che il sughero biondo SoKoVerd non è igroscopico, come invece molti altri prodotti isolanti, pertanto non necessita di protezioni “artificiali”. E’ l’esperienza  trentennale di Coverd, testimoniata dalle miriadi applicazioni, che consentono di sostenere questo principio.

Nuove tecnologie

La “storia insegna” ma occorre tenere sempre uno “sguardo sul futuro” e affacciarsi sulle nuove tecnologie, per fare le scelte giuste.  Coverd si impegna in questo senso e si rimette in discussione. L’analisi del rivestimento a cappotto interno/esterno in sughero biondo SoKoVerd.LV e SoKoVerd.XL , privo di barriera al vapore, sviluppata in regime variabile con l’ausilio del nuovo software di calcolo predittivo, che utilizza un metodo avanzato di calcolo termoigrometrico con risultati previsionali in un arco temporale fino a 10 anni, ha confermato l’assenza di condensa interstiziale come del resto verificato dalle innumerevoli applicazioni eseguite in oltre 30 anni di attività.

Una volta ancora possiamo affermare che le tecnologie applicative del sughero biondo naturale di Coverd per l’isolamento igro-termo-acustico e bioclimatico possono fare a meno della barriera al vapore.

Dott. Alberto Manzoni

Coverd offre il suo supporto tecnico

Coverd, azienda che da un lato ha sempre tenuto d’occhio gli adempimenti normativi nell’ambito edile, sia dal punto di vista termico, che da quello acustico e dall’altro ha sempre puntato sulle tecnologie all’avanguardia per quanto riguarda i materiali, le tecniche di posa in opera, i metodi di calcolo previsionale e le tecnologie di indagine diagnostica sul patrimonio edilizio esistente, non poteva mancare a questo “appuntamento”.
L’occasione è quella di impiegare il metodo di calcolo della prestazione termoigrometrica dei componenti e degli elementi di un edificio, sviluppando la valutazione del trasferimento di umidità mediante simulazione numerica secondo la norma UNI EN 15026.

Affrontare il problema

Ciò anche per sopperire ad un problema che ci siamo sempre posti in questi anni: infatti, ci è sempre stato chiaro il comportamento “reale” delle tecniche di isolamento termico col sughero biondo naturale SokoVerd, tanto da sconsigliare tassativamente l’utilizzo di barriere al vapore in contrasto con l’opinione corrente dei tecnici del settore, ma ci mancava il supporto di documentazione tecnica “ufficiale” alle nostre scelte.

Infatti, in linea di principio la barriera al vapore si rende necessaria per preservare le caratteristiche termoigrometriche della maggior parte degli isolanti (in particolare quelli a celle d’aria), ma in tal modo si introduce un elemento deleterio per l’intera struttura edile, compromettendone la permeabilità e causando più danni che benefici. Oggi lo staff tecnico di Coverd, oltre ai software per così dire “tradizionali” attraverso i quali si effettuano i calcoli termoigrometrici mediante il metodo di Glaser, dispone di un nuovo software di calcolo predittivo  che utilizza il metodo di calcolo termoigrometrico a regime variabile e consente attraverso relazioni matematiche avanzate di verificare la formazione di condensa interstiziale delle strutture edili.

Prestazioni termoigrometriche

L’approccio tecnico con il quale Coverd intende sviluppare il calcolo delle prestazioni termoigrometiche delle strutture architettoniche prevede, come sempre, l’applicazione di base del metodo di Glaser, al quale poi affiancare l’analisi a regime variabile per approfondire le casistiche di strutture dal comportamento igrometrico più complesso o che determinano particolari problematiche di formazione di condensa interstiziale su cicli di vita reali ed estesi fino a 10 anni e più, utilizzando i dati storici delle stazioni meteorologiche di tutta Italia.

Coverd volge lo sguardo verso termotecnici e progettisti, offrendo il supporto tecnico per lo studio delle stratigrafie degli elementi opachi di un progetto edilizio ed è aperta al confronto con i professionisti del settore, sostenendo le soluzioni applicative della Bioedilizia. Sia per progetti di nuova realizzazione che per interventi di riqualificazione energetica di fabbricati esistenti, mediante l’uso di questo nuovo software – novità assoluta per l’Italia – è possibile effettuare calcoli predittivi del comportamento termoigrometrico dei costituenti l’involucro di un edificio, con risultati previsionali in un arco temporale fino ad 10 anni.

Un’estensione così ampia nella verifica teorica termoigrometrica è possibile grazie alla nostra banca dati relativa alle diverse tipologie di materiali costituenti le pareti, i solai e le coperture dei fabbricati, ma anche grazie all’ausilio di un ulteriore software predittivo meteorologico complementare, in grado di produrre dati meteo (valori di temperatura, precipitazioni, irraggiamento) su tutto il territorio italiano e anche oltre, così da determinare parametri climatici recenti e proiettati nel futuro prossimo indispensabili per verificare al prestazione igrometrica in regime dinamico.

Angelo Verderio