La casa isolata è risparmiosa

L’investimento per la coibentazione in sughero di un sottotetto (copertura bioedile e pareti perimetrali) si ammortizza in soli quattro anni. Poi si comincia a guadagnare sulla bolletta del metano. Lo dice chi lo ha sperimentato sulla propria abitazione

Ottimizzare la coibentazione di casa per risparmiare sulle spese di riscaldamento.  L’obiettivo è a portata di mano, con un investimento che si ammortizza in pochi anni e fa guadagnare nel tempo.

Preso il metro da muratore, una calcolatrice e un buon bagaglio di conoscenze tecniche, uno zelante cittadino si è preso la briga di calcolare in quanto tempo ammortizzerà la spesa sostenuta per la coibentazione del sopralzo di casa. Il risultato dell’analisi, condotta con criteri scientifici, è stato decisamente positivo: circa quattro anni per la spesa relativa al pacchetto tetto e circa 10 anni per l’isolamento dei muri perimetrali. Trascorso questo tempo, inizia il risparmio vero e proprio, che si traduce in una bolletta del gas meno salata.

L’esperimento condotto da Remo Manara, perito industriale con una grande esperienza in analisi di questo tipo, ha preso in considerazione a posteriori la sua abitazione situata nel Comune di Olgiate Molgora (Lc), una classica villetta unifamigliare riscaldata a metano, sulla quale è stato recentemente realizzato un sopralzo coibentato per una superficie lorda di circa 150mq.

Il primo passo è stato scegliere il tipo di isolamento. “Ho preso in considerazione tre materiali: polistirene espanso di densità pari a circa 35kg/mc, fibra di legno di densità pari a circa 35 kg/mc e sughero – spiega il signor Manara – Alla fine la scelta è caduta sul sughero per gli aspetti legati alla sua struttura e perché ritenuto poco soggetto a cambiamenti di stato. Relativamente al tipo di sughero, per ragioni di affidabilità, ho optato per i prodotti commercializzati dalla Coverd, con particolare attenzione a quelli a grana fine”.

Il sopralzo analizzato è costituito da muri perimetrali portanti in foratoni e muro di tamponamento e da un tetto bioedile a doppia falda realizzato con struttura portante in lamellare e tegole portoghesi. Nel dettaglio, il pacchetto tetto ha la seguente struttura: assito a vista in abete su cui è steso un velo protettivo (carta oleata impermeabile traspirante KoSep.C), isolamento termico in sughero per una superficie di 140mq (pannelli in sughero biondo naturale SoKoVerd.LV), listelli verticali per la ventilazione, posa dello strato termoriflettente (KoSep.A), listellatura orizzontale col relativo manto di copertura in cotto.

Invece i muri perimetrali presentano: foratoni da 25 cm, lama d’aria di 2-3 cm, isolamento termico in pannelli di sughero (SoKoVerd) per una superficie di 87 mq al netto delle aperture, muro di tamponamento di 10cm. Altri dati necessari per l’analisi sono stati: un orizzonte di progetto di 30 anni (anche se generalmente la vita effettiva di realizzazioni come quella in questione risulta decisamente più lunga), un costo del combustibile (metano) che aumenta negli anni con il valore dell’inflazione, un periodo di riscaldamento annuo della durata di 6 mesi (da ottobre ad aprile), una dispersione di calore (di tetto e muri perimetrali) calcolata su 2750 ore di riferimento con una temperatura di -5° all’esterno e +22° all’interno, in base ai profili medi di temperatura tipici della zona.

Si è anche tenuto conto di un rendimento medio della caldaia del 90%. “Considerati tutti gli input – precisa l’autore dello studio – si trattava di stabilire in quanto tempo il risparmio sul metano avrebbe ammortizzato l’esborso iniziale dovuto al sughero. Ma anche – aggiunge – di individuare lo spessore ottimale del sughero sia per il pacchetto tetto sia per i muri perimetrali nel migliore rapporto costi-benefici”.

Dalle conclusioni, come anticipato, si evincono dati interessanti a favore della coibentazione a base sughero e alcune indicazioni tecniche.
Relativamente al pacchetto tetto, lo spessore ottimale del sughero per l’intervento analizzato è risultato di 10 cm. Posto questo, il tempo di ritorno dell’investimento in termini di risparmio è risultato di circa 4 anni per tutto il sughero impiegato.

Relativamente ai muri perimetrali, lo spessore ottimo è stato valutato in 5 cm, tale anche da limitare ragionevolmente lo spazio occupato da lama d’aria, isolamento e muro di tamponamento, con un tempo di ritorno dell’investimento di circa 10 anni per tutto il sughero impiegato. Avevamo parlato di un orizzonte di progetto di 30 anni, ricordate? Ebbene, a conti fatti il risparmio comincia già al quinto anno. Senza contare i benefici sulla qualità della vita che derivano dall’avere una casa più sana e accogliente.

Massimo geom. Murgioni