Fare scuola con la musica

Un ambiente acusticamente perfetto per un’educazione musicale intesa come sviluppo psicofisico della persona. L’esperienza di successo dello storico Istituto Leone XIII di Milano.

Scopo della scuola è promuovere la crescita personale dell’individuo in tutti gli aspetti che permettono di sviluppare al meglio le potenzialità di ciascuno. La funzione didattica, educativa e spirituale hanno pari importanza nel percorso verso l’equilibrio che consente alle persone di esprimere le proprie tipicità, portandole a padroneggiare i mezzi per orientarsi nel mondo, per agirvi positivamente, per compiervi le proprie scelte, per conoscere e rendere operative le proprie vocazioni.

In questo terreno culturale, tipico di una scuola che in un momento storico caratterizzato da forti spinte economiche e secolaristiche fonda la sua missione nel “suscitare persone che sappiano contribuire al rinnovamento culturale, morale e religioso”, nasce il progetto della nuova aula di educazione musicale per la scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Leone XIII di Milano. “Un’esigenza sentita – ha affermato l’architetto Carlo Strati, progettista architettonico dell’opera – sulla scorta dell’importanza che il piano formativo dell’Istituto Leone XIII attribuisce all’educazione musicale, ma anche una necessità che restava un’idea in attesa delle risorse necessarie a fare qualcosa di veramente valido”. Il momento tanto aspettato di “fare” è arrivato la scorsa estate, quando il progetto dell’architetto Strati è diventato realtà grazie alla collaborazione di Coverd per tutta la parte legata all’acustica architettonica.

In generale, la realizzazione di una sala per la musica presenta tre problemi:

  • l’isolamento acustico dall’esterno
  • il trattamento del suono all’interno
  • la necessità di garantire un adeguato numero di ricambi d’aria

Nel primo caso l’obiettivo da raggiungere è la protezione degli ambienti confinanti, che non devono essere disturbati dalle attività musicali (e viceversa), nel secondo è invece quello di ottenere suoni puliti e perfettamente intelligibili. Infine, la salubrità dell’ambiente passa inevitabilmente attraverso lo studio dell’aerazione che occorre garantire al locale attraverso un impianto opportunamente dimensionato e silenziato.

Tutti questi aspetti sono molto importanti, ma è soprattutto nel secondo che si concretizza il valore dell’esperienza sonora, che è poi ciò che ha spinto l’architetto Strati e la Direzione dell’Istituto Leone XIII ad attendere la possibilità di fare quel “qualcosa di veramente valido” di cui parlavamo prima. Suoni puliti, cristallini, che arrivano all’orecchio e allo spirito senza distorsioni, si traducono in un vissuto positivo, facilitano l’apertura spirituale, abituano all’ascolto e stimolano la voglia di imparare. Viceversa, i suoni “sporchi” e poco intelligibili affaticano l’udito, sono fonte di stress e si traducono in un messaggio negativo a livello psicofisico e spirituali.

Per un ambiente destinato alla musica, la correzione acustica interna è la “conditio sine qua non” dell’intervento, che deve prendere in considerazione tutti gli aspetti legati alle caratteristiche architettoniche dell’ambiente e alla particolare destinazione d’uso.

Solo un accurato studio acustico preventivo eseguito da personale tecnico esperto e specializzato può garantire la “validità” del risultato.

Infatti, nulla si improvvisa: interventi di questa natura e delicatezza richiedono uno studio accurato che, a partire dallo stato “ex–ante” degli ambienti, fissi gli obiettivi da conseguire per garantire condizioni di utilizzo ottimali per l’utilizzo previsto. A seguire, si devono individuare le opere necessarie, ottimizzando gli interventi, dimensionando i pacchetti di insonorizzazione e correzione acustica in modo da conciliare esigenze tecniche, fattibilità pratica e rapporto costo/beneficio.
Infine, la verifica “ex–post” ha permesso di documentare in maniere inequivocabile l’efficacia delle soluzioni e degli interventi realizzati.

L’isolamento acustico dipende dalla massa delle strutture, ma non solo. Nel caso del Leone XIII l’ambiente interessato si trova al piano seminterrato e confina per due lati su quattro, oltre al soffitto, con altre aule scolastiche, per le quali è stato necessario progettare una speciale protezione fonoimpedente. Questa è consistita in una controparete interna su tutti i lati ed in un’ulteriore controparete esterna sui due lati confinanti con le altre due aule. Il soffitto è stato sottoposto a un trattamento simile mediante un abbassamento sorretto da ganci antivibranti con inserti gommati. Il pacchetto delle intercapedini di contropareti e controsoffitto è stato costituito con materiale fonoassorbente naturale come lana di pecora LanKot, ovatta vegetale abbinata a laminato smorzante FoniVeg e sughero supercompresso KoFlex. Tutte le soluzioni adottate sono state attentamente valutate sul piano teorico prima e realizzativo poi, in modo da ottimizzare i pacchetti fonoimpedenti e ridurre al minimo la possibilità di decrementi nell’isolamento acustico causati da imperfetta posa dei materiali.

L’intervento di isolamento acustico ha ovviamente preceduto la correzione acustica ed è stato completato prevedendo l’accesso alla sala mediante una bussola con doppia porta e dei controtelai con vetrate fonoisolanti in corrispondenza delle aperture finestrate.

Il principio di fondo della correzione acustica è semplice: se le onde sonore non possono trasmettersi fuori dell’ambiente, restano intrappolate all’interno, compromettendo la qualità acustica dell’ambiente. Questo problema si risolve predisponendo adeguate soluzioni fonoassorbenti all’interno del locale, che variano secondo la morfologia, della qualità delle strutture e infine del risultato che ci si prefigge. Nel caso in questione è stato necessario intervenire sia sulle pareti sia sul soffitto, perché la superficie liscia e la disposizione perfettamente parallela delle strutture causavano inevitabilmente un eccesso di riverberazione.

La soluzione individuata nello studio è ricaduta sull’utilizzo di pannelli in sughero biondo naturale SoKoVerd.C1 applicati alle pareti verticali e di pannelli a controsoffitto Kontro alloggiati su telaio AlCover, entrambi in Classe 1 di resistenza al fuoco. Il sughero è un ottimo fonoassorbente perché la sua struttura porosa a celle aperte intrappola le onde sonore e le disperde al proprio interno sotto forma di energia termica. In più non ha emissioni nocive, non provoca allergie, è un materiale naturale e le lavorazioni della tecnologia Coverd a cui viene sottoposto hanno un bassissimo impatto sull’ambiente, a cominciare dalla produzione che avviene asportando la corteccia dall’omonimo albero, che continua a vivere e a generare nuovo sughero. E’ anche facile da smaltire.

Infine, “last but not least” il problema dell’aerazione dei locali. Dove passa l’aria, passa anche il rumore: di qui l’esigenza di studiare e realizzare con cura l’impianto di aerazione, in moda da abbinare l’efficienza impiantistica con l’insonorizzazione del locale. L’utilizzo di condotti insonorizzati, con percorsi studiati al fine di minimizzare la rumorosità d’immissione ed espulsione aria e le interazioni tra ambienti collegati dalle canalizzazioni, ha richiesto cura ed attenzione sia in fase di studio e dimensionamento delle opere, sia nella realizzazione delle stesse.

Il tutto con la formula del “chiavi in mano” di Coverd

Le verifiche “ex-post” hanno dato ragione all’approccio Coverd: simulando l’attività ed immettendo circa 104 dBA nell’ambiente di emissione, né al piano superiore né nei locali adiacenti la sorgente sonore è risultata soggettivamente udibile, con valori dell’indice di valutazione del potere fonoisolante R’w superiore a 69dB.

Quanto alla correzione acustica dell’ambiente, il grafico proposto nel box non ha bisogno di molti commenti: un ambiente acusticamente ottimale, con tempi di riverberazione nell’ordine di 0.5 secondi da 63 Hz a 10 kHz, pronto per essere utilizzato dai giovani musicisti dell’Istituto Leone XIII e predisposto altresì alla possibilità di registrazioni musicali e corali.

“Un risultato eccellente da tutti i punti di vista – ha confermato l’architetto Strati – che consente finalmente all’Istituto di avere a disposizione un ambiente perfetto a ospitare le lezioni di educazione musicale e le prove del coro scolastico”.

Ora qualche alunno potrebbe innamorarsi sul serio della buona musica, chissà…

Michele Ciceri