Requisiti acustici

Quando una partizione di separazione tra diversi ambienti è in grado, per le proprie caratteristiche costruttive, di attutire ed assicurare un’adeguata resistenza al passaggio dei rumori aerei e di calpestio, allora si parla di isolamento acustico.

Un primo ostacolo al passaggio delle onde sonore è garantito dalla massa della partizione in esame, congiunta ad altri fattori costitutivi fondamentali (elasticità, fiancheggiamento, ecc.): concretamente, le caratteristiche di fonoisolamento non riguardano solo i singoli materiali costitutivi, ma l’insieme dell’elemento costitutivo.

Per di più le prestazioni fonoisolanti ottenute in opera possono essere alquanto diverse da quelle previste a causa dell’attrito dei materiali di costituzione degli elementi costruttivi, delle modalità di esecuzione non corrette, delle caratteristiche reali degli altri elementi con cui la specifica partizione viene ad integrarsi.
In questo articolo si vuole affrontare il problema dell’isolamento acustico delle partizioni divisorie verticali tra unità abitative, rimandando ad altra occasione quello delle facciate e dell’isolamento dal rumore di calpestio.
Grandezze per la valutazione Viene solitamente assunto come riferimento il potere fonoisolante apparente definito da:

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dove L1 e L2 sono i livelli medi di pressione sonora rispettivamente nell’ambiente emittente ed in quello ricevente (in dB), S rappresenta l’estensione superficiale dell’elemento in prova (in m2) ed A rappresenta l’area di assorbimento acustico equivalente dell’ambiente di ricezione (in m2).
Questo parametro, valutato per ogni banda di frequenza in terzi d’ottava da 100 a 3150 Hz e «mediato» seconda la procedura prevista dalla norma UNI EN ISO 717–1 fornisce l’indice di valutazione del potere fonoisolante apparente R’w, che consente una comoda e veloce comparazione tra le prestazioni ottenute da diverse partizioni.

Tipologie costruttive
Gli elementi costruttivi dei divisori verticali vengono sostanzialmente distinti in due tipologie: elementi costruttivi monolitici ed elementi costruttivi stratificati. Per elementi costruttivi monolitici si intendono le partizioni realizzate da un solo materiale (ad esempio calcestruzzo, laterizio pieno, semipieno o forato, ecc.) con al più la finitura esterna sui due lati (intonaco).
Per tali tipologie in generale vale la legge di massa che stabilisce una proporzionalità diretta con il logaritmo in base 10 della massa superficiale dell’elemento. Per conseguire prestazioni fonoisolanti elevate è necessario avere partizione di massa superficiale particolarmente elevate (indicativamente più di 350 kg/m2 per ottenere un risultato teorico oltre i 50 dB, con le incognite legate poi alle inevitabile penalizzazioni nel passaggio dalla teoria alla pratica). L’elevata massa, che può comportare un non indifferente aggravio statico sulle strutture, ed inoltre l’elevato spessore del divisorio che si dovrebbe realizzare per conseguire le masse superficiali richieste (nell’esempio precedente si dovrebbe costruire un parete di almeno 18 cm se in calcestruzzo, di 23 cm se in blocchi semipieni, di 32 cm se in laterizi forati!), sconsigliano l’adozione di strutture monolitiche per orientarsi invece su elementi costruttivi stratificati.  Mentre gli elementi costruttivi monolitici consentono di contenere l’immissione sonora all’interno degli ambienti in virtù della propria massa, le strutture stratificate si basano sul principio di smorzare la trasmissione realizzando collegamenti elastici tra le parti. In particolare quando, come spesso avviene, la struttura è costituita da due strutture monolitiche separate da un’intercapedine, si realizza un sistema schematizzabile secondo il modello massa – molla – massa con forte dissipazione dell’energia sonora. A parità di massa superficiale tra una struttura stratificata ed una monolitica, la presenza di un’intercapedine con materiale fonoassorbente può comportare un incremento della prestazione fonoisolante di circa 1–2 dB/cm.
Di fondamentale importanza è poi la riduzione della trasmissione per fiancheggiamento, conseguibile inserendo al di sopra e al di sotto delle strutture monolitiche che compongono l’elemento stratificato delle strisce di materiale elastico, come sughero biondo supercompresso ad alta densità KoFlex.
Risultati collaudi in opera
La tecnologia CoVerd ha in questi anni sviluppato soluzioni per conseguire livelli di isolamento per via aerea superiori ed adeguati richieste dalle normative. In particolare:
1)    sono stati eliminati i laterizi forati, insufficienti dal punto di vista acustico, per utilizzare laterizi semipieni spessore 8 cm NK8L;
2)    in intercapedine si sono sperimentate le seguenti soluzioni:
a)    primo materassino di ovatta vegetale KoFiVeg da 1 cm, pannello in sughero biondo SoKoVerd LV da 3 cm, secondo materassino di ovatta vegetale KoFiVeg da 1 cm;
b)    sandwich FoniVeg costituito da due strati di ovatta vegetale con interposta un’anima costituita da un laminato smorzante da cm 3/4.
Tutte e due le soluzioni sono state sottoposte più volte a verifica di collaudo, con i seguenti risultati:
a)    doppio tavolato in blocchetti fonici NK8L, in intercapedine un pannello in sughero biondo da 2/3 cm interposto tra due materassini di ovatta vegetale da 1 cm ciascuno:
R’w = 52 – 54  dB;
b) doppio tavolato in blocchetti fonici NK8L, in intercapedine il sandwich ovatta–laminato smorzante–ovatta FoniVeg:
R’w = 50 – 51 dB.
Come si vede si tratta di soluzioni che consentono di conseguire, in opera, i requisiti acustici richiesti dalle normative vigenti (DPCM 5/12/97): soluzioni reali al servizio di progettisti ed imprese edili.

Massimo Murgioni